DAD, Pregi E Difetti Nell’era Del Digitale

DAD, Pregi E Difetti Nell’era Del Digitale

Non sono poche le difficoltà che studenti e docenti devono affrontare in questo nuovo status quo.

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In questo periodo così particolare d’emergenza socio-sanitaria, la scuola assume un ruolo predominante nei cambiamenti della didattica, che si è trasformata in multimediale e digitale (DAD), ovvero nella didattica a distanza.

Non sono poche le difficoltà che studenti e docenti devono affrontare in questo nuovo status quo.

Le prime difficoltà di un metodo di insegnamento già presente con l’e- learning, è la mancanza di mezzi tecnologici di oltre il 47% degli allievi. Inoltre le situazioni abitative spesso sovraffollate e la mancanza di preparazione della famiglia a questo nuovo stato di cose sono d’intralcio alla didattica a distanza.

Altro problema si manifesta prima di tutto nella scuola primaria dove i bambini dai 3 ai 6 anni vedono venire a mancare elementi fondamentali di formazione, come la fisicità del rapporto con l’educatore, l’aspetto ludico e relazionale, l’aspetto esperienziale, che si riversa anche sugli alunni più grandi.

La scuola, infatti è da sempre luogo di aggregazione, scambio e crescita non solo per la presenza in aula ma anche per la possibilità di relazionarsi.

Le piattaforme on – line, di contro, permettono una maggiore flessibilità degli orari di apprendimento, sia quando è creata un’ aula virtuale sia nei moduli registrati.

Può essere vista come un vantaggio la possibilità di stare in una postazione fissa e costante che alimentata dal rapporto con i Docenti on line crea una quotidianità .

Tuttavia, la didattica a distanza richiede un impegno anche da parte dei genitori per integrare l’insegnamento, e possono sorgere dei problemi in famiglie disagiate o conflittuali che non sono in grado di gestire i propri figli e viene a mancare la funzione di apertura sociale e di supporto dell’educatore.

Per ragazzi stranieri, o disabili, o per esempio i ragazzi rom la scuola rappresenta uno spazio di crescita di supporto alla famiglia. Non è raro che la scuola e gli educatori si occupino dei problemi dei ragazzi laddove ci siano problemi relazionali .

Fondamentale è anche il ruolo degli insegnanti di supporto, che nella didattica a distanza trovano difficoltà nel seguire alunni disabili che hanno maggiormente bisogno di un contatto fisico o ravvicinato.

Per ovviare ad alcune difficoltà il politecnico di Torino ha creato dei corsi estivi di 32 ore per un certo numero di studenti ad implementare la formazione scolastica che spesso è rallentata dalle piattaforme.

Il progetto si chiama “nessuno resti indietro” ed è seguito da educatori, docenti e formatori che si impegnano a supplire alle carenze della didattica a distanza.

Molto spesso, infatti, la quantità di materiale consegnato on line, la mancanza di pause nello studio crea un affaticamento negli studenti che devono anche affrontare a volte un disagio psicologico generato dalla mancanza di contatto e da una certa asetticità nell’apprendimento, che dovrebbe in realtà avere anche un aspetto ludico ed accattivante a detta dei formatori di questo progetto estivo.

In buona sostanza, anche se il digitale rappresenta il futuro, viene ancora a mancare nella DAD un’adeguata preparazione digitale dei Docenti.

L’e-learning dovrà senza dubbio, volente o nolente entrare nella scuola del futuro, emergenze sanitarie a parte.

Sarebbe bene dunque prepararsi per ridare alla scuola quel ruolo di aggregazione e crescita che ha sempre avuto, magari con classi virtuali e una migliore strutturazione dei tempi e modi dell’insegnamento.

Monica Pecchinotti 

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