Ho Riaperto L’attività Prima Del Tempo

Dice Alessia, titolare di un negozio di abbigliamento in zona Conca D’Oro.

stampa articolo Scarica pdf

“Ho riaperto l’attività prima del tempo”, dice Alessia, titolare di un negozio di abbigliamento in zona Conca D’Oro. L’ho fatto quando ho visto i banchi che esponevano vestiti lungo i marciapiedi, e all’interno di alcuni mercati rionali”. C’è rabbia nella sua voce, mentre elenca le misure contradittorie adottate dall’ultimo DPCM, a partire dai Compro Oro, “che certo non vendono prodotti di prima necessità”, e che mai come adesso potrebbero fare affari. La loro apertura, in questi tempi difficili di crisi economica e pandemia, suona come una “beffa”, per chi non riesce ad arrivare a fine mese. È delusa Alessia, mentre descrive gli assembramenti di un coprifuoco anomalo, meno efficace rispetto al primo, che a causa delle sue incoerenze sta mandando in rovina un numero sempre più alto di attività commerciali, con un danno economico incalcolabile in termine di mancati introiti e investimenti. A tutto questo c’è da aggiungere l’insufficienza dei ristori, che non hanno riparato il danno delle chiusure, e la debolezza delle vendite online, che per i negozi “fisici” non sono risolutive. “Le vendite online non hanno migliorato la situazione”, - riprende Alessia, “perché oltre a pagare la pubblicità per la visibilità in rete, ci sono le tasse per la vetrina, mentre il Governo non riconosce che siamo una realtà definita, una costola importante dell’economia italiana”. Così da oggi Alessia ha riaperto la saracinesca del negozio, ha rinnovato la vetrina, e ha ripreso la sua attività “a costo”, - precisa, - “di pagare la multa, o di essere arrestata”. Un gesto coraggioso, che ha contagiato anche la sua amica Simona, anche lei titolare di un negozio, e chissà quanti altri ancora, messi alle strette dai freni di una zona rossa inaccettabile, che li sta mettendo letteralmente in ginocchio. “Per questo falso lockdown vogliamo un risarcimento danni” – dice Alessia, “perché stiamo pagando gli sbagli di una politica inefficiente e impreparata, che non solo ci ha chiesto sacrifici inutili, ma che ha tutta l’aria di una presa in giro. Non capisco le multe a un barista, se il cliente non si trova a debita distanza, quando dietro l’angolo sono ignorati i veri assembramenti”. Una situazione confusa soprattutto di notte, quando in giro non c’è nessuno, e le Forze dell’ordine dovrebbero fare di più. “In queste ultime due settimane”, - riprende Alessia, “ben quattro negozi del terzo Municipio sono stati presi d’assalto dai ladri, un danno ulteriore ai negozianti, che oltre a non poter vendere, rischiano di essere pure derubati”. La zona rossa, dunque, sta trasformando la città in una giungla di cemento, dove la guerra tra poveri è all’ordine del giorno. “Il Governo è approssimativo, non ci ha dato neanche una risposta sicura sulla fine di questo periodo, - dice Alessia, che sulla data di riapertura prevista per il 6 aprile, ha le idee chiare. “Tanta incertezza rappresenta un ulteriore insulto all’intelligenza di chi in questi mesi ha lavorato duramente”. Intanto, mentre i negozi restano chiusi e le vaccinazioni procedono lente tra mille polemiche, chissà quanti commercianti romani rischiano di essere tagliati fuori dalla fase iniziale della ripartenza prevista a fine primavera.

Giovanna Valori

© Riproduzione riservata