Andrea De Rosa

Andrea De Rosa

L’importante è cercare di raccontare emozioni,con spontaneità e passione.

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Nella splendida giornata di oggi noi di UnfoldingRoma ci siamo recati nella citta del sole Napoli qui  al rione Sanità abbiamo incontrato Andrea De Rosa, giovane cantautore e figura portante del progetto Adailysong, che debutta con una “Canzone Giornaliera” per la nascente etichetta Apogeo Records.

Con Andrea e la sua chitarra siamo al Giardino degli Aranci - tra le sculture di Dalisied il celebre balcone al quale si affacciò Totò ne “L’Oro di Napoli” – ad ascoltare in anteprima “Lentamente in fretta”, brano estratto dal suo prossimo lavoro discografico.

Da quanti anni esiste Adailysong & Andrea De Rosa e perché questo nome: una canzone giornaliera?

Il progetto “Adailysong & Andrea De Rosa” nasce nel 2010, quando mi venne in mente di dare una veste “classicheggiante” alle mie canzoni, che allora portavo in giro semplicemente chitarra e voce. Così è iniziata la mia ricerca, che mi portò a conoscere Bruno Bavota (piano) e Alessia Viti (violino), che a quel tempo si esibivano in duo con il nome “Adailysong”,e Fabrizia Nicolosi (violoncello).Da subito capii che questa formula era la giusta sintesi che cercavo, capace di fondere pop, new-folk e canzone d'autore. Attraverso una fitta attività di live, la partecipazione ad importanti festival, la vittoria di alcuni premi - tra i quali “Eccellenza di Napoli”, conferitoci dall’associazione Onlus “L’emiciclo” - siamo arrivati al primo disco nel 2012, con l’inserimento all’interno della band di Ivan Pennino (batteria) e di Antonio Cece (seconda chitarra). Nonostante quindi questo sia un progetto cantautoriale, ho avuto la fortuna di essere accompagnato in questa esperienza da bravissimi musicisti, amici e compagni di viaggio.

Il nome Adailysong è una specie di “mantra”. Si riferisce ad un modo di vivere la musica, “quotidianamente”, come un vero e proprio stile di vita, uno spirito guida che ti porta a conoscere persone e luoghi che non avresti mai incontrato. Allo stesso tempo è anche un invito a far sì che ogni giorno sia unico ed emozionante come la musica.

Oggi sto per intraprendere un nuovo percorso da solista, che mi vedrà debuttare presto come Andrea De Rosa, ritornando quindi alle origini e ad una essenzialità che sento la necessità di ritrovare.

Come sei riuscito a creare un gruppo cosi eterogeneo e nello stesso tempo innovativo?Tutti gli elementi partono da studi di musica classica?Come ti poni nel panorama della musica italiana?Come si definisce il tuo genere musicale?

Le persone che mi hanno accompagnato in questo percorso – come dicevo - non sono semplici musicisti, ma prima di tuttoamici con i quali c’è un profondo rapporto di stima e affetto. Tutti loro hanno affrontato studi classici e questa è una grande forza,che permette di fare affidamento su professionalità e conoscenza. Credo siano queste le ragioni della coesione che spero si evinca dal disco.

Per quanto riguarda il panorama della musica italiana, ho difficoltà a trovare una collocazione, non potendo definire quello che faccio né mainstream, né tantomeno alternative o indie…questa dimensione ibrida – caratteristica principale di questo lavoro - è difficilmente catalogabile entro rigidi schemi ed etichette. Ad ogni modo, a mio parere l’importante è cercare di raccontare emozioni,con spontaneità e passione. Un produttore che ci seguiva qualche tempo fa, parlava di Rock Sinfonico!

Parliamo ora di Apogeo Records. Per prima cosa mi complimento per la location del vostro studio di registrazione.È stata casuale o volutamente cercata?E la scelta del quartiere Sanità?

