Roma Shakhtar Europa League 2020 2021

Una partita con tanti protagonisti, Kumbulla in crescita costante, non concede il fianco e resta attivo anche in avanti, buona la prova di Villar che mantiene alta la linea di centrocampo, riuscendo nell'intento di funzionare da filtro per i compagni. Immenso Pellegrini

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Durante i sorteggi si sogghignò all'uscita dello Shakhtar, Fonseca storse il naso dichiarando successivamente di aver preferito un'altra avversaria.

Verità o psicologia inversa? Ad oggi la situazione si mostra delicata per il peso delle assenze e con poche alternative che l'allenatore deve inventare.

Il modulo è lo stesso di sempre, ma a sorpresa parte Mkhitaryan come unica punta. Dietro Pellegrini e Pedro mentre in difesa troviamo Mancini, Cristante e Kumbulla con Pau Lopez in porta, al centro spazio a Villar e Diawara centrali con gli irrinunciabili Spinazzola e Karsdorp sugli esterni.

Karsdorp. Fa riflettere per quanto tempo abbia gravitato lontano dai campi di Trigoria...

Castro propone invece una difesa più consistente Trubin in porta e Ismaily, Matvienko, Vitao, Dodò in difesa, Maycon e Marlos a centrocampo con Taison, Patrick, Mateus Martins sulla trequarti e Junior Moraes in attacco.


La Roma parte bene, baricentro alto e buona la chiusura degli spazi, sebbene lo Shakhtar tenti di verticalizzare con rapidità per sorprendere la difesa.

Buono il movimento di Diawara, rinvio di Pau Lopez e angolo per la Roma, Villar di schiena rischia di centrare la rete,Trubin respinge dal limite. Ancora Pellegrini in percussione dalla distanza, ma la linea del fuorigioco è spietata e Pellegrini calcia senza troppa convinzione, la Roma gestisce bene il gioco costringendo però lo Shakhtar a ripiegare in ritardo e a lasciare spesso Pedro troppo solo.

Parte la Roma dalla linea di centrocampo, Mkhitaryan per Pedro, taglio in mezzo per Pellegrini che stavolta brucia i difensori e con buona pace del Var, segna l'1-0 .

Ancora Spinazzola per Pellegrini ma il capitano è in ritardo, mentre con un contropiede è Junior Moraes a puntare il portiere romanista che non si fa sorprendere e anticipa l'entrata spazzando al centro il pallone. Squadre attente e ben messe in campo, concede poco la Roma, che grazie a Cristante e Mancini recupera anche palloni sporchi, mentre è Diawara a salvare in un'altra occasione, ancora contropiede giallorosso, prova ad allungare Mkhitaryan con il portiere fuori dai pali ma il lancio è troppo lungo e la mossa dell'armeno sembra avergli provocato qualche problema muscolare. Si scaldano Mayoral e Ibanez, problemi anche per Mancini.

Piove sul bagnato.

Ci riprova la Roma da calcio d'angolo, mentre Mkhitaryan lascia il posto a Borja Mayoral, tentativo di Kumbulla sul secondo palo, la palla esce di poco, il gioco passa a Marlos per Matvienko e Maycon sulla linea per Dodò, chiudono Karsdorp e Diawara, un gioco che tende a non far passare la palla oltre la chiusura di centrocampo, si interpone anche Spinazzola capace di contrastare e ripartire in contropiede. Tyson centrale a riporto Alan Patrick sinistro destro per Junior Moraes, ma Fonseca sembra aver preparato il match in modo da anticipare le mosse avversarie. Minutaggio studiato con i padroni di casa sicuri sul possesso palla, raddoppiano le marcature avversarie e spicca la compattezza dei giallorossi precisi sugli anticipi, strategia che gli permette di trovarsi spesso nei pressi della porta. Ottimo anche Karsdorp nella protezione del pallone, segue il gioco e non si tira indietro nell'arretrare per aumentare la densità in difesa, su Spinazzola e Mancini abbiamo finito gli aggettivi.

Un primo tempo di vero dominio che ha permesso alla Roma di schiacciare l'avversario nella propria metà campo.


Pasaggio sbagliato di Villar che si fa anticipare da Moraes che scarica in porta impegnando per la seconda volta nel match il portiere giallorosso. Un avvio di secondo tempo più dinamico per lo Shaktar che ci riprova con Julio Moraes in percussione per Tetè che sbaglia clamorosamente la mira. Angolo ancora per lo Shakhtar che avanza con Tyson e Matvienko, stavolta Villar si fa perdonare.

Alza il baricentro lo Shakhtar ma la Roma è brava a coprire alta, fallo su Diawara a metà campo, sul pallone Pellegrini per la punizione mentre Fonseca pensa subito al cambio tra Pedro ed El Shaarawy, che, entrato in campo, tenta subito l'affondo ma scarica di contropiede con poca convinzione e il portiere blocca con sicurezza. Altra occasione per Mayoral, che sbaglia allungando inspiegabilmente un ottimo pallone servito da Pellegrini. Sussulto d'orgoglio per gli ospiti che si spingono pericolosamente nell'area piccola, mischia in area che fa rabbrividire per un intervento di Cristante che avrebbe potuto far gridare al rigore, tutto regolare per l'arbitro.

Ritmi che si assestano con un pressing degli ospiti piuttosto fastidioso rispetto al primo tempo, torna indietro El Shaarawy per aiutare nella copertura, contropiede in solitaria, dribbling tra due avversari, salta il portiere in scivolata e tocco morbido e angolato in porta 2-0 con il gol del Faraone, pulito, preciso tanto da farlo sembrare così semplice quanto bello. Ancora El Shaarawy a verticalzzare, taglio di Pellegrini, ma stavolta il numero 92 colpisce alto.

Angolo giallorosso, stacco preciso di Mancini nella mischia e colpo di testa che gonfia la rete. Un 3-0 che non lascia dubbi.

Fuori Pellegrini, Diawara e Spinazzola dentro Carles Perez, Ibanez, Bruno Peres .

Ma non sembra finita ancora Karsdorp che guadagna il corner. Sale il ritmo della Roma che vede nell'avversario un calo clamoroso nelle marcature. Finisce con la Roma in avanti ed uno Shakhtar piccolo, piccolo.

Una partita con tanti protagonisti, Kumbulla in crescita costante, non concede il fianco e resta attivo anche in avanti, buona la prova di Villar che mantiene alta la linea di centrocampo, riuscendo nell'intento di funzionare da filtro per i compagni. Immenso Pellegrini, un giocatore che non ha mai ceduto alle provocazioni della piazza e che risponde sul campo in maniera esemplare. Eccezionale il ritorno di El Shaarawy che segna, convince e diventa all'occorrenza terzino aggiunto . Ma quando si vince e il gruppo va, sono poche le pecche e molti gli encomi per la squadra tutta, capace di trasformarsi e reinventarsi, rinascere dalle ceneri e creare ruoli dal nulla. Fonseca? Psicologo, motivatore, allenatore, tattico ...wath else?


Laura Tarani

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