Roma: Protesta Dei Ristoratori E Imprenditori Davanti Montecitorio

Roma: Protesta Dei Ristoratori E Imprenditori Davanti Montecitorio

Una quarantina di loro si sono incatenati come segno di protesta alle politiche di Governo che chiude le attività commerciali.

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Circa un centinaio di ristoratori e imprenditori esasperati della limitazioni e chiusure sono scesi in piazza a protestare. Una quarantina di loro si sono incatenati come segno di protesta alle politiche di Governo che chiude le attività commerciali. Tra i protestanti spunta la figura di Maurizio Pinto, imperiese, commerciante, presidente del Movimento Imprese Italiane, questa mattina, si è incatenato a Montecitorio: “Siamo a Montecitorio, a pochi passi dal parlamento e dalla Camera dei Deputati.

A pochi passi c’è la presidenza del Consiglio dei Ministri. Noi siamo qui oggi, incatenati davanti a Montecitorio, siamo circa 40 persone. Il nostro messaggio è molto semplice. Rivendichiamo il diritto al lavoro e alla libertà che viene negato da circa un anno – ha spiegato Pinto – Non esiste alcuna evidenza scientifica che testimoni che il contagio da Covid avvenga all’interno delle attività commerciali, nei teatri, negli stadi, nei bar, nei ristoranti, nei pub, nelle discoteche, nelle sale da ballo, nei parchi gioco, piuttosto che sui mezzi di trasporto sovraffollati come tram, metropolitane e autobus. O negli uffici pubblici, nelle farmacie, nei supermercati e soprattutto negli ospedali, che sappiamo sono fonte di contagio. Quello che rivendichiamo è il lavoro, la libertà. Dobbiamo tornare immediatamente a una vita normale. Che cosa hanno prodotto 12 mesi di restrizioni, chiusure, limitazioni? Assolutamente nulla. In questo momento le attività, il mondo del lavoro, del sociale, sono al collasso.

Noi non neghiamo e non abbiamo mai negato il Covid. Sappiamo che è un grande problema in tutto il mondo. Noi diciamo, il Covid si può curare, ce lo hanno detto i medici, allora curatelo negli ospedali, mettete in sicurezza le categorie più a rischio, potenziate le cure e implementatele a domicilio, potenziate le strutture sanitarie con l’assunzione di medici. Una cosa però è curare il Covid, un’altra è far morire l’economia italiana. Oltre a questo, noi siamo in disaccordo con tutta la politica italiana, che ha fatto una falsa opposizione e ha diffuso dati falsi e manipolati.

Noi non neghiamo il virus, noi neghiamo la narrativa che ne viene fatta, secondo cui bisogna chiudere tutta Italia, limitare le libertà delle persone e delle attività economiche e non si può ricominciare se non quando le persone saranno vaccinate. Noi non siamo no vax, siamo per la libera scelta del vaccino, ma non vogliamo sentir parlare di ricatti, di vaccini obbligatori, di Covid pass. Il vaccino è una scelta libera.

Oltre a questo neghiamo fortemente il fatto che i morti siano tutti con il Covid. C’è differenza tra morti per il Covid e morti con il Covid. Il Governo ha diffuso false informazioni. I tamponi, i metodi utilizzati per la diagnostica, non sono attendibili. Produce falsi positivi e falsi negativi. Noi siamo ridotti così, con l’economia bloccata, perché c’è una malattia che produce lo 0,03% di letalità nel mondo, che produce il 97% di persone asintomatiche, che vengono chiuse in casa e considerate malate.

Siamo qui come degli schiavi e non ci libereremo, andremo avanti a oltranza fino a quando non verranno tolte la fasce di colore per regione e lo stato di emergenza nazionale. E sino a che non verranno riaperte immediatamente tutte le attività, senza fasce orarie e restrizioni, e non verrà tolto l’assurdo, illegittimo, incostituzionale coprifuoco. Non ce ne andremo di qua”.

Mimma Gaziano

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