Roma Ajax Quarti Di Finale Di Europa League 2020 2021

L'idea del controllo mirato del possesso palla avversario è sulla carta una tattica astuta; sul campo diventa un limite che rischia di mettere in crisi schemi e convinzioni. Chiudere gli spazi porta ad innervosire l'avversario e solo dopo il vantaggio olandese la Roma cambia ritmo

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L'1-0 non basterà.

L'Ajax può solo vincere con due reti di scarto, la convinzione nelle parole degli interpreti fa capire che gli olandesi saranno pronti a tutto per recuperare la brutta prestazione dell'andata ed accedere alla semifinale.

Fonseca come sempre ha gli uomini contati: fuori Bruno Peres per squalifica, Spinazzola per infortunio, Smalling non ancora al top; si riconferma Pau Lopez tra i pali vista l'ottima prova in trasferta, Mancini, Cristante e Ibanez si occuperanno della difesa mentre a centrocampo il ballottaggio lo vince Diawara su