17°Biennale Di Architettura A Venezia

17°Biennale Di Architettura A Venezia

Come potremmo vivere insieme? Titolo a cui architetti di tutto il mondo, invitati da un curatore d'eccezione, daranno la loro risposta abitativa-strutturale.

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La 17° edizione della Biennale di Venezia è stata presentata in streaming sul sito web, facebook, twitter e you tube, canali social attivi e presenti in questo nostro pazzo momento storico.

20 minuti per annunciare al mondo un ritorno a una normalità tanto sospirata, una Biennale che induce alla speranza e a una rinascita resiliente.

Posticipata di un anno, secondo il nuovo presidente della Biennale Roberto Cicutto, non è stato un anno perso, ma un anno che ha permesso maggiore riflessione sugli obiettivi del nostro agire. Profetico il titolo della manifestazione, voluto e coniato dal curatore, Hashim Sarkis: How will we live together. Di certo ne lui ne nessun altro si sarebbe aspettato un cambiamento così radicale delle nostre vite, prigionieri nelle nostre case, in spazi da ri-inventare.

Come potremmo vivere insieme? Questa tematica era riferita dalle condizioni di squilibrio della nostra società, dai cambiamenti climatici, alla polarizzazione politica, alle grandi diseguaglianze sociali. Argomenti che dal micro vertevano al macro: creare uno spazio per le famiglie, un insieme per le comunità, un vivere insieme tra nazioni e infine un saper vivere in un pianeta che ci accoglie.

Il curatore, regista indiscusso di questa Biennale, in un intervista ha risposto che vi è necessità di un nuovo "contratto spaziale", in un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie.

L'invito da lui fatto agli architetti, era creare spazi nei quali vivere generosamente insieme, abitare nello stesso posto e nello stesso istante pur mantenendo individualità e desiderosi di connettersi tra spazi reali e virtuali.

Metafora dell'era pandemica, ritrovare un proprio spazio, nello spazio comune.

L'invito è stato raccolto da 114 partecipanti in concorso nei 46 paesi del mondo, presenteranno soluzioni architettoniche e concettuali per uscire dall'immobilismo dell'incertezza. Un attivismo emergente di giovani architetti si farà conoscere al mondo con nuove tecniche di ricostruzione, con un'architettura dell'educazione e con l'educazione dell'architettura.

Sarà una Biennale delle prime volte: prima manifestazione internazionale dopo il Covid-19, prima volta in cui la presenza delle donne sarà al pari di quella degli uomini; prima volta in cui una manifestazione di danza incrocerà quella di architettura per fondersi e creare spettacoli inusuali di coreografie architettoniche spettacolari; prima volta che oltre al catalogo ufficiale verranno pubblicati 2 volumi: "Station" e " Co.Habitats". Prima volta che si girerà un film dal titolo "meetings on Architetture" in cui gli architetti si interrogheranno sulla possibilità di stare in un'architettura collettiva. Prima volta che un sito accreditato Sneak Peek monitorerà tutto l'evento dai dietro le quinte costruttive alle interviste ai protagonisti, in un linguaggio giovane e fluido, sarà presente anche una colonna musicale dell'evento, una vera e propria play list di brani opportunamente selezionati.

La 17° Biennale di Architettura sarà organizzata in 5 scale tra l'Arsenale e il Padiglione Centrale ai Giardini, grandi installazioni collegheranno le 5 scale. Ogni scala affronterà una diversa tematica artistica - architettonica, in collaborazione di esperti in diversi settori: letterati, politici. artisti e semplici cittadini, reali fruitori di questo cambiamento. Sono inoltre previsti 17 eventi collaterali.

Da segnalare nel Padiglione delle arti applicate la mostra dell'architetto Christopher Turner dal titolo" Tree British Mosque", studio sul riutilizzo di spazi a luoghi di culto.

Il giorno dell'apertura verrà assegnato il Leone d'oro alla memoria all'architetta Lina Bo Bardi. Le sue architetture sono un impegno civile inteso come servizio alla collettività, spazi per facilitare l'incontro. Lina Bo Bardi designer, architetta, attivista si distinse per la sua tenacia creativa anche in tempi difficili. Ottima madrina per questa manifestazione spinta da un ottimistica visione del futuro.

Padiglione Italia

Curato da Alessandro Melis ha come titolo " Comunità resilienti".

Il suo manifesto è il motto "Meno Ego più Eco", un invito a lavorare in sinergia e collettività, sentendo pareri di professionisti diversi dal settore ma facenti parte di un cenobio resiliente. Sociologi, filosofi, musicisti, artisti, artigiani per un abbandono del auto referenzionalismo e egocentrismo.Il padiglione è stato costruito utilizzando materiale di risulta, scartato dalle installazioni delle edizioni precedenti. Il riutilizzo di materiali è parte integrante di una filosofia di risparmio energetico e di un'attenzione all'ecologia.Nonostante il ritardo, la manifestazione aprirà il 22maggio fino al 21 novembre. Non ha apportato nessuna sostanziale modifica ne riduzioni significativa, che sia di buon auspicio sul nostro futuro.

Chiara Sticca

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