Sarà La Cultura A Far Ripartire Il Settore Enogastronomico

Sarà La Cultura A Far Ripartire Il Settore Enogastronomico

Assicura Maurizio Giovannetti, da vent’anni nel settore e titolare a Nepi di un’enoteca di nicchia dal nome “Gustopiù”

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“Sarà la cultura a far ripartire il settore enogastronomico dopo la pandemia”, - assicura Maurizio Giovannetti, da vent’anni nel settore e titolare a Nepi di un’enoteca di nicchia dal nome “Gustopiù”, che mai come adesso sta mirando alla qualità di ogni singolo prodotto. Maurizio è ottimista, quando parla di un ritorno alle tradizioni, che alla lunga premierà il canale della piccola distribuzione, all’insegna dei giusti requisiti. “Il nuovo ingranaggio si è messo in moto già durante la pandemia, e cambierà il mercato in profondità”, - dice Maurizio, che oltre ad essere sommelier e idro sommelier, è anche assaggiatore di olio extravergine di oliva e di caffè espresso. “La vendita di un prodotto è diventata secondaria, -”, - sottolinea Maurizio - “prima di acquistare un vino, il cliente vuole documentarsi sulla sua storia, conoscere i produttori. Per questo sto potenziando le vendite attraverso i Social, con informazioni online sempre più accurate”. Un tipo di promozione, che secondo Maurizio, raccoglierà i suoi frutti nel tempo, anche se non sarà facile adattarsi a questo nuovo stile di vita. Del resto la pandemia ha cambiato molte cose; la gente stando a casa ha rivalutato la qualità dei cibi locali, e nella spesa vince la sicurezza degli alimenti. “A Mazzano romano c’è un produttore di formaggi di capra che sta avendo un grande successo; un cambio di tendenza che riguarda anche il mondo degli eventi, da ricostruire partendo dall’informazione e dalla cultura, proprio come facciamo per Divinarte, manifestazione che unisce la cultura del vino, con banchi di assaggio, a quella dell’arte”. Maurizio ripercorre anche i tempi del primo look down, quando per tenere in piedi l’attività ha puntato sull’asporto, con tutte le difficoltà legate alla vita di provincia, dove per raggiungere il paese vicino, ha dovuto percorrere ogni giorno diversi chilometri. “Se da una parte siamo riusciti con fatica a mantenere i clienti”, - dice, “abbiamo comunque perso il 30% di fatturato”. È poi seguito il periodo confuso delle recenti restrizioni in zona rossa, che ha visto molti negozi restare aperti per mancanza di controlli. “È stato tutto così normale, che il servizio di asporto si è quasi azzerato”, - conclude Maurizio. - “Molti fornitori, specialmente quelli esteri della grande distribuzione, hanno approfittato della situazione aumentando i prezzi, soprattutto su distillati, whisky e rum. Anche i bicchierini di plastica che ordinavo in Cina ora costano il doppio, così ho deciso che opterò per quelli di carta biodegradabili, meno costosi e soprattutto Made in Italy”.

Benedetta Spazzoli

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