Il Volontariato Arriva Dove Lo Stato Fallisce. Addio A Betty.

Il Volontariato Arriva Dove Lo Stato Fallisce. Addio A Betty.

Morire mentre si sta donando la salvezza: Elisabetta e Federico sono morti da eroi ma il loro sacrificio deve far riflettere sui doveri dello stato.

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Una vita per aiutare gli animali in difficoltà. Oggi non è in lutto solo il mondo degli animalisti. Oggi è il giorno del dolore per l’Italia sana, quella che conosce il significato della parola amore e dono, quella che non uccide attraverso le canne di un fucile, che non abbandona perché il regalo di Natale è cresciuto o perché c’è una bocca in più da sfamare. Oggi abbiamo perso tutti, siamo tutti in lutto, siamo tutti debitori verso chi ha dato la vita per la salvezza di altre anime.

La tragedia si è consumata questa mattina all’alba, sulla A14 nel tratto tra le Marche e la Romagna, all’altezza di Gradara. Un bilancio terrificante, pesantissimo, tre morti e un ferito: Elisabetta Barbieri famosa animalista residente a Rho, volontaria Enpa ed esperta staffettista viaggiava insieme a Federico Tonin ed Alessandro Porta che facevano parte del suo staff. Federico era al suo primo viaggio, non ce l’ha fatta. Alessandro, per fortuna, è vivo ed è ricoverato in ospedale. I volontari erano partiti da San Severo, in Puglia ed erano diretti a Milano, per portare i cagnolini e gattini salvati dalla strada tra le braccia delle loro nuove famiglie. Le cause dell’incidente sono ancora da chiarire e sono in corso gli accertamenti della polizia autostradale di Fano: sembra che il furgone degli staffettisti sia stato coinvolto nel tamponamento tra due tir e, nell’impatto siano volate sull’asfalto le gabbie dove erano stati alloggiati gli animali, cinquanta in tutto. La terza vittima è il conducente di uno dei due tir ed è purtroppo morto sul colpo anche il pastore tedesco Charlie mentre gli altri animali sono fuggiti terrorizzati e sono stati poi recuperati dai volontari Enpa prontamente accorsi sul posto. Un camionista spagnolo si è infine offerto di trasportare gratuitamente tutti i cani ed i gatti fino a Milano, dove lo attendevano le nuove famiglie. Purtroppo, un cucciolo di nome Filippo è deceduto nella notte dopo essere arrivato a casa degli adottanti, le cause non sono ancora del tutto verificate ma sembra che il piccolo abbia riportato delle gravi lesioni interne sfuggite alle verifiche veterinarie durante il caos generato dalla tragedia. I volontari hanno suggerito a tutti gli adottanti di effettuare nuovi ed ulteriori controlli veterinari sui piccoli appena arrivati nelle nuove famiglie.

L’incidente ha paralizzato e straziato il mondo animalista. Il viaggio verso la salvezza di tante anime è diventato l’ultimo per Elisabetta e Federico. Li chiamano “viaggi della speranza”. Sono lunghi tragitti, spesso dal sud al nord, percorsi dai volontari animalisti, veri e propri eroi dei nostri giorni, che donano gratuitamente il proprio tempo, la propria competenza e le proprie energie per curare, affidare, salvare e dare una nuova vita agli animali in difficoltà. Un lavoro silenzioso che consente di dare a queste creature una seconda possibilità per essere felici, spesso dopo lunghi anni di sofferenze e maltrattamenti.

Elisabetta lo faceva da tanti anni, era ormai famosa come staffettista e, come lei, ce ne sono tantissimi in Italia che ogni giorno dedicano parte della propria esistenza a salvare gli animali. Ci si aspetterebbe che possano contare su un supporto istituzionale, un appoggio, un sostegno anche economico ed invece no. Non solo sono completamente e costantemente abbandonati dallo stato ma, quel che è peggio, è che spesso arrivano dove lo stato non arriva o non vuole arrivare, pagando di tasca propria o con il supporto di privati donatori, le cure, gli stalli, i viaggi, la rinascita degli animali insomma. Un ruolo difficile quindi, quello dei veri volontari animalisti, testimoni del dolore e della salvezza, intenti a raccogliere le creature dal fango, dalla strada, dai secchioni dell’immondizia, a pulire i rifugi, pronti a correre per l’ennesima emergenza e disinfettare per l’ennesima volta le stesse ferite su nuovi corpi di cani o gatti, martoriati nei modi più disparati. E così, mentre la politica italiana è intenta a spartirsi poltrone, a manipolare alcuni media verso la notizia “più comoda”, ad allontanare “lo spettro” di eventuali elezioni, a litigare su nomine e ruoli, c’è un mondo sommerso, nascosto, che non ha neanche più voce per gridare e chiedere la doverosa attenzione che meriterebbe: singoli privati cittadini che svolgono compiti per i quali non dovrebbe neanche sussisterne il bisogno. Si, perché se il nostro fosse realmente un Paese civile e democratico, termine ormai quasi desueto, non esisterebbe il randagismo, non esisterebbero le cucciolate indesiderate, i regali di Natale che vengono lasciati in autostrada a Ferragosto, gli animali di proprietà dei cacciatori, tanto “amanti della natura” al punto da liberarsi del “fardello canino” che non è più così abile allo scopo a fine stagione, non ci sarebbero gli assassini seriali e gli stupratori seriali, non avremmo avuto vittime della crudeltà umana come Angelo, Pilù, Ruth e tutti gli altri. No, in un Paese realmente civile, non ci sarebbe questa grande necessità di volontari animalisti, perché lo stato sarebbe presente e non permetterebbe il verificarsi di tutto ciò. L’indifferenza, l’incuria, l’apatia, l’assenza di chi dovrebbe occuparsi degli animali in difficoltà, oggi, di fronte alle vittime di questa tragedia diventa responsabilità indiretta, responsabilità politica e le istituzioni non possono e non devono chiudere gli occhi dinanzi a chi ha dato la vita per la salvezza di queste creature. “Il volontariato arriva dove lo stato fallisce” – scrive la volontaria Ambra G. sul suo canale social – “Il volontariato salva e compensa per l'umanità che manca al mondo. Buon viaggio anime”.

Di Erika Gottardi

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