Sullo Scandalo Della Magistratura L’assordante Silenzio Delle Istituzioni E Della Stampa.

Sullo Scandalo Della Magistratura L’assordante Silenzio Delle Istituzioni E Della Stampa.

Le intercettazioni non imbarazzano più di tanto un’imbarazzante magistratura evidentemente asservita alla sinistra che la usa come strumento di persecuzione degli avversari politici. Il capo del csm e la stampa di regime, ovviamente, tacciono.

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Immaginate per un attimo se, nelle intercettazioni recentemente pubblicate, fossero emerse azioni di contrasto alla politica della sinistra da parte della magistratura.

Pensate le sollevazioni della stampa, dei “giornalistoni”, quelli bravi, quelli che pontificano oggi sul povero Gallera, quelli che esaltano Sala e denigrano Fontana, quelli che cambiano discorso, sorvolando sulla gravità assoluta di quanto emerge dai colloqui sulle chat dei magistrati.

Personalmente reputo assurdo che, all’interno della magistratura, si possano identificare correnti politiche.

Sarebbe come se nell’associazione degli arbitri di calcio ci fosse il gruppo di “amici della Juve” o degli “amanti del Napoli” o dei “simpatizzanti della Roma”.

Quale imparzialità possono garantire questi signori, palesemente schierati politicamente, nel giudicare un esponente politico che hanno osteggiato, combattuto e perseguitato per tifo o convenienza politica e nonostante l’evidente correttezza delle tesi da questo sostenute?

Esiste un garante supremo che la nostra costituzione pone a salvaguardia del diritto? Esisterebbe ma latita. E il processo che Salvini si appresta a sostenere per le note vicende delle navi trattenute, agendo nel rispetto di un decreto che intendeva legittimamente tutelare i confini nazionali, rischia di trasformarsi nell’ultimo atto di demolizione di un avversario politico amato da popolo e, per questo, oggetto delle persecuzioni della sinistra per mano di una magistratura evidentemente vergognosa, alla luce di fatti che confermano tutte le tese sulle famigerate toghe rosse.

Certo che la guida del ministero della giustizia e le fesserie commesse da Bonafede, non aiutano a creare un clima di serietà ed attendibilità delle corti che, da sempre, attaccano e distruggono ogni attendibile avversario della sinistra, da Berlusconi a Salvini, spianando la strada a governi rossi quasi mai votati dal popolo.

Se questo scandalo fosse avvenuto in altri Paesi, in Germania o in Francia, ad esempio, oggi sarebbero stati epurati tutti i protagonisti di questa squallida vicenda ed avremmo assistito ad una sollevazione di massa da parte del popolo e della stampa.

Ma da noi va bene così. Palamara dichiara di essere stato frainteso, poverino. “Quella merda di Salvini”, “Salvini ha ragione sull'immigrazione, ma dobbiamo attaccarlo”, “Salvini sull'immigrazione ha la gente con sé, dobbiamo fermarlo” sono frasi che si prestano evidentemente a mille interpretazioni, ha ragione lui.

Lui che ha fatto di tutto per fare dell’Italia un Paese civile in cui la corruzione possa essere solo un lontano ricordo, lui che non ha mai favorito gli amici degli amici, lui che non ha mai mirato al potere, esempio fulgido di correttezza ed onestà, stranamente indagato per questo.

Occorrerebbe smantellare le organizzazioni, le corporazioni, le associazioni che inquinano la magistratura ed interferiscono a senso unico con la vita politica del Paese e, quindi, con i destini del Paese stesso.

Occorrerebbe una voce forte da parte di chi dovrebbe garantire l’imparzialità dei giudici e dei giudizi, specie quando questi riguardano politici avversari del governo, evitando ogni sospetto che questo possa trasformarsi in una qualsiasi forma di regìme che metta in dubbio i tanto cari princìpi della democrazia.

Occorrerebbe un Capo dello Stato che fosse realmente libero di farlo.

Occorrerebbe una figura eletta dal popolo e non da quella stessa parte politica che, tenendo in vita questo governicchio delle poltrone, si appresta ad eleggere un successore che non farà altro che proseguire le azioni di chi lo avrà preceduto, favorendo, probabilmente senza rendersene conto, quella stessa parte politica, chiudendo gli occhi su scandali più o meno grandi. Altrimenti non si spiega questo silenzio assordante.

Di Massimiliano Piccinno

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