Oddio! Ho Il Covid! Un Breve Racconto Di Giulio Gravina

Oddio! Ho Il Covid! Un Breve Racconto Di Giulio Gravina

Il racconto è asciutto ed essenziale ma lascia trasparire alcuni elementi di grande importanza: l'italiano non stipendiato che, come ha rilevato anche l'illustre virologo Galli, si contrappone anche in questa pandemia

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Unfolding Roma ha letto  con piacere un breve racconto di Giulio Gravina il cui titolo è un'esclamazione di drammatica e familiare attualità: Oddio! Ho il Covid!

Il racconto è asciutto ed essenziale ma lascia trasparire alcuni elementi di grande importanza: l'italiano non stipendiato che, come ha rilevato anche l'illustre virologo Galli, si contrappone anche in questa pandemia al popolo del 27 del mese; le tante, troppe lacune del sistema socio sanitario del nostro paese che in questa pandemia si sono trasformate in trappole mortali per chi non ha conoscenze, mezzi e tutele.In poche parole con tocchi decisi, forse un po' troppo, Gravina ci racconta l'esperienza col Covid della sua famiglia: i colpiti e gli scampati. Allude alla possibilità, non accessibile a tutti, di poter isolare i familiari malati scampando gli altri al contagio. La paura, lo stupore e la soluzione.Ma anche il fluire di speranza e preoccupazione, l'oscillare tra fatalismo e ossessione riguardo al contagio e all'osservanza delle norme di distanziamento che ognuno di noi ha in questo lungo anno sperimentato...Gravina ci da uno spaccato personale del Covid 19 concreto e con il piglio deciso e volitivo dell'imprenditore. Parla di cure mediche, di prevenzione, di assistenza pubblica che fa gli auguri (!) e di come si possa creare una rete parallela di aiuto e soccorso.E ancora un rapido accenno al business che pure nella tragedia qualcuno ha saputo intravedere e cavalcare... Incredibile ma vero! Nel caso di Gravina il business è corretto e ricco di intuito ma non possiamo non andare col pensiero a tutti quelli che ne hanno approfittato senza scrupoli.Tutto questo in un libricino di poche pagine: tanti spunti, tanti scenari ma si chiude in fretta, forse troppa lasciando aperte tante riflessioni.E la terribile consapevolezza che il libricino è finito ma la pandemia proprio no.

Annamaria Maurelli 

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