Mirna De Cesaris

Mirna De Cesaris

Il calcio è una delle industrie più importanti del paese e dà lavoro a tante persone, per cui è giusto ripartire, naturalmente rispettando tutte le misure di sicurezza e i protocolli.

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Buongiorno, oggi l'Italia torna Nazione con la riaperture tra le regioni. Intervistiamo, oggi, la fotografa Mirna de Cesaris con lei parleremo di fotografia e delle problematiche che stanno vivendo tanti suoi colleghi.

Buongiorno Mirna, grazie per aver accettato di essere intervistata dalla redazione di UR. Puoi farci una tua breve presentazione per i nostri lettori?

Mi chiamo Mirna De Cesaris, ho qualche anno (ride) , sono una fotografa freelance iscritta all’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana), collaboro con un settimanale di calcio giovanile chiamato Gazzetta Regionale e da questa stagione sportiva partecipo anche alle gare di serie A di Roma e Lazio.

Un mese, trenta lunghissimi giorni passarono da quando un laboratorio privato cinese isolò la sequenza di un nuovo coronavirus responsabile di gravi polmoniti a Wuhan, il 27 dicembre, al momento in cui l'Oms dichiarò che c'era un'urgenza mondiale; come hai vissuto questi duri mesi di lockdown ?

Come tutti noi. Ho rispettato le regole della quarantena, sono rimasta a casa quando dovevo. Purtroppo il nostro lavoro ne ha risentito perché in questi mesi non ci sono stati eventi sportivi.

I playoff e i playout, spauracchio per la Lega di serie A, perdono forza, un po' come il virus maledetto che sta accompagnando le nostre giornate. Il cosiddetto piano B rischia di sparire nel momento in cui il campionato dovesse ricominciare. Che idea hai sulla ripartenza del campionato italiano ?

Nel momento in cui tutte le attività stanno riprendendo e in cui hanno riaperto la libera circolazione tra le regioni, credo che sia giusto che il campionato di calcio riprenda. Il calcio è una delle industrie più importanti del paese e dà lavoro a tante persone, per cui è giusto ripartire, naturalmente rispettando tutte le misure di sicurezza e i protocolli.

Se c’è una categoria professionale che il Covid-19 ha messo nell’angolo sin dal primo giorno della sua comparsa, è l’attività dei fotografi sportivi e di tutto il mondo che le ruota attorno, cosa ti aspetti dalle tante riunioni che si susseguono per la ripresa del campionato ?

Mi auguro che sia data la possibilità a tutti i fotografi di poter assistere agli eventi sportivi. Per il momento il protocollo prevede la presenza di soli 10 fotografi alle partite di serie A, ma in uno stadio senza spettatori, secondo me, ci sarebbe la possibilità di rispettare le distanze e di non correre rischi.

Quanto ti manca fotografare i tanti campioni che scendono in campo sul prato verde dell’Olimpico?

Tanto. In questa stagione ne ho visti tanti ed è stato un piacere poterli fotografare: Zaniolo, Immobile, Cristiano Ronaldo, Lukaku, Donnarumma. Non vedo l’ora di ricominciare.

La foto di Papa Francesco che cammina meditabondo lungo via del Corso, a Roma, ha fatto il giro del mondo. È forse una delle immagini simbolo della pandemia di Covid-19 che ha sconvolto il mondo nelle ultime settimane. Città e metropoli si svuotano ogni giorni di più, man mano che i governi introducono misure sempre più severe nel tentativo di contenere la diffusione del Coronavirus. La città di Roma priva del suo caotico traffico, la solitudine ti hanno spinta ad uscire per immortalare qualche immagine particolare della capitale?

Onestamente no, ho rispettato le regole. Le uniche foto che ho fatto sono quelle ai bambini che, piano piano, hanno ricominciato a giocare a calcio nel parco che vedo dalla finestra di casa mia.

Multe fino a tremila euro a chi abbandona a terra la mascherina dopo averla utilizzata, in quanto potenzialmente infetta. Lo prevede un’ordinanza sullo smaltimento dei dispositivi di protezione firmata dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi. Le sanzioni variano da un minimo di trecento euro e un massimo, appunto, di tremila. Consideri giusta questa sanzione? Qual è la tua idea sul comportamento dei romani in questo difficile periodo?

Credo che i romani, tranne rare eccezioni che avvengono ovunque, si siano comportati abbastanza bene. Il basso numero di contagi a Roma e nel Lazio ne è la conferma. Per quanto riguarda le sanzioni, credo che siano giuste ma come tutte le leggi devono essere applicate con intelligenza.

Una frattura psicologica attraversa gli italiani mentre il lockdown finisce, si allentano le restrizioni fin quasi a scomparire, si aprono i confini, la vita fuori prende il sopravvento sulla clausura, la libertà sulla detenzione, il muoversi sullo stare immobili nella reclusione. Una fotografa come te come potrebbe fotografare la libertà ritrovata?

Credo che in questo momento niente possa dare l’idea di libertà più dei bambini che giocano insieme in un parco. Paradossalmente anche delle macchine in coda per strada ci fanno apprezzare quelle libertà quotidiane che prima davamo per scontate ma che invece non lo erano.

Jennifer Aniston finisce all'asta con il suo nudo storico per raccogliere fondi. Il fotografo Mark Selinger ha deciso di mettere allʼasta 25 ritratti celebri, tra cui quello dellʼattrice realizzato per la copertina di "Us Magazine". Cosa pensi della ritrattistica e delle donne che cedono le proprie immagini per cercare di aiutare chi è rimasto in difficoltà?

Credo che sia un grandissimo gesto di solidarietà. Non è scontato che chi ha maggiori possibilità economiche debba per forza aiutare gli altri, per cui quando alcune di queste celebrità lo fanno, vanno solamente ringraziate.

Cedere o valorizzare i talenti di casa propria: questo è il dilemma della Roma degli ultimi tempi. L’assenza di ricavi da Champions e il Covid-19 costringono il club a rivedere il calciomercato estivo e, mai come questa volta, la Primavera di Alberto De Rossi può tornare utile. Tu segui i giovani nel tuo lavoro sul campo; raccontare con le tue immagini le gesta di questi (forse) futuri campioni quanta soddisfazione ti da?

E’ una grande soddisfazione accompagnare questi giovani nel percorso che poi porta, solamente alcuni di loro, al calcio professionistico. Alcuni li ho visti bambini, di altri ho visto le sofferenze magari dovute ad un infortunio in campo. E’ una grande soddisfazione quando dal giornale mi chiamano e mi chiedono una foto di repertorio di calciatori che magari hanno esordito in prima squadra.

Qualcuno ti ha mai deluso per aver buttato all'aria la propria carriera per il troppo egocentrismo?

E’ logico che per diventare dei professionisti non basta solamente la componente tecnica, ma servono anche altre componenti come la famiglia e l’educazione. Devo dire che la Roma e la Lazio stanno molto attente a queste qualità, per cui i calciatori dei loro settori giovanili sono tutti dei bravi ragazzi.

Ci sono dei grazie nella tua carriera?

Innanzitutto devo ringraziare me stessa, perché c’è stato un momento nella mia vita in cui mi sono dovuta reinventare professionalmente. Poi, naturalmente, i colleghi di Gazzetta Regionale che sono stati determinanti in questi anni e con cui siamo cresciuti insieme.

Progetti per il futuro?

Facciamo piccoli passi: prima pensiamo a riprendere la nostra vita come prima del Covid-19, poi vediamo quello che succede. Questa esperienza ci ha insegnato che dobbiamo vivere di più alla giornata e apprezzare quello che abbiamo, senza fare progetti troppo a lungo termine.

Michele Stentella

Foto di copertina Giuseppe Pino Leanza 

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