Anna Isopo Ha Inaugurato Oggi A Firenze La Mostra Di Arte Contemporanea Genesis

Anna Isopo Ha Inaugurato Oggi A Firenze La Mostra Di Arte Contemporanea Genesis

La raffinata e suggestiva location fiorentina del Magazzino n.5 del Museo Bellini ospita fino al 18 settembre la mostra di arte contemporanea Genesis – di Alessia de Antoniis

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Se Firenze può apparire una città che vive del proprio passato, il museo Bellini guarda ancora una volta al futuro.

Questa volta lo fa con la mostra internazionale di arte contemporanea Genesis, ospitata nel Magazzino n.5 nella galleria bassa di Palazzo Bellini, antica dimora situata sul Lungarno Soderini.

Qui la gallerista romana Anna Isopo ha inaugurato oggi una collettiva dove artisti diversi per stili, linguaggi e tecniche usate, nella loro unicità espressiva, formano un vasto campionario delle differenti stimolazioni intellettuali nate dal tema della nascita, della rinascita e della creazione in tutte le sue declinazioni.

Dietro la facciata dell'architetto Coppedé, all'interno della struttura quattrocentesca di Palazzo Soderini, 26 artisti, prevalentemente donne, dialogano attraverso le loro creazioni e ci obbligano a fermare i ritmi frenetici che travolgono la nostra vita, per riflettere sulla nostra quotidianità, sulle nostre origini, sul nostro presente.

Tra questi, Emilia Agosti, che esprime con ogni pennellata la vibrante intimità, l'amore e la vita che pervadono ogni esperienza. Laureata in filosofia, abituata ad usare la parola nel suo uso razionale, diventa istintuale quando parla attraverso la pittura astratta. Luce e buio, materia e antimateria, trasformano la violenza cromatica in atto creativo, trovando nuove regole nell'apparente assenza di regole della sua arte.

Serafino Botticelli rende la Genesis con colori come il bianco, il giallo e l’azzurro, colori da sempre utilizzati per descrivere il divino. Realizzati con estrema precisione, i suoi ipnotici dipinti ad olio nascono, seguendo quel movimento circolare che esprime l'eterno oscillare tra microcosmo e macrocosmo, dalla luce: la luce dell'alba, dell'aurora, del sol levante.

Antonio Esposito dà vita ad opere senza titolo che, nate dalla tela, vanno liberamente incontro allo spettatore, in una sorta di dialogo intimo, unico, ogni volta diverso.

Maria Emilov espone “And there was evening, and there was morning”, parole di uno dei passi più noti del testo biblico della Genesi.

È infatti così che nasce il primo giorno: dalla separazione, dalla dualità, come una sorgente primordiale che emerge da una natura caotica, espressa superbamente in “Falda Acquifera” di Daniela de Scorpio o nelle sculture dell'artista anglo-libanese Majd Fathallah.

Come la Genesi parla della creazione della realtà mediante separazione, è dal contrasto tra differenti materiali, dai contrasti tra lucido e opaco, che emergono le “Riflessioni” di Nicoletta Faggion. Nelle tele esposte, i segni del dripping, armonizzano il movimento lineare con il ritmo dell’anima, in una sorta di movimento rituale che unisce la razionalità umana e il moto armonico dell'universo.

Un atto creativo istintuale, pura energia fisica, è “COSMO 2005” di Kathia Gudushauri. Colori intensi, drammatici, a tratti aggressivi, ricordano la Teogonia di Esiodo, per il quale “in principio era il Caos” e, senza alcuna opera di una divinità creatrice, ogni cosa ha la sua Genesi e prende forma.

Ancora al testo biblico, e ancor più alla sua rappresentazione nella Cappella Sistina, fa riferimento “Con le nostre mani” di Silvana Landolfi. La sua pittura al terzo fuoco su base di porcellana, reinterpreta l'iconica scena della Creazione di Adamo di Michelangelo. Due mani: non una divinità e la sua creatura, ma due esseri sullo stesso piano che creano il bene e il male, il mondo e le sue degenerazioni. Due mani che tendono una verso l'altra, ma che sembrano allontanarsi, dividersi, mentre il mondo va in frantumi.

Dal Caos l'uomo nasce per ultimo. Prima si manifestano le forze primordiali della natura, come l'acqua dell'opera della pittrice e fotografa inglese Lesley Bunch, o il cielo e la terra dell'artista romana Ada Pasta.

Ma se all'inizio l'unità conosce se stessa attraverso la separazione, e la Genesis consente al Chaos di manifestare le sue mille forme contenute in potenza, è con l'unione di due opposti che la vita torna a generare se stessa. L'unione mistica tra due creature, come un Tao che ricompone le sue due metà in realtà mai profondamente divise, diventa “Labbracadabra, La magia di un bacio” di Anna Tonelli. E tra quelle due labbra tese c'è tutta la potenza delle due dita che cercano di sfiorarsi nell'affresco michelangiolesco.

Genesis, con la sua molteplicità di opere, racconta questo: le infinite possibilità di manifestarsi di quel Tutto che chiamiamo universo.

Alessia de Antoniis





Artisti: E. AGOSTI, S. BOTTICELLI, L. BUNCH, M. Pacheco CIBILS, D.de SCORPIO, M. EMILOV, A. ESPOSITO, N. FAGGION, D. FERRARIS, L. FRIDMAN, E. FRUSCIANTE, K. GUDUSHAURI, U. KÄLBERER, M. LAMEI, S. LANDOLFI, M.L MAESANO, MAJD, A. OLASZ, A. PASTA, O. PEGORARO, Sal PONCE, A. ROLSING, S. SCHAWALDER, M. SACCHIERO, M. STAMATI, U. STRÖBITZER, A. TONELLI




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