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Rapida, precisa e padrona del gioco. Ecco la Roma che ci si aspettava di vedere e che con tenacia e costanza, sta diventando.

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Organico ritrovato e forse anche le alternative ai soliti noti che, se in alcuni casi hanno fatto dubitare, ora diventano protagonisti e quello che si dice un altro importante tassello nella squadra su cui contare.

Covid-19 che non risparmia nessuno, fuori Dzeko per la Roma e Zapata per il Genoa, trasferta al Marassi mai facilissima ma grandi speranze dopo le due uscite positive dei giallorossi in campionato e in Europa.

Fonseca ripropone tre uomini in difesa, puntando molto sull'efficacia del centrocampo che riesce a diventare un cuscinetto per la difesa ed un motore per l'attacco, così Ibanez, Smalling e Mancini sono i guardiani neanche troppo statici della porta difesa da Pau Lopez, mentre a centrocampo Spinazzola resta inamovibile, insieme a Veretout, Pellegrini e Karsdorp in crescendo, sulla trequarti si impongono Pedro e Mkhitaryan per lasciare ampio spazio a Mayoral in attacco.

Per Maran la formazione parte con un 4-3-2-1 con Bani e Masiello centrali davanti a Perin, Criscito a sinistra e Biraschi sulla destra, Lerader, Radovanovic e Rovella a centrocampo e L'ex Scamacca in attacco, con Zajc e Piaca appena dietro, finché proprio Lerager non prova a spingere un po' di più sulla trequarti.


Si conferma uno dei migliori acquisti quello di Spinazzola, le verticalizzazioni e gli spunti che arrivano dalla sua fascia mettono subito in difficoltà il Genoa, tanto da non far rimpiangere gli spunti del duo Kolarov/Perotti che sulla sinistra nonostante tutto, hanno sempre creato tantissimo. Anche la produzione sulla mediana acquista qualità e grazie a questa propositività la Roma riesce sempre a rimanere molto alta costringendo l'avversario nella sua metà campo, spinge e si fa vedere attenta e sicura, perde qualche colpo appena dopo l'uscita di Spinazzola per infortunio -al suo posto entra Bruno Peres- ma giusto il tempo di riorganizzarsi e ripartire con l'unico obbiettivo di raggiungere la porta difesa da Perin, prima con Mkhitaryan, fermato proprio dal portiere rossoblù, poi con Mayoral anticipato da Criscito.

Nonostante la Roma in avanti ed un possesso palla dominante, il primo tempo sembra voler regalare la parità ai padroni di casa e solo sullo scadere, complice un corner di Veretout, arriva il colpo di testa dell'armeno che anticipa Biraschi e gonfia la rete per lo 0-1.


Un match dominato nei primi 45', il gioco di Fonseca comincia a prendere vita, ogni reparto è consapevole del suo ruolo, ma allo stesso tempo capace di mettersi a disposizione dei compagni, gestendo con prudenza e soffrendo il giusto.


Bruno Peres sfiora il raddoppio, ma ci prova anche Scamacca mentre il Genoa tenta di riorganizzarsi anche in difesa per confondere un po' le acque.

E ci riesce, perché è proprio Pjaca che sbuca in contropiede a sorprendere Pau Lopez con un 1-1 che regala un pari insperato ed una momentanea tranquillità anche nel gioco, così si fa più irriverente e al 58' ci riprova mettendo in difficoltà di nuovo Pau Lopez. Il nuovo assetto seppur più difensivo, crea una pericolosa sicurezza che porta gli uomini di Maran ad osare di più lasciando più spazi alla Roma ed è ancora Mkhitaryan ad andare a segno grazie ad un assist perfetto di Bruno Peres, 2-1 ed il brasiliano che si conferma un uomo ritrovato ed indispensabile, verve e carisma per un giocatore rimasto a Roma per una serie di situazioni che sono sempre andate complicandosi e che si è riscattato grazie alla fiducia che Fonseca, un po' per esigenza un po' per “tigna”, ha dimostrato nei suoi confronti.

Non basta, la Roma non vuole fermarsi e quasi sullo scadere mette a segno il gol dell'1-3, cross di Pedro e prodezza ancora dell'armeno che fa decisamente dimenticare il momentaneo K.O. Del cigno di Sarajevo.


Rapida, precisa e padrona del gioco. Ecco la Roma che ci si aspettava di vedere e che con tenacia e costanza, sta diventando. Nessuna scusa per l'assenza di Dzeko, ci sono Mkhitaryan, Spinazzola, Pedro e... Bruno Peres, lanciatissima nel volersi prendere questo terzo posto ,cinica sottoporta, armata in difesa e con un centrocampo in grado di far impazzire gli avversari. Una buona, buonissima Roma.


Laura Tarani

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