CIAO COPPA ITALIA - L’INTER NON RIESCE NELLA RIMONTA QUALIFICAZIONE; IN FINALE VA LA JUVENTUS.

CIAO COPPA ITALIA - L’INTER NON RIESCE NELLA RIMONTA QUALIFICAZIONE; IN FINALE VA LA JUVENTUS.

Si chiude nel peggiore dei modi il cammino in Coppa Italia dell’Inter che non riesce nel tentativo di rimonta a cui era costretta dopo i regali concessi alla Juventus nell’andata di San Siro.

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I primi minuti vedono una supremazia nel possesso palla da parte della Juventus che nel primo quarto d’ora controlla abbastanza agevolmente lo sviluppo della gara senza creare pericoli per Handanovic. Dopo questa fase iniziale l’Inter alza progressivamente il proprio baricentro e la spinta offensiva si fa progressivamente sempre più concreta. Ma la serata non è delle migliori soprattutto in fase di finalizzazione delle lunghe fasi di possesso palla che caratterizzano il gioco dei nerazzurri. Lukaku e Lautaro Martínez chiamati alla finalizzazione non riescono mai ad essere incisivi quando servirebbe. In particolare l’argentino si divora almeno due grandi occasioni durante la prima frazione di gioco che avrebbero potuto senz’altro imprimere alla gara uno sviluppo diverso se realizzate. Perlomeno nella prima frazione di gioco i bianconeri si limitano a sporadiche ripartenze senza mai arrivare al tiro. Durante la prima frazione certamente l’Inter avrebbe meritato qualcosa in più ma come spesso succede la timidezza in fase conclusiva e l’esagerata ricerca della conclusione sotto porta, senza mai tentare una conclusione dalla distanza diventa un limite che contro certe squadre si rivela troppo grande.

La seconda frazione di gioco sostanzialmente non cambia nel suo sviluppo ma paradossalmente l’intensità proposta dall’Inter va man mano calando e dunque la Juventus può riprendere a controllare senza particolari problemi lo sviluppo della partita contando sul fattore tempo che con due gol da recuperare diventa progressivamente sempre più nemico dell’Inter. Sono davvero poche le conclusioni tentate dall’Inter e quasi tutte peccano di precisione. Quasi ogni pericolo sia nella prima che nella seconda frazione di gioco nasce dalla fascia di Hakimi che costringe Bernardeschi ad una prestazione difensiva a cui l’ex giocatore della Fiorentina non è certamente abituato. Su quella fascia si disimpegna spesso e volentieri bene anche Barella che riesce a combinare con l’esterno marocchino in occasione delle migliori iniziative da parte dei nerazzurri. Come già successo nel primo tempo però l’Inter non riesce a concretizzare e con il passare dei minuti alzando ancor di più il proprio baricentro offensivo concede alla Juventus un paio di ripartenze in cui Handanovic riesce a chiudere efficacemente lo specchio della porta Ronaldo, effettuando da grandi parate che almeno parzialmente riscattano in macroscopici errori della gara d’andata che purtroppo si rivelano decisivi.

Si ferma ancora una volta alla semifinale il cammino dell’Inter nella coppa nazionale come già successo in tre delle ultime quattro edizioni. Ora per l’Inter rimane in piedi soltanto il discorso scudetto che rimane comunque estremamente complicato pensare di poter realizzare soprattutto se non si recupera brillantezza nella finalizzazione del gioco. Qualora ce ne fosse bisogno ieri sono emersi tutti i limiti di una rosa povera di scelte soprattutto nel reparto offensivo che da due anni è letteralmente “appeso”sulle spalle di Lukaku e Lautaro che sempre possono essere gli unici terminali offensive del gioco.

Federico Ceste

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