Milan 2 - 2 Verona 08.11.2020

Un Milan sprecone getta due punti al vento contro un Verona ben messo in campo

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Ultima fatica prima della sosta per Milan e Verona, coi rossoneri primi in classifica che giocano per dimenticare subito la sconfitta di giovedì e soprattutto scavare un piccolo solco tra loro e le inseguitrici e i gialloblu che puntano a confermare l'ottimo momento di forma che li ha portati a conquistare l'ottava posizione in classifica nonostante il profondo rinnovamento nella rosa avvenuto in fase di mercato.

Il Milan deve rinunciare all'ultimo momento a Romagnoli, infortunatosi durante il riscaldamento e sostituito da Gabbia. Per il resto, tornano i titolari dove l'unico ballottaggio era quello tra Rebic e Leao, con quest'ultimo che ancora una volta parte titolare a spese del compagno di squadra. Juric sceglie ancora una volta Kalinic come punta, giocatore che non ha lasciato un grande ricordo dalle parti di Milano, supportato da Zaccagni e Barak, in grande forma. Nella difesa a tre il sorvegliato speciale è Lovato, giocatore che si è messo in luce in questo primo scorcio di campionato e pare al centro dell'interesse della dirigenza rossonera.

Episodio curioso poco prima dell'inizio del match, con Silvestri che prima di andare a prendere posto davanti alla porta del Verona ha baciato il palo alla sua destra, ricordando in qualche modo il gesto analogo di Gianluca Pagliuca nella finale di USA '94 contro il Brasile. A doversi mettere subito in mostra, però, è Donnarumma, che dopo cinque minuti è costretto ad intervenire di piede per impedire all'ex-compagno Kalinic di prendersi un goal che avrebbe avuto il gusto della rivincita. Una parata inutile, perché sugli sviluppi del calcio d'angolo il Verona passa in vantaggio: prima è Ceccherini a colpire di testa, centrando in pieno la traversa, ma il pallone rimane in area e Barak è bravo ad anticipare tutti ed insaccare a porta sguarnita.

Il Milan reagisce alzando subito il ritmo e va vicino al pareggio per due volte con Saelemaekers: la prima con un tiro da fuori area respinto dal'estremo difensore avversario, al seconda quando il belga si trova tutto solo in posizione favorevolissima e viene servito da Calhanoglu, ma sbaglia l'aggancio e spreca tutto. Non è il periodo giusto per sbagliare, per i rossoneri, che dalla partita col Lille sembrano pagare con gli interessi qualsiasi errore e questa sera pare non fare eccezione, tant'è che di lì a poco arriva il raddoppio degli scaligeri, ancora una volta su palla inattiva. Barak batte una punizione da posizione decentrata, il pallone viene respinto dalla difesa e arriva sui piedi di Zaccagni che prova la soluzione di potenza e trova la deviazione decisiva di Calabria che spiazza Donnarumma.

Nonostante la doppia botta, i rossoneri non si arrendono e a metà della frazione ci provano con Leao, che sale in velocità sulla fascia sinistra, si accentra e conclude, ma trova l'opposizione di Silvestri. É un buon momento per la squadra di Pioli, che poco prima della mezz'ora riesce ad accorciare le distanze con Kessié, su cross di Saelemaekers, complice la deviazione di Magnani. Poco dopo il Milan va vicino addirittura al pareggio, con Theo Hernandez che si trova tutto solo davanti al portiere avversario, ma non trova di meglio da fare che sparargli addosso il pallone e vanificare tutto.

Cala il ritmo nell'ultimo quarto d'ora, durante il quale sono sempre i padroni di casa a fare la partita per cercare il goal del pareggio. In particolar modo è Leao a farsi notare positivamente, grazie alla sua velocità con cui spesso va a creare superiorità e costringe al fallo gli avversari che collezionano cartellini gialli a causa sua. Ciò nonostante, la difesa scaligera è brava a tenere botta fino al duplice fischio e le squadre scendono negli spogliatoi col Verona in vantaggio.

