Benevento Roma Campionato Serie A Tim 2020 2021

Non una bellissima partita, ma grande agonismo fino alla fine. La Roma dimostra di essere una squadra con un grandissimo potenziale, poche risorse, centellinate e spremute fino al midollo, con Spinazzola sempre sul pezzo; niente rimproveri, mancò solo la fortuna.

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Senza tregua.

La Roma è chiamata di nuovo in campo per il turno di Campionato. Dopo le uscite di Milan e Napoli e in attesa della Juve, la squadra di Fonseca ha l'obbligo di conquistare più punti possibili, avversario non facile ma abbordabile, con un Inzaghi pronto e combattivo.

Inutile fare la conta degli assenti, a guardare le spalle a Pau Lopez restano Mancini e Fazio con l'accompagno di Spinazzola; a centrocampo Veretout e Villar, allineati a Karsdorp a destra e Bruno Peres a sinistra a fare le veci di Spinazzola, Pellegrini e Mkhitaryan sulla trequarti e Borja Mayoral preferito di nuovo a Dzeko.

Inzaghi sceglie un approccio più difensivo con un 4-3-2-1: Montipò in porta, Depaoli, Glik, Barba, Foulon in difesa, Hetemaj, Sciattarella e Viola a centrocampo Ionita e Caprari sulla trequarti con Lapadula prima punta.




Venti minuti di costruzione, dove gli schemi della Roma mettono in difficoltà il Benevento, pochi palloni giocabili ed un pressing alto che costringe gli avversari nella propria metà campo, ma i giallorossi non sembrano troppo pericolosi e l'unica vera emozione la regala il gol del Benevento, annullato poi per evidente fuorigioco.

Una fase difensiva ben amministrata nonostante le defezioni, sebbene l'apporto di Fazio non sia così determinante in campo, Mayoral purtroppo non trova corridoi ideali per verticalizzare e Bruno Peres non contribuisce a creare qualità sulla fascia come farebbe Spinazzola, purtroppo relegato troppo indietro per salire .

Nemmeno le evoluzioni di Pellegrini riescono a bucare la porta, tiro tra le braccia di Montipò che respinge ma non trattiene, purtroppo nessuno sulla destra a raccogliere. Karsdorp riesce a fatica a superare la trequarti per creare superiorità numerica, ma anche gli uomini di Inzaghi sembrano ben messi in campo nel tentativo di far allungare la Roma e ripartire in contropiede con Lapadula e Ionita.

La triangolazione degli ospiti va a coinvolgere spesso il duo Ionita/Caprari con Lapadula a rinforzare. Sale Fazio, palla a Veretout che scambia con Villar, anche Spinazzola si affaccia ma Schiattarella, Hetemaj e Viola coprono la porta respingendo in avanti ed innescando Ionita e Glik verso Pau Lopez, doppio intervento fortunoso di Fazio che evita la risoluzione dei beneventani in porta, un match a corrente alternata per lui, la mancanza del campo ha evidenziato una certa ruggine che poi è andata scemando, sbloccando un po' le sue capacità agonistiche.

Un primo tempo in parte avvincente, in parte molto legato da un lato e dall'altro nessuna delle due squadre mai veramente pericolosa, con Spinazzola che avrebbe dovuto avere forse un po' più di mobilità, in grado così di rendere più fluida la fase offensiva.


Ritmi più sostenuti nei primi minuti del secondo tempo, con Montipò che si oppone all'incursione di Pellegrini per l'imbucata di Mkhitaryan, ma è tutto il Benevento a restare compatto in area lasciando poco spazio di manovra agli ospiti. Punizione per il Benevento, Caprari sul pallone ma Bruno Peres raccoglie cercando di lanciare in contropiede i compagni e lasciando il tempo anche a Spinazzola di salire, corridoio per Mayoral, arriva Mkhitaryan ma Glik travolge il giocatore conquistando il secondo giallo e l'espulsione.

Fuori Veretout, dentro Dzeko. Dentro Caldirola fuori Viola con Caprari che si abbassa sulla fascia.

Fonseca risparmia Veretout, abbracciando anche l'ipotesi di avere le due punte principali in campo insieme.

Pellegrini ci prova dalla distanza ma Caldirola manda in angolo, la palla arriva all'armeno che la calcia sul secondo palo. Riparte la Roma con Mancini, Spinazzola avanza di nuovo cercando la sponda in Karsdorp, Schiattarella vola in avanti ma viene chiuso da Fazio, ancora Karsdorp a verticalizzare ma Montipò blocca senza problemi. Fraseggio intenso a centrocampo con Spinazzola e Karsdorp a fare gli straordinari per aumentare la percussione ed evitare la staticità.

Punizione per la Roma, Pellegrini sul pallone, fallo in attacco e palla al Benevento.

Fuori Karsdorp e Fazio, dentro Pedro e Juan Jesus, sale Spinazzola e Bruno Peres scivola sulla destra. Insigne e Schiattarella sul pallone per Caldirola, difende Bruno Peres che si impone su Hetemaj. Villar per Pedro, ma Hetemaj copre, nonostante la superiorità numerica non riesce a passare, ottima la lettura di Inzaghi che replica in modo impeccabile a tutti gli inserimenti della Roma, si inserisce Mancini nella fase offensiva cercando di sfruttare il ritorno sulla fascia di Spinazzola, ma manca la velocità degli interpreti giallorossi e forse il minutaggio continuo di Mkhitaryan non permette di avere l'uomo in più davanti alla porta. Fuori quindi l'armeno, dentro El Shaarawy.

Ultimi minuti, corner per la Roma, scavalca Juan Jesus e palla che torna in gioco. La Roma non si accontenta del pareggio e tenta in tutti i modi di portarsi nella metà campo avversaria, ma il Benevento non molla e complica la vita ai giallorossi cercando di prendere tempo nelle rimesse e sui calci piazzati, giallo a Montipò, giallo a Inzaghi che spinge i suoi ad allungare sui recuperi. Assedio della Roma con tutto il Benevento nell'area piccola, Caldirola salva sulla linea, chiude in extremis Montipò. Espulso Inzaghi per aver superato la linea dell'area tecnica, mischia in area e fallo di Foulon su El Shaarawy, Var chiamato in causa per fuorigioco di rientro di Pellegrini e rigore sventato dal Benevento. Finisce 0-0 con un finale al cardiopalma.

Non una bellissima partita, ma grande agonismo fino alla fine. La Roma dimostra di essere una squadra con un grandissimo potenziale, poche risorse, centellinate e spremute fino al midollo, con Spinazzola sempre sul pezzo; niente rimproveri, mancò solo la fortuna.


Laura Tarani


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