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Reazione, controllo e resistenza. La Roma dura più dei 60' canonici e regala spettacolo, il Benevento suona la carica ma la Roma incassa e sorpassa, contando su una fluidità di gioco notevole ed un'intesa molto forte tra gli interpreti.

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Milan capolista, Inter in crisi, Lazio travolta da una sorprendente Sampdoria, il Napoli che torna a vele spiegate, No, stavolta la Roma non può permettersi di fallire.

Tante le polemiche in settimana, la scelta del direttore sportivo, l'infortunio di Smalling i casi di Covid ed un campionato in bilico.

Fonseca propone l'ormai irrinunciabile 4-2-3-1 con Dzeko prima punta, Mkhitaryan, Pellegrini,Pedro trequartisti con Veretout e Cristante a centrocampo ed in attesa del ritorno in campo di Smalling, Spinazzola, Ibanez, Mancini e Santon in difesa.

Inzaghi punta su una squadra giovane e dinamica con Lapadula in attacco, gli ex Caprari e Falque sulla trequarti avanzata, Dabo, Schiattarella e Ionita a centrocampo, Foulon, Caldirola, Glik e Letizia in difesa.

Ma il destino è effimero e la Roma con gli ex trova sempre un punto fermo...la vendetta.

5 minuti sul cronometro ed il contropiede del Benevento permette a Caprari di arrivare all'uno contro uno sottoporta con Ibanez che prova il contrasto ma il tentativo di pallonetto dell'ex Roma per scavalcare l'avversario si tramuta in un gol freddo, gelido ed inaspettato, uno 0-1 che spezza i ritmi, la squadra di casa tenta la reazione con Mkhitaryan ma si guadagna solo un corner.

Le triangolazioni partono dal centro impegnando l'asse Veretout/Spinazzola/Mkhitaryan, ma è buona la copertura offerta dai centrocampisti Schiattarella e Dabo che tagliano il campo per dare la possibilità alla difesa di chiudere al meglio gli spazi. Partita altalenante ben condotta dagli avversari ben ordinati in campo ma che soffrono le verticalizzazioni di un Roma che prova la percussione con Pedro in recupero su un lancio lungo per Mkhitaryan ben piazzato davanti alla porta, colpo di testa scherma Foulon che spegne l'azione con un presunto tocco di mano e permette a Montipò di parare agevolmente; l'arbitro consulta il Var, ma non assegna il penalty per la squadra giallorossa.

Una rincorsa al 27' che si fa ancora più amara con gli ospiti che ci credono e approcciano in maniera molto più aggressiva, ma la Roma non molla e avvia l'ennesima percussione sulla sinistra, Spinazzola tiene palla, cross per Pellegrini che smista per Pedro in buona posizione, sinistro velenoso e Montipò non può nulla, cambio di campo, palla a Mirante che rinvia con un lancio millimetrico per Mkhitaryan solo sulla fascia destra, cross a tagliare l'area per Dzeko che lasciato solo con tiro angolare supera di nuovo Montipò. 2-1

Il Benevento perde punti di riferimento, prova a compattarsi sfruttando scambi rasoterra e limitando i lanci lunghi,preferendo una ricomposizione dell'azione dal fondo con l'aiuto di Glik e Caldirola che vanno in sovrapposizione con Schiattarella.

Dal canto suo la Roma sembra manterene i nervi saldi, trova un ottimo giropalla con la coppia Pellegrini/Spinazzola che riescono a creare una fluidità di gioco capace di coinvolgere sia Dzeko che gli altri trequartisti, il contributo dei centrocampisti si fonde perfettamente nella creazione dell'azione, tanto che l'ultimo gol annullato alla Roma per un fuorigioco all'inizio dell'azione, parte da un assist di Cristante, svincolato per dare supporto al gruppo di attacco.


Nel secondo tempo la Roma spinge, ma gli avversari non intendono mollare, Spinazzola vince un rimpallo, entra in area e prova la risoluzione in porta ma il tiro è respinto da Glik.

Risponde il Benevento prima con Caprari da fuori area, poi è Veretout che in area provoca un fallo su Ionita, l'arbitro non ha dubbi, concede un rigore che Mirante para ma non trattiene e Lapadula insacca sulla respinta. 2-2

Tutto da rifare.

Fonseca prova ad alzare il baricentro, mentre Inzaghi arretra la difesa lasciando solo Lapadula in avanti che parte spesso in contropiede con le sovrapposizioni di Insigne subentrato al posto di Iago Falque e Caprari.

Pedro scappa ai difensori lanciandosi in porta, in un estremo atto di contenimento il portiere avversario prova a strappargli il pallone dai piedi, ma finisce per travolgere rovinosamente l'attaccante, il rigore è solare e l'arbitro permette a Veretout di segnare l'ennesimo rigore. 3-2.

Sofferto ma cercato continuamente, grazie alla costanza della squadra giallorossa.

Entrano Bruno Peres e Villar al posto di Veretout e Santon.

Interessanti le ripartenze di Pedro che mettono scompiglio nella difesa del Benevento e ottime le intuizioni di Insigne che si porta dietro mezza squadra sulla fascia.

Ancora tanto bilanciamento, sebbene il Benevento accusi un po' la stanchezza e la Roma ne approfitti per aumentare il pressing ad uomo.

Contropiede dei giallorossi avviato da Villar, Mkhitaryan allunga per Dzeko che spinge solo in rete a porta vuota, ancora grande spirito di squadra e una doppietta per Dzeko che sa di riscatto.

Escono Ibanez e Pedro per Carles Perez e Kumbulla.

Reazione, controllo e resistenza. La Roma dura più dei 60' canonici e regala spettacolo, il Benevento suona la carica ma la Roma incassa e sorpassa, contando su una fluidità di gioco notevole ed un'intesa molto forte tra gli interpreti. In progressione il lavoro di Spinazzola che taglia la fascia sinistra con agevolezza ed efficiente la risposta di Pellegrini sempre pronto ad impostare e pulire il pallone per servirlo agli attaccanti ,che concentrati e attenti, mostrano una sicurezza ritrovata anche nell'impostazione .

Il duo Mkhitaryan/Dzeko sembra non averne abbastanza e si lancia in nuove evoluzioni e sperimentazioni, grande la prova del bosniaco immenso come sempre nel controllo e nel recupero, ritrova il gol e la voglia di fare.

Fonseca può permettersi di far esordire Majoral, sostituendolo proprio al cigno di Sarajevo che esce tra gli applausi del pubblico.

Ma c'è ancora spazio per l'ultimo gol della Roma, Cristante libera la palla per Carles Perez che da centrocampo verticalizza saltando più di un avversario, si accentro, aggiusta il pallone e di sinistro supera Montipò dal limite dell'area con un tiro potente e angolato.

3 minuti di recupero che la squadra di casa sfrutta ancora per raggiungere la porta.

Una bella presentazione, dopo un inizio zoppicante e pieno di incognite.

Una prova che riscatta e conferma gran parte dei giocatori, ma che dovrà puntare sulla costanza per guardare finalmente ad una stagione soddisfacente.


Laura Tarani

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