“Sempre Con Il Sole In Faccia Fino A Sera Finché La Sera Di Nuovo Non Sarà!”

“Sempre Con Il Sole In Faccia Fino A Sera Finché La Sera Di Nuovo Non Sarà!”

Gli Asilo Republic, ventennale tribute band di Vasco Rossi, si esibiscono, nel pieno rispetto delle norme Anti-Covid, al Kill Joy regalando una serata rock allo stato puro.

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Continua a regalare grandi emozioni il Kill Joy che proprio ieri sera ha visto sul palco l’esibizione della ormai collaudata tribute band del cantautore di Zocca: gli Asilo Republic. La serata, iniziata leggermente in anticipo al fine di garantire la chiusura entro le 00.00 del locale, ha visto protagonisti i cinque componenti della band che con una scaletta di tutto rispetto, sono riusciti a trasmettere al pubblico in sala la carica giusta per affrontare un momento difficile come questo. L’effetto terapeutico della musica è scientificamente provato e gli Asilo Republic, con la loro performance, hanno confermato come la forza delle note sia in grado di superare le distanze, di puntare alla condivisione soprattutto in questi giorni di restrizioni. La voce di Franceso Corso arriva forte e potente e con “Guarda dove vai” inizia il tributo al grande rocker emiliano. Dopo un paio di pezzi i ragazzi ci tengono a sottolineare l’importanza di rispettare le regole anti-Covid perché solo così, con il lavoro di squadra, si riuscirà a non rinunciare alla musica dal vivo perché in fondo “noi siamo ancora qua”, e la serata continua. È la volta di “Stupendo”, uno dei pezzi più significativi del repertorio del Blasco, e i ragazzi donano qualche curiosità sulla nascita di questa canzone, una canzone che rappresenta, infatti, una sorta di bilancio del rocker emiliano sui vari tentativi nel tempo di cambiare la società, sulle difficoltà nel cambiarla senza perdere mai la consapevolezza che la vita è una ed è ora. Una canzone emblematica forse in questo periodo. Corso introduce i suoi compagni di viaggio: Fabrizio Di Domenico alle tastiere, Fabrizio La Rosa al basso, Alessandro Beccati alla batteria, Alessandro Cristiano alla chitarra elettrica e infine l’ideatore della band: Fabrizio Antonelli alla chitarra elettrica ed acustica. Nonostante le ansie e il disorientamento, l’energia della musica riporta le cose al loro posto cercando di convogliare tutta la positività nei nuovi inizi, ripartendo da lì per costruire, perché si sa che spesso le giornate più belle sono quelle con le albe “un po' timide”. Le emozioni sono tante in serate come queste: la musica dal vivo è mancata e forse sarà per questo che, anche se con piccoli sacrifici, tutti la tengono stretta. L’organizzazione di locali come questo nonché la perseveranza consentono di portare avanti il lavoro degli artisti dello spettacolo. L’applauso non fatica ad arrivare, la band si carica e riparte un medley strepitoso: “Cosa c’è”, “Brava Giulia” e “Dormi, dormi”. Le chitarre si fanno sentire e l’energia viene sprigionata in tutta la sala; d’altronde la musica del Blasco ha la capacità di catturare ed arrivare immediatamente. I testi sembrano scritti per quella giornata particolare oppure per quel periodo difficile o ancora per quella donna che “…sarebbe stata proprio una brava moglie…” ma che è rimasta una storia incompiuta. Musica e testi che coinvolgono e il pubblico del Kill Joy tra una birra e l’altra non si risparmia ed è un tripudio di applausi e cori. Gli “Asilo Republic” lasciano un po' il ritmo della batteria per dare spazio a qualche brano in versione acustica ed ovviamente non deludono. La carica rock riparte e i ragazzi si avviano verso la conclusione ricordando a tutti di rispettare, rigorosamente, le norme di uscita dal locale. Il finale è un vero susseguirsi di note rockeggianti tipiche dei live del cantautore di Zocca, la batteria detta il ritmo e le chitarre accompagnano. Il pubblico si sfoga in un applauso finale liberatorio super meritato. Complimenti a questi ragazzi che hanno saputo costruire un progetto negli anni e che hanno avuto la forza di tenerlo in vita anche con una pandemia in corso. Il talento non è nulla senza il sacrificio e gli Asilo Republic hanno dimostrato proprio di averne. La musica deve essere difesa ad ogni costo, complimenti anche alla direzione del Kill Joy che continua a regalare serate come queste!

Maria Letizia Temofonte 

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