Il Sanità Music Studio rappresenta un tassello di una bellissima storia. È un progetto di cui faccio parte dal 2010, quando - grazie ad un’idea de L’Altra Napoli ONLUS - siamo riusciti ad ottenere un finanziamento da parte di Fondazione Telecom per la creazione di uno studio di registrazione all’avanguardia nel cuore del Rione Sanità di Napoli. Così, nella Basilica di San Severosono stati installati due box insonorizzati e debitamente attrezzati per registrare e missare prodotti fonografici di alta qualità. Dopo due anni, la costituzione diCooperativa per la gestione dello studioha dato inizio ad un piccolo sogno: la fondazione di un’etichetta discografica, chiamata appunto Apogeo Records. Il primo disco non poteva che essere quello degli Adailysong: la musica permette di dare una luce unica a tutto quello che fai. Quindi, per rispondere alle tue domande, le scelte relative alla location e al quartiere non sono per nulla casuali! Siamo l’etichetta discografica con la sede più antica del mondo (la Basilica di San Severo è del Seicento) e probabilmente l’unica label“Sociale” sia per origini, che per intenti.

In questi anni difficili e di crisi,tutto risulta ancora più complesso e soprattutto in una città come Napoli.....siete molto legati alla vostra città?Cosa vi trattiene e vi dà la forza per andare avanti in questa realtà invece di fare come tanti altri che scappano via?

Credo che fuggire non sia mai una soluzione. Detto questo, rispetto chi decide di andare via alla ricerca di un luogo più “vivibile”. Non trovo ci sia nulla di male.Il Paese è in una forte crisi, morale e intellettuale, e di conseguenza anche economica. Credo che soltanto restando e non abbandonando la nostra casa si possa sperare di migliorare qualcosa. Per quanto riguarda Napoli,non penso che la sua situazione sia molto diversa di quella di ogni altra grande città italiana. Quanto a me, non voglio Napoli, ci sono troppo legato, la vivo in pieno e le sue contraddizioni in qualche modo fanno parte di me, non credo che riuscirei ad andarmene!

Avete partecipato a numerosi festival e concorsi canori?

I festival sono delle esperienze bellissime e di grande crescita. Insieme alla band ho avuto la fortuna di poterne fare tanti. Abbiamo vinto nel 2010 il Premio Eccellenza di Napoli nell’ambito del Master discografico Village Music Lab. Tengo molto a questo riconoscimento perché negli anni è stato assegnato a personalità come Gigi Finizio e Enzo Gragnaniello. Nel 2011 siamo stati selezionati per il Premio Valentina Giovagnini esuccessivamente “Aprile”, brano di apertura di “Una canzone giornaliera”, è stato inserito nella compilation del Festival. Una delle esperienze più belle è stata quella che ci ha portato al Teatro Sociale per il Festival di Biella, dove abbiamo suonato per due date consecutive in un contesto spettacolare. Posso solo spendere parole di grande stima per l’organizzazione. Nel 2012 abbiamo anche partecipato a Sanremo Lab, selezionati per un’esibizione allo storico Morgana Bay. Altra esperienza di grande rilievo è stata il Musica W Festival, dove abbiamo avuto il piacere e l’onore di aprire il concerto di Paolo Benvegnù, uno dei migliori artisti della scena italiana secondo il mio modesto parere. Nel 2013 ci siamo esibiti al Teatro Verdi di Firenze, per la convention “La Repubblica delle idee”.

Qual'è il messaggio o i messaggi che vuoi diffondere con i testi dei brani degli Adailysong?

Questo primo disco cerca di indagare la complessità umana attraverso storie di persone che vivono ai margini. Da questo punto di vista “marginale” ho provato a raccontare anche l’amore, con tutte le difficoltà e le disperazioni che può portare. Credo sia un disco d’istinto, spontaneo e sentito, una comunicazione sincera ed emotiva. Ci sono voluti 28 anni per arrivarci e quindi ci sarò sempre molto legato, anche se oggi il mio modo di scrivere è fortemente cambiato e il nuovo album sarà completamente diverso. In ogni caso mi piace pensare che le canzoni siano opere d’arte in continua evoluzione. Ogni ascoltatore può metterci del suo e trovare significati che magari vanno al di là diciò che l’autore stesso intendeva esprimere con la propria opera.

Un tuo brano al quale sei legato e perché?