Ad inizio ripresa non rientra in campo Saelemaekers, il cui posto sulla fascia destra viene preso da Leao, mentre a sinistra fa il suo ingresso Rebic: un altro degli "ex" della partita. Buono l'atteggiamento dei rossoneri nelle prime fasi, che si riversano in avanti per provare a raddrizzare la partita a costo di concedere qualcosa e per questo arriva la clamorosa occasione per il Verona che riesce a mettere Di Marco nella condizione di calciare in piena area, ma per fortuna del Milan lo fa col piede sbagliato e spara alto sopra la traversa. Nell'azione sucessiva trovano la rete i padroni di casa con Calhanoglu, dopo un batti e ribatti in area, ma la posizione di partenza del turco è oltre l'ultimo difensore e l'arbitro annulla tutto.

I rossoneri premono e Juric prova a correre ai ripari cambiando modulo: dentro Tameze e Colley, fuori Dawidowicz e Kalinic. L'allenatore del Verona sente che qualcosa non va e fa bene, perché le sue sensazioni vengono confermate subito dai rossoneri che prima mettono insieme un'occasione d'oro con Theo Hernandez, neutralizzata da Silvestri, poi guadagnano un rigore con Kessié che va a terra su ingenuità di Lovato. Ibrahimovic anticipa l'ivoriano, pronto ad andare sul dischetto e fa male, perché calcia malissimo l'ennesimo rigore sparando alle stelle e getta alle ortiche il pareggio.

A dispetto del risultato, è un vero e proprio monologo rossonero quello che si consuma nella ripresa, con Silvestri grande protagonista a neutralizzare un colpo di testa ravvicinato di Ibrahimovic, che poco prima aveva colpito allo stesso modo l'incrocio dei pali. Dopo le occasioni mancate, cala inevitabilmente il ritmo imposto alla partita da parrte del Milan, che comunque in qualche modo continua a provarci contro un Verona arroccato in area di rigore, giocandosi anche la carta Diaz al posto dell'acciaccato Leao. La rete arriva allo scadere, con un bel tiro al volo di Calabria, ma anche questa volta c'è l'intervento dell'arbitro ad annullare tutto a causa di un precedente fallo di mano di Ibrahimovic.

Sembrerebbe una serata stregata per i rossoneri, che riescono però a trovare in pieno recupero un pareggio che ormai pareva insperato. A siglarlo è proprio lo svedese, che prima impegna Silvestri e poi riesce a superarlo di testa dopo avere ricevuto il pallone da Diaz, facendosi perdonare per il rigore sbagliato. La partita finisce sostanzialmente qui, con un pareggio che fa felice soprattutto il Verona, ma permette ai padroni di casa di mantenere la testa della classifica con due punti di vantaggio sul Sassuolo.

I TOP E I FLOP DEL MILAN:

Peggiore in campo del Milan è ancora una volta Calhanoglu, che sembra avere la testa da tutt'altra parte. Sacrificato al suo posto Saelemaekers, autore di un primo tempo senza infamia e senza lode. Alti e bassi per Ibrahimovic, che deve avere il coraggio di farsi da parte quando ci sono da tirare dei rigori e Theo Hernandez, che si riscatta nel finale. Molto bene Kessié, il migliore, così come Calabria e Leao. Difesa incerta sui calci piazzati.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Gabbia, Theo Hernandez; Kessie, Bennacer; Saelemaekers (46' Rebic), Calhanoglu (87' Hauge), Leao (78' Diaz); Ibrahimovic. All.: Pioli

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Ceccherini, Lovato, Magnani (73' Cetin); Lazovic, Dawidowicz (63' Tameze), Ilic (69' Udogie), Dimarco; Barak, Zaccagni; Kalinic (64' Colley). All.: Juric

 Matteo Tencaioli

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