Shakhtar Donetsk-Inter - Champions League 2020

Shakhtar Donetsk-Inter - Champions League 2020

Un’eventuale mancato successo rischierebbe seriamente di compromettere il cammino europeo della formazione di Antonio Conte.

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Dopo il pareggio della prima giornata diventa già fondamentale questo secondo impegno della fase a gironi di Champions League tra Shakhtar Donetsk e Inter. Un’eventuale mancato successo rischierebbe seriamente di compromettere il cammino europeo della formazione di Antonio Conte.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

SHAKHTAR DONETSK (4-2-3-1): 81 Trubin; 2 Dodô, 5 Khocholava, 77 Bondar, 15 Korniienko; 27 Maycon, 8 Marcos Antonio; 14 Tetê, 11 Marlos, 19 Solomon; 9 Dentinho.

A disposizione: 1 Shevchenko, 30 Pyatov, 6 Stepanenko, 7 Taison, 21 Alan Patrick, 22 Matviyenko, 23 Vakula, 28 Marquinhos, 49 Vitão, 50 Bolbat, 59 V'Yunnik, 61 Sudakov.

Allenatore: Castro.

INTER (3-4-1-2): 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 2 Hakimi, 22 Vidal, 77 Brozovic, 15 Young; 23 Barella; 9 Lukaku, 10 Lautaro.

A disposizione: 27 Padelli, 35 Stankovic, 11 Kolarov, 13 Ranocchia, 14 Perisic, 24 Eriksen, 36 Darmian, 42 Moretti, 44 Nainggolan, 46 Vezzoni, 50 Bonfanti, 99 Pinamonti.

Allenatore: Antonio Conte.

LA SQUADRA ARBITRALE:

Arbitro: Kabakov (BUL)

Assistenti: Margaritov, Valkov (BUL)

Quarto Uomo: Chinkov (BUL)

VAR e Assistente VAR: Zwayer, Achmüller (GER)

LA PARTITA:

Fin dalle prime battute della gara è piuttosto chiaro l’atteggiamento che le due formazioni vogliono tenere sul campo, con l’Inter che gioca costantemente in proiezione offensiva e lo Shakhtar Donetsk che si difende ad oltranza a protezione della propria retroguardia. Al 10º minuto prima combinazione importante cercata dai nerazzurri nella zona centrale del campo, con Vidal e Lukaku a cercare lo scambio stretto ma l’intervento efficace del giovane centrale difensivo Bondar neutralizza questa situazione. Pochi minuti più tardi l’Inter prova a sfondare invece dal lato di Young ma il cross tentato dall’esterno inglese non è utile per nessun compagno. Al 16º altra azione decisamente interessante che coinvolge Lukaku che passa ad Hakimi per poi trovare una prima conclusione respinta da Trubin la palla arriva poi al limite dell’area di rigore dove Barella può calciare verso la porta ma colpisce in pieno la traversa. La supremazia territoriale dei nerazzurri in questa fase di partita resta evidente ed al 23º un lancio in profondità di Brozovic innesca Lautaro che lotta in uno contro uno con il portiere ucraino ma affretta troppo la conclusione a rete non trovando lo specchio della porta. Per alcuni minuti non si segnalano poi altre occasioni con l’Inter che rallenta i ritmi e sbatte contro il muro difensivo dello Shakhtar Donetsk. Al 42º punizione conquistata in zona molto interessate dal limite dell’area di rigore; si incarica della battuta Lukaku che scaglia un tiro potentissimo che sbatte però ancora una volta sulla traversa confermando un momento particolarmente sfortunato da parte dell’Inter. È questo l’ultimo sussulto di un primo tempo in cui l’Inter ha ampiamente dominato gioco il e soltanto per sfortuna non è riuscita a sbloccare il risultato.

Inizio del secondo tempo che evidenzia invece un cambio di atteggiamento da parte delle squadre con l’Inter che sembra essere più remissiva e lo Shakhtar Donetsk che al contrario progressivamente prende campo pur senza mai creare sostanzialmente azioni pericolose. Per lo svolgimento della partita è chiarissimo come il piano tattico dei padroni di casa sia totalmente finalizzato a non perdere la gara. Obiettivo che man mano che passano i minuti diventa progressivamente sempre più concreto. Anche perché l’Inter non riesce più a controllare lo svolgimento della gara con l’efficacia del primo tempo e il numero di occasioni create dai nerazzurri cala drasticamente. Gli unici due sussulti della ripresa sono un errore clamoroso sotto porta di Lautaro che spreca una grandissima occasione al 54º quando una combinazione stretta tra i giocatori dell’Inter libera al tiro dalla distanza Brozovic; il portiere ucraino para ma respinge centralmente e sul pallone si avventa Lautaro che però non riesce ad inquadrare lo specchio della porta da posizione più che favorevole. Al netto di questa occasione però l’Inter non riesce mai a mettere in campo la ferocia necessaria per ottenere la vittoria che sarebbe fondamentale per indirizzare in modo positivo il cammino in questo girone che si fa invece sempre più complicato. L’Inter prova a mantenere il controllo dei ritmi di gioco ma lo fa spesso senza mordente e questo ovviamente agevola il compito difensivo della formazione arancionera. La seconda opportunità importante della ripresa per l’Inter poco dopo il 70º quando Lukaku protegge palla in area di rigore e viene cinturato da Bondar ma l’arbitro lascia proseguire. Tardivi e confusi i cambi proposti da Conte che ancora una volta non riesce ad incidere sulla gara con le scelte dalla panchina. Sostanzialmente non succede poi più nulla e dunque per l’Inter arriva un secondo pareggio in altrettante gare di Champions ed ora i nerazzurri dovranno affrontare la doppia sfida con il Real Madrid che decisamente non è l’avversario migliore da affrontare in questo momento. Potrebbe davvero essere arrivato il momento di iniziare a discutere sull’opportunità di continuare con il progetto tecnico di Conte visto il secondo possibile fallimento dell’obiettivo qualificazione agli ottavi di finale e l’ennesima dimostrazione di non saper incidere dalla panchina.

Federico Ceste 

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