Intervista A Mariangela Celli, Autrice Di Ammetto Che Ho Vissuto

Intervista A Mariangela Celli, Autrice Di Ammetto Che Ho Vissuto

Ammetto che ho vissuto è un appassionato ritratto autobiografico realizzato con uno stile denso di sapienti note di femminilità, fil rouge dell’intera lettura.

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“Ammetto che ho vissuto” è un percorso che sorprende ed emoziona, inducendo nel lettore sorrisi e riflessioni al contempo, in cui emerge l’essenza più intima di una Donna che ha vissuto, appunto, amato, viaggiato e studiato molto, che ha saputo vivere le proprie esperienze con grande consapevolezza, con intensità e profondità.

Mariangela Celli è una seguitissima lifestyle blogger, fondatrice di www.teachandchic.it, madre di famiglia, insegnante e donna di successo. “Ammetto che ho vissuto” è la sua opera prima, un libro dalle pagine rosa che, in sole due settimane, sta scalando la classifica delle vendite. Un successo preannunciato in realtà, non solo dalla popolarità dell’autrice sui social ma, soprattutto, dalla capacità di raccontare aneddoti, esperienze ed emozioni di una vita vissuta a pieno, con amore, sensibilità, intelligenza ed ironia. Abbiamo intervistato Mariangela Celli per Unfolding Magazine:

Mariangela Celli, per raccontare l’attuale successo di “Ammetto che ho vissuto”, dobbiamo partire dall’inizio. Da te, dal tuo blog, www.teachandchic.it:

Ho deciso di aprire un blog per la voglia di scrivere. Inoltre, sono appassionata di moda, viaggi, e buon cibo ed essendo anche Sommelier diplomata Associazione Italiana Sommelier avevo un po’ di cose da dire. Quindi decisi di diventare una Lifestyle Blogger. Ho aggiunto anche una sezione “Experiences” delle quali ho parlato molto nel mio libro.

“Ammetto che ho vissuto” non è un mero elenco di episodi che si susseguono ma è un autoritratto appassionato di una Donna che ha vissuto tutte le proprie esperienze con grande intensità ed amore, una parola quest’ultima, che è un po' il fil rouge dell’intero libro. Importanti note, infatti, sono dedicate ai tuoi genitori ed a tua sorella. Parliamo dunque di famiglia.

L’amore è determinante in ogni ambito. Ti accorgi però, ad un certo punto della tua vita, che l’unico amore è quello per la tua famiglia. In questo sono stata molto fortunata.

Dopo tanti anni di carriera nell’insegnamento che ti hanno portato al ruolo di vicepreside, hai deciso di fermare tutto, di tornare a studiare per il ruolo di insegnante di sostegno, andando a ricoprire un incarico difficilissimo, ancor più in tempi di Covid. Quanto sono importanti i tuoi alunni ed i tuoi “ragazzi speciali”?

Loro sono così importanti perché mi fanno sentire molto utile. So di aver fatto la scelta giusta, mi sento al posto giusto nel momento giusto, quando sono con loro i problemi esterni si attenuano, una sorta di “ubi maior minor cessat”.

“Ammetto che ho vissuto” è un inno alla positività, il racconto di una vita vissuta ai massimi livelli, tuttavia non mancano i momenti decisamente bui. Perché hai deciso di raccontare anche le difficoltà?

E non le ho neanche raccontate tutte! Le difficoltà si ha più difficoltà ad estrinsecarle. Si ha un certo timore a mettere a nudo il tuo lato più “danneggiato”.

Dal libro emerge la tua personalità altruistica e generosa. Ritieni che sia un pregio o un difetto, soprattutto in questi tempi così particolari?

Sono generosa perché voglio lasciare sempre una buona impressione di me e poi mi piace donare, anche se poi la vita mi ha insegnato che, a volte, sarebbe stato preferibile non dare spazio o importanza a chi non se la meritava.

Il territorio in cui hai vissuto fa da sfondo a tutta la narrazione denotando un profondo legame con esso. Hai mai desiderato vivere in un luogo diverso?

A suo tempo assolutamente no. L’ho scritto nel libro che eravamo dei giovani privilegiati. Ora scapperei di corsa da questo paese. Non escludo che lo farò anche a breve termine. Ovviamente ho gli affetti che mi tengono qui. Sono sicura che troveremo un modo che accontenti tutti.

Tutti ricordiamo il film “sliding doors”. Hai mai pensato come potrebbe essere la tua vita se avessi “varcato” una porta differente in alcuni particolari momenti della tua esistenza?

Si, dopo la maturità sarei andata con la mia amica del cuore a fare l’università a Perugia. Lei poi è rimasta a vivere lì, in Umbria e non si spiega come possa fare io a vivere qui. Ma in linea di massima sono molto contenta di quello che ho fatto.

Dopo aver realizzato tanti articoli, come è stato l’approccio alla stesura di un libro? Hai organizzato la tua giornata con una routine di scrittura oppure hai preferito dedicarti al lavoro solo nei momenti di maggiore ispirazione?

Solo se ispirata. In genere lo sono spesso, anzi mi devo anche reprimere e spesso censurare.

Il tuo libro sta riscuotendo un notevole successo in termini di vendite. Quali pensi che siano i punti forti di quest’opera prima?

Sono molto felice del successo del mio libro. Penso che io abbia tante persone che mi vogliono bene e quelle che non mi vogliono bene sono curiose del fenomeno, ovviamente anche il fatto di essere molto seguita sui social, ha aumentato la mia visibilità. Non amo raccontare tutto ciò che faccio in ogni momento della giornata, e forse è stato proprio per questo motivo che si è generata una sana curiosità intorno alla mia persona.

Mariangela Celli lettrice. Quali sono i tuoi generi preferiti? Ami di più la carta o il digitale?

Decisamente il cartaceo. Amo le biografie di donne importanti, tanto che ne parlo anche nel libro. Durante una vacanza in Corsica io scendevo e salivo dal tender sempre con il libro della biografia della moglie di James Joyce: Nora. Il resto della compagnia ormai mi chiamava con quel nome. Io quella estate ero Nora! Quel libro a forza di essere nella mia borsa da spiaggia era diventato il doppio di spessore per via della sabbia che vi entrava ogni giorno.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Pubblicherai altri libri?

Certamente continuerò a curare il mio Blog. Si penso che scriverò ancora (questo è uno scoop!)

Cosa consigli ai giovani scrittori ed ai giovani in generale?

Ai giovani scrittori e non, consiglio di studiare tanto e leggere molto, qualsiasi cosa, anche l’etichetta dell’acqua minerale sul tavolo o la composizione dei detersivi. Contengono molte indicazioni. Tutto fa cultura. Solo la cultura rende liberi. Non lo devono dimenticare mai.

Di Erika Gottardi 

Ph. Claudia Frijio Photographer

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