Il brano a cui sono più legato è “Polvere”. Racconta qualcosa di molto personale e sono felice -cosa che non capita quasi mai - delle parole che ho usato e di quello che ho cercato di descrivere con la musica. Questo brano è stato presentato, come dicevo, al Festival di Biella ed è stato oggetto del mio primovideoclip,prodotto da NFI e girato da Paolo Modugno, validissimo regista e mio grande amico.Abbiamo scritto insieme la sceneggiatura e ci abbiamo messo quasi due anni tra ideazione e realizzazione, coinvolgendo tantissime persone che ci hanno aiutato nella realizzazione. La scenografia, curata da Ilaria Ciancio, è stata costruita con tanti “pezzi” della mia vita: ricordi, lettere, fotografie. Tutto questo contribuisce a rendere ancor più reale quello che intendevamo raccontare.

I tuoi artisti-faro in campo musicale? Che opinione hai dei cantanti neo-melodici napoletani?

Il panorama italiano degli ultimi anni ha visto ritornare in voga il cantautorato. Trovo che Brunori Sas, Di Martino, Dente, Carnesi, Colapesce siano validi esempi della nuova leva cantautorale italiana. Detto questo, io amo la “vecchia scuola”: da De André a De Gregori, da Lolli a Tenco. Spostandoci invece all’estero,ci sono tantissimiartisti che adoro, non ancora molto conosciuti in Italia. Parlo di The Tallest Man On Earth, Bon Iver, Mika P. Hinson, per fare alcuni nomi. Sono sonorità che in Italia non si sentono molto, forse anche perché difficilmente adattabili alla forma canzone a cui siamo legati.

Per quanto riguarda la musica neomelodica, èuna dimensionedistante dal mio background e fa parte di una cultura campana legata ad uno specifico folklore popolare, non identificabile con la musica tradizionale napoletana. Purtroppo spesso si tende a pensare che a Napoli sia l’unico tipo di musica prodotta, dimenticando che il quadro è ben più complesso e variegato.

Ti sei dedicato alla musica pur non avendo genitori in questo campo?

Mi sono avvicinato alla musica all’età di 16 anni. Ero in campeggio con degli amici e conoscemmo un ragazzo americano che suonava la chitarra divinamente. Gli chiesi di prestarmela e provai a strimpellare qualcosa. Tornato a casa comprai una chitarra classica, la più economica che trovai. Dopo qualche settimana, dato che non riuscivo a suonare brani di altri autori, mi dedicai a comporre i primi inediti: cantautore quindi per necessità! Da quel momento non ho mai smesso. Per i ragazzi che mi hanno accompagnato nel disco, invece, il discorso è diverso. Quasi tutti sono figli di musicisti o sono comunque hanno parenti che vivono di musica. Come quasi tutti i mestieri anche quello del musicista si tramanda di generazione in generazione, il più delle volte.

I proventi della tua attività ti permettono di vivere di sola musica?Se diventerai famoso le roialty delle tue canzoni saranno devoluti allo sviluppo di tematiche sociali nella tua città?

Attualmente riesco a vivere di musica, ovviamente la mia situazione è particolare dato che lavoro non solo come “artista” (definizione che non adoro) ma anche e soprattutto come fonico e operatore del settore discografico. I proventi che ricevo tra live e SIAE non bastano nemmeno per le esigenze più basilari, ma credo che la musica sia una “missione” alla quale non sia possibile sottrarsi. Per quanto riguarda poi la seconda parte della tua domanda, Apogeo Records è un’etichetta “sociale” e quindi quasi tutti i proventi derivati dalla nostra attività vengono profusi per lo sviluppo del quartiere o delle realtà che collaborano con noi. Per farti un esempio è in programma la produzione del disco di “Sanitansable”, l’orchestra giovanile del Rione Sanità, altro progetto sociale intimamente collegato alla nostra realtà. In ogni caso, credo che il miglior modo per aiutare la propria realtà sia creare fermento culturale e artistico.

Grazie Andrea questo viaggio a Napoli mi ha fatto conoscere una realtà che mi ha emozionato profondamente,ne è valsa la pena di conoscere un giovane artista come te con tanta passione e tanto entusiasmo.

Sito Ufficiale: www.adailysong.it

Pagina Fb: https://www.facebook.com/adailysong1

Sito Apogeo Records: www.apogeorecords.com

Videoclip di Polvere: http://www.youtube.com/watch?v=vQrK-DHAeHs

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