Flop Decreto Bonafede: Metà Dei Delinquenti Scarcerati è Ancora A Casa.

Flop Decreto Bonafede: Metà Dei Delinquenti Scarcerati è Ancora A Casa.

Il fallimento di un governo di incapaci è ormai palese nei risultati disastrosi di ogni singolo ministero.

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Era stato salvato dai voti di Renzie che, tenendo in ostaggio il governo dall’alto del suo misero tre percento scarso, aveva votato contro la mozione di sfiducia promossa dal centrodestra per chiedere la testa del miracolato ministro della giustizia che aveva consentito la scarcerazione di centinaia di delinquenti, boss mafiosi e pericolosi criminali.

Un repentino retrofront del ministro, da noi raccontato all’epoca, aveva parzialmente salvato la faccia dell’ex dj che sosteneva come il suo decretino avrebbe riportato rapidamente in carcere tutti quei criminali mandati in sicurezza ai domiciliari.

Invece, come sempre capita con questo governo di incapaci, non è andata come da loro ottimisticamente previsto.

Ad oggi, dopo mesi di uscita dal lockdown, 112 sui 223 che avevano beneficiato del provvedimento, si trova ancora ai domiciliari. Nonostante i proclami di Bonafede, oltre la metà di questi signori è ancora fuori dal carcere e, dall’esilio dorato delle proprie abitazioni, gestisce con maggiore tranquillità il malaffare, in barba al decreto, al ministro e ai suoi risibili annunci.

Giova ricordare come la mozione di sfiducia nei confronti di Bonafede partiva, oltre che dalle vergognose scarcerazioni per covid, anche dalla gestione di alcune nomine cardine nell’ordinamento giudiziario, che apparvero “orientate” dai clan e dai loro capi al 41 bis. All’epoca il ministro non seppe mai confutare seriamente le dichiarazioni rilasciate in diretta TV da Nino Di Matteo, a suo dire estromesso dal ruolo di capo del DAP, inizialmente a lui promesso da Bonafede, proprio a seguito delle pressioni di alcuni boss mafiosi dal carcere.

Il decreto Bonafede, sbandierato come un successo dall’esecutivo, si prestava ad interpretazioni e ricorsi circa i requisiti di legittimità costituzionale, come ha eccepito il tribunale di sorveglianza di Sassari che ha sollevato problemi relativi alla separazione dei poteri e di violazione della sfera di competenza riservata all’autorità giudiziaria. E così restano a casa, grazie al decreto flop, pericolosi boss, mafiosi, affiliati e delinquenti comuni. Ennesimo, insopportabile fallimento di un esecutivo odioso che agisce ormai a colpi di prolungamenti dello stato d’emergenza, con decreti sui quali continua ad aggirare il parlamento ponendo con continuità il vincolo della fiducia che spaventa i peones a cinquestelle e i loro ex nemici, ora soci, piddini terrorizzati dall’idea di andare a casa e trovarsi un lavoro. Un governo che ha arrogato a sè poteri speciali che mortificano la democrazia e le istituzioni ormai delegittimate da un’azione che calpesta la dignità delle aule parlamentari. Un regime lontano ormai dalla democrazia, che pensa di salvare le apparenze con un finto sorriso, una cravatta e una pochette, col favore del silenzio assordante del Colle.

Di Massimiliano Piccinno

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