LA VERGOGNA DEI GRILLINI, BOCCIATI IN STORIA E GEOGRAFIA

LA VERGOGNA DEI GRILLINI, BOCCIATI IN STORIA E GEOGRAFIA

L’ennesima gaffe degli ignoranti a 5 stelle fa emergere la criticità di un Paese nelle mani di incapaci allo sbaraglio.

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Roma, anno del Signore 2020. Il museo sul fascismo? Si, ma solo in chiave antifascista! No, è fascista, lo ha detto l’ANPI! Via Amba Aradam? Un capitolo di storia da cancellare. Intitoliamola a Floyd e la fermata della metro a Marincola! Cancelliamo le vie intitolate ai generali italiani che hanno combattuto in Africa, brutti razzisti e fascisti! E, per finire, togliamo tutti i simboli che ricordano il passaggio di Mussolini nella Capitale, sampietrini compresi! Raggi Virginia, improbabile sindaco di Roma -  dopo aver costretto i cittadini a vedere la loro città in preda ad animali che razzolano tra i rifiuti, a combattere con trasporti al collasso su strade invase dal degrado, obbligati a muoversi slalomeggiando tra le buche, evitando le stazioni della metro chiuse e i bus in fiamme - si esibisce in uno spericolato esercizio di fascismo antifascista, immaginando, in questo modo, di alimentare le possibilità di un suo scongiurabile secondo mandato, auspicabile quanto la seconda ondata del virus.

Non tarda a farle eco, con una topica storica in geografia, non già un oscuro parlamentare o un consigliere regionale a cinque stelle ma - udite udite - il vice ministro degli Esteri, vice di quel pozzo di sapere che risponde al nome di Di Maio Luigi, secondo il quale Matera si trova in Puglia.

Mosso da evidente spirito di emulazione del suo capo, il signor Di Stefano Manlio, ha twittato, in merito all’esplosione di Beirut, esprimendo la sua vicinanza al popolo libico anziché libanese. La toppa, come spesso capita, è stata assai peggiore del buco perché il nostro battagliero viceministro miracolato, dopo aver corretto il tweet, se l’è presa, incattivito, con tutti quelli che avevano condiviso il suo post, coprendosi di ulteriore ridicolo.

Non sarà questo, purtroppo, l’ultimo capitolo della saga delle seghe. Perché, da qualsiasi ministero a guida grillina, può arrivare il nuovo colpo di genio che farà dimenticare i banchi a rotelle i suggerimenti ai ristoratori, le sanatorie dei clandestini, la denuncia del pericolo dell’immigrazione incoraggiata dai porti aperti e altre castronerie di un governo di incapaci sui quali aleggia, sempre più oscura, l’ombra del regime, dopo il prolungamento dello stato d’emergenza, la secretazione degli atti del comitato tecnico scientifico per allarmanti motivi di ordine pubblico e il prolungamento delle deleghe per i servizi segreti. Cosa augurare al Paese? Elezioni, per strappare definitivamente dal libro della storia della Repubblica, una delle pagine meno onorevoli, scritta grazie all’avvento di una orda di incapaci, inadatti e ignoranti, ai quali abbiamo affidato, inopinatamente, le sorti del Paese.

Di Massimiliano Piccinno

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