Morire Di Sfruttamento Nel 2020. L’atroce Fine Di Un Cavallo

Morire Di Sfruttamento Nel 2020. L’atroce Fine Di Un Cavallo

Caserta. Ancora una vittima innocente, ancora una creatura sfruttata fino alla morte per il “divertimento” umano

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È morto così. Un cavallo “qualunque” in un giorno “qualunque”, sotto al sole torrido di un agosto “qualunque”. Stanco, spossato, provato, si è evidentemente arreso e si è accasciato sfinito al suolo da dove non si è più rialzato. È morto oggi, 12 agosto 2020 alle ore 13.30 circa alla Reggia di Caserta, mentre trainava una botticella ben carica di turisti, per consentire agli umani di divertirsi insomma. Maestosi, intelligenti, regali e fedeli fino alla morte. I cavalli sono così, come molti altri animali, solo che invece di capire pienamente le loro potenzialità e condividere civilmente la nostra esistenza con loro continuiamo imperterriti a massacrarli, spesso senza motivo, per mero divertimento, come in questo caso. Li mangiamo, li sfruttiamo, li sovraccarichiamo di pesi, li picchiamo, li insultiamo, li umiliamo, li torturiamo per fargli fare ciò che vogliamo noi, ciò che pensiamo serva a noi, senza comprendere che otterremmo molto di più da loro se imparassimo una volta per tutte a lasciarli in pace e a conviverci adeguatamente, rispettando i loro spazi e la loro natura.

Così, proprio nei giorni in cui si gioisce per le civili scelte della Grecia che ha vietato la macellazione degli equini, proprio quando le conoscenze etologiche che spiegano quanto gli animali possano provare piacere e dolore esattamente come la razza “umana” siano ormai alla portata anche dei sassi, ci si ritrova dinanzi ad un’ennesima vittima dell’incuria e dell’egoismo umano.

Le foto del povero cavallo accasciato a terra sono state condivise da un volontario dell'Enpa di Caserta (Ente Nazionale Protezione Animali) con un eloquente commento: “Reggia di Caserta, poco fa... Nonostante il caldo, i cavalli continuano a salire e scendere a pieno carico, trainando carrozzelle e trogloditi. Uno di loro oggi non ha più resistito e poco fa si è accasciato in terra. È morto. Ora verrà presto sostituito come si sostituisce un bus per turisti, era quello il suo utilizzo. Quando fate una scelta, assicuratevi di non arrecare sofferenze agli altri, animali inclusi”. L’Enpa ha pubblicamente preso posizione anche sulla pagina ufficiale ed ha anticipato che si costituirà parte civile: “Ancora una morte senza senso per business, per il gusto di far divertire i turisti e magari scattare un selfie. È morto questa mattina un cavallo che trainava una botticella destinata ai turisti nella Reggia di Caserta, probabilmente a causa del caldo torrido. L'Ente Nazionale Protezione Animali, da sempre impegnato per contrastare questo insensato mercimonio perpetrato ai danni di cavalli resi schiavi, farà tutto il necessario attraverso il suo studio legale perché i colpevoli di questo scempio paghino per le loro azioni. Massimo Pigoni, Vicepresidente nazionale Enpa aggiunge - “E' assurdo che al giorno d'oggi ancora si utilizzino gli animali per queste finalità, attività non più accettabili anche alla luce delle ormai accreditate conoscenze scientifiche ed etologiche che dimostrano senza ombra di dubbio che gli animali soffrono e patiscono esattamente come noi. L'Enpa combatterà questa battaglia di civiltà con tutti i mezzi a disposizione. In un Paese civile le botticelle dovrebbero scomparire immediatamente e per sempre. Nella Reggia di Caserta, dove oggi si è consumata questa tragedia, nonostante il caldo, i cavalli continuano a salire e scendere a pieno carico, trainando carrozzelle e persone. Uno di loro oggi non ha più resistito e si è accasciato in terra per non rialzarsi più. E probabilmente ora verrà sostituito come si sostituisce un bus per turisti. Le autorità sanitarie hanno transennato l'area per consentire i rilievi del caso e per portare l'animale in un centro specializzato. L'autopsia accerterà le cause per le quali il povero animale è crollato a terra, senza vita, mentre trasportava una carrozza carica di turisti, in una giornata caldissima.”

Durissimo anche il commento di Michela Vittoria Brambilla di Forza Italia che scrive: “il cavallo morto alla reggia di Caserta è una vergogna nazionale, e chi dovrebbe agire sta a guardare! Di quante tragedie come quella accaduta oggi a Caserta c’è ancora bisogno perché governo e maggioranza si decidano finalmente, come scrivo da anni nelle mie proposte di legge, a vietare i servizi di trasporto di piazza e di trasporto pubblico non di linea a trazione animale? Affinché mai più gli Enti locali possano autorizzare servizi di trasporto di piazza e di trasporto pubblico non di linea a trazione animale – prosegue la Brambilla – sarebbe necessario e sufficiente disporre la secca abrogazione dell’articolo 70 del Codice stradale e di parte dell’art. 1, comma 2, della l. n.21/1992, come ho sempre proposto. Purtroppo, quanto accaduto a Caserta mostra tutta l’inadeguatezza anche della formulazione di compromesso individuata nella commissione Trasporti della Camera, e mai diventata legge per l’inerzia della maggioranza, che consentirebbe l’utilizzo delle carrozzelle nei parchi. È semplicemente assurdo, e inammissibile, che all'alba del XXI secolo ancora si utilizzino i cavalli per scarrozzare i turisti, e per di più che non si tenga conto neppure del clima torrido delle giornate di piena estate. Né al governo, né alla maggioranza, né ai sindaci, a cominciare da quello di Roma, importa nulla se i cavalli continuano a soffrire sulle strade e sugli acciottolati dei nostri centri storici e, come si vede, anche nei parchi. È una vergogna nazionale, e chi dovrebbe agire sta a guardare”.

E nella Capitale? In tempi non sospetti, durante la campagna elettorale, l’attuale sindaco di Roma Virginia Raggi aveva promesso che non appena fosse salita al Colle avrebbe inserito l’abolizione delle botticelle tra le riforme più urgenti. Puntualmente la promessa non è stata mantenuta ed i cavalli hanno continuato a scorrazzare i turisti in lungo ed in largo per il centro storico anche nelle ore più calde in estate. Un timido tentativo fu fatto dalla Raggi nell’estate 2019, uno sforzo poco convinto in realtà, tanto che il Tar sospese con urgenza l’ordinanza perché sussisteva il “danno imminente”, ovviamente il riferimento era di carattere economico e dunque il danno imminente era per le tasche dei vetturini, di certo non per i cavalli costretti a portare in giro i turisti anche con 40 gradi. Qualcosa si è mosso invece due mesi fa, il 30 giugno 2020, quando è entrata in vigore l’ordinanza firmata dalla Raggi che vieta la circolazione dei veicoli a trazione animale in presenza di temperature pari o superiori a 30 gradi centigradi. Il Campidoglio comunica che “alla base del provvedimento vi è l'esigenza di prevedere una maggiore tutela per i cavalli impiegati in attività di trazione di vetture pubbliche o private, e di quelli impiegati in attività ludiche e sportive, per prevenire potenziali danni alla salute di questi animali, particolarmente sensibili alle temperature elevate.” L’ordinanza sarà valida fino al 30 settembre 2020 ed è un piccolo, piccolissimo passo in avanti ma di certo non può essere sufficiente in una società civile. L’Oipa, in un comunicato ufficiale, ha giustamente espresso delusione ed amarezza attraverso la dichiarazione della delegata romana Rita Corboli: “Il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Daniele Diaco, aveva garantito il 18 giugno scorso l’arrivo in Assemblea capitolina entro la fine del mese della delibera per l’eliminazione delle botticelle dalle strade della città, ma la delibera non è all’ordine del giorno delle prossime convocazioni. Ricordiamo che Virginia Raggi in campagna elettorale promise l’abolizione delle botticelle e ormai, a un anno dalla scadenza del mandato, i cavalli sono ancora sotto il sole infuocato e sull’asfalto bollente dell’estate romana”.

Dinanzi ad un’ennesima tragedia come quella occorsa oggi a Caserta, ci si augura che si prendano finalmente provvedimenti seri e definitivi, tuttavia la speranza è davvero flebile quanto una piccola luce. D’altra parte, è tristemente evidente ormai che in Italia spesso si deve attendere che “ci scappi il morto” affinché siano prese decisioni urgenti e realmente risolutive. Questo è quanto accade per crimini quali il femminicidio o la pedofilia, considerato dunque il valore di merce che viene ancora attribuito alla vita animale, il timore è che le vittime delle botticelle non siano finite qui, con la morte del cavallo a Caserta il 12 agosto 2020.

Di Erika Gottardi

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