IGNAZIO GOITIA A PIAZZA NAVONA

IGNAZIO GOITIA A PIAZZA NAVONA

All’istituto Cervantes di Roma la suggestiva esposizione dell’artista basco con le sue opere più evocative che raccontano come la libertà e il rispetto per le diversità siano valori fondamentali.

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Il bello nel bello, così si può definire la mostra di Ignacio Goitia all’Istituto Cervantes di Piazza Navona. Le opere esposte, infatti, sembrano creare un unico connubio con lo splendore della piazza divise fra il classicismo dell’architettura e il moderno degli elementi imposti dalla contemporaneità. L’affermato artista nato a Bilbao nel 1964 e laureato alla facoltà di Belle Arti dell’Università dei Paesi Baschi, ha voluto rendere, nella sala Dalì dell’Istituto, una retrospettiva di 30 anni della sua produzione artistica con un’attenta messa in scena da lui stesso progettata e curata.

Una scenografia che aiuta  a comprendere meglio l’ universo di Goitia al di là dei quadri per un allestimento che inizia proprio dalla vetrina della sala che affaccia su Piazza Navona resa come una rievocazione delle vetrine dei grandi magazzini che, invece di esporre gli articoli commerciali, presenta una struttura dell’universo che poi si sviluppa all’interno. Una specie di quadro a tre dimensioni con personaggi tratti dai suoi lavori in cui lo spettatore può passeggiare ed essere parte integrante dell’opera stessa, entrando in contatto con l’universo di Goitia. Da fuori i personaggi, usciti dai quadri, sembrano tridimensionali, però addentrandoci nella sala si scopre che le figure sono piane e dietro sono nere. L’autore porta così a riflettere sulla falsità o sull’illusione dell’arte contemporanea.

Una contrapposizione fra mito è realtà che riescono a convivere visitando tutta la mostra dove l’artista basco, che considera l’immagine importante perché  al pari della pittura è una forma di espressione, affronta diverse tematiche ambientandole in edifici architettonici costruiti generalmente secoli prima. Così nella prima sala le opere mostrano la rivendicazione del folcrore basco in contrapposizione alla globalizzazione come forma di difesa dei valori che contraddistinguono la nostra società rispetto alle altre. Nella sala successiva, invece, i quadri sono dedicati al tema degli edifici che riflettono sulla problematica attuale dei contrasti fra le varie culture e religioni con la conseguente discriminazione sociale.

L’esposizione organizzata in collaborazione con Diputación Foral de Bizkaia, ha come tema anche all'influenza della tradizione romana, che si può notare non solo nel passato, ma anche nel presente, poiché la maggior parte delle città e degli edifici che accompagnano la nostra quotidianità fu costruita in epoche lontane ma ancora conserva l’energia e la vitalità. Suggestiva anche la serie dedicata alla colonizzazione e alla globalizzazione dove le opere rappresentano il contrasto fra la tradizione europea che colonizzò l’America, attraverso i paesaggi di rovine romane  e l’attuale risposta che alcuni secoli dopo arriva al Nord America attraverso la globalizzazione.

Rosario Schibeci

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