Camilla La Ristoratrice Che Ama Il Suo Lavoro E Che Non Si Piega Alla Pandemia.

Camilla La Ristoratrice Che Ama Il Suo Lavoro E Che Non Si Piega Alla Pandemia.

Una situazione difficile, dove le consegne a domicilio sono diventate un servizio pubblico indispensabile, quasi al pari dei negozi di generi alimentari.

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La foto che la ritrae seduta per terra in cucina, avvilita davanti ai fornelli, ha fatto il giro del web. Camilla, ristoratrice ventiduenne sul litorale di Ostia, è diventata il simbolo del dramma che tutti gli operatori del settore stanno vivendo. “Avevo aperto il bistrot due anni fa”, - racconta, “un passo coraggioso, visto i tempi difficili, ma ero partita bene, fino a quando non è arrivata la pandemia”. Un anno di aperture e chiusure a singhiozzo, fino all’ultima notizia che il Lazio sarebbe diventato zona rossa. “Mi è preso lo sconforto”, - confida Camilla, - “ma poi mi sono ripresa subito, grazie alla passione per la cucina, che mi è stata trasmessa dalla famiglia”. Una situazione difficile, dove le consegne a domicilio sono diventate un servizio pubblico indispensabile, quasi al pari dei negozi di generi alimentari. “Finora è stato grazie all’asporto di pasta fresca, se sono riuscita a conservare l’attività”, - sottolinea, - “un servizio organizzato e mirato, che però non garantisce l’autonomia fino al 2 maggio. Per questo mi sono inventata dei corsi di cucina per piccoli chef, progetto che sta riscuotendo un grande successo”. Per Camilla il corso ha rappresentato un’alternativa indispensabile, per proteggersi e andare avanti in questi tempi difficili di fallimenti, sfratti esecutivi e ristori insufficienti. “Il lavoro della ristorazione cambierà soprattutto dopo la pandemia” – continua, “e dovrà essere pronto a interagire con il pubblico, fornendo sempre nuove soluzioni. Se non ci fosse stato il Covid, non avrei aperto il corso, e questa è stata una novità che non avevo previsto. I ristoranti dovranno fornire nuovi sbocchi, con criteri diversi di comunicazione e ricezione”. Per la rinascita del suo settore, Camilla parla d’innovazione, anche attraverso pagine Instagram come la sua, “Il bistrot della pasticciona”, vetrina di tutorial e ricette sempre nuove, per far conoscere l’attività. Intanto, in nome di una “sopravvivenza” necessaria, il “Movimento italiano ospitalità”, che riunisce un nutrito gruppo di piccoli imprenditori della ristorazione, si sta preparando a una ribellione all’unisono, che martedì 6 aprile, vedrà 1200 ristoratori in tutta Italia e 300 nel Lazio, riaprire i loro locali a pranzo e a cena. Si parla di scelta obbligata, pur seguendo le misure anti-Covid, ma si va contro le norme, mentre il Lazio martedì 30 marzo torna in zona arancione con i ristoranti che restano confinati all’asporto. “La risposta del 6 aprile sarà un segnale importante”, - dice Camilla, - “anche se non so fino a che punto si rivelerà efficace. La protesta non dovrebbe riguardare solo il settore della ristorazione, ma anche quello dei bar e delle palestre, tanto per citarne alcuni. Credo che solo attraverso la voce di tutti si potrà ottenere davvero qualcosa”

Benedetta Spazzoli 

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