David Attenborough: Una Vita Sul Nostro Pianeta

David Attenborough: Una Vita Sul Nostro Pianeta

David Attenborough nel suo ultimo documentario Una vita sul nostro pianeta, disponibile su Netflix, mette in guardia sugli imminenti pericoli per la sussistenza del nostro pianeta, della biodiversità e della nostra stessa esistenza sulla Terra

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David Attenborough, divulgatore scientifico e naturalista oggi 94 enne, ha dedicato la propria vita all’esplorazione del pianeta. Pioniere del documentario naturalistico, Attenborough ha cominciato giovanissimo a viaggiare per il mondo, divenendo uno dei maggiori divulgatori scientifici in assoluto. I suoi non sono solo viaggi per il mondo, ma esplorazioni vere e proprie, indagini complete sulla vita della Terra.

In Una vita sul nostro pianeta, documentario di Alastair Fothergill, Jonathan Huges e Keith Scholey, Attenborough racconta la sua vita da esploratore e la storia evoluzionistica della vita sulla Terra, con particolare attenzione allo stato attuale di degradazione, aprendo scenari allarmanti per il futuro, ma anche una possibilità.

Il conduttore, attraversando le ere del nostro pianeta, espone in maniera chiara, diretta e drammatica la situazione in cui questo versa, presentando a che punto di distruzione è arrivata la vita della Terra e aprendo a prospettive per il futuro, indicando la via da intraprendere immediatamente per evitare una catastrofe in cui non ci sarebbe scampo per l’uomo.

Il documentario si apre con le scene di una città devastata e abbandonata, tra le cui rovine si aggira Attenborough: si tratta di una città ucraina abbandonata dopo il disastro di Chernobyl.

Attenborough non solo è uno tra i massimi esperti della storia dell’evoluzione del nostro pianeta, ma, nei suoi cinquanta anni di lavoro, è egli stesso testimone dei cambiamenti climatici e ambientali disastrosi di questo secolo, alimentati e accelerati dallo sviluppo tecnologico senza regole applicato dall’uomo.

In questo documentario, tra storia naturale e immagini bellissime del nostro pianeta, dagli oceani alle foreste allo spazio, Attenborough illustra come la vera tragedia del nostro tempo sia in atto sul pianeta ogni giorno pur notandosi appena: non si tratta del solo cambiamento climatico e dei disastri naturali, ma di quanto questi eventi siano strettamente connessi alla scomparsa dei luoghi naturali ad opera dell’uomo.

Siamo di fronte alla desertificazione del pianeta e alla distruzione totale di ogni risorsa e, quindi, della vita. Nulla limita l’azione dell’uomo che consuma il pianeta fino all’esaurimento; diminuendo drasticamente le zone verdi, aumenta vertiginosamente la quantità di anidride carbonica che soffoca il pianeta; moltissime specie si sono estinte a causa dell’opera dell’uomo e molte altre sono in via di estinzione.

Nel 2100 il nostro pianeta si sarà scaldato di ben quattro gradi, grandi aree della Terra saranno inabitabili, milioni di persone rimarranno senza una casa, saremo nel pieno di un’estinzione di massa.

Dobbiamo ripristinare la biodiversità del nostro pianeta che è in gravissimo pericolo.

Per David Attenborough possiamo ancora fare qualcosa, anzi dobbiamo combattere per il nostro futuro. L’uomo non deve usare solo l’intelligenza, ma la saggezza per salvarsi. Non si tratta di salvare il nostro pianeta, ma di salvare noi stessi.

Il documentario si chiude con Attenborough ancora nella cittadina ucraina dell’inizio testimoniando come la natura è in grado di riconquistare i propri spazi: piante, alberi, felci e animali abitano quella città abbandonata rendendola nuovamente e diversamente viva.

La natura ce la fa e ce la farà sempre, ma noi esseri umani non abbiamo la stessa capacità di rigenerarci, né abbiamo a disposizione lo stesso tempo.

“Oggi abbiamo l’opportunità di crearci la casa perfetta e ripristinare ricchezza, salute e meraviglia del mondo che abbiamo ereditato. Pensiamoci”


Flaminio Boni

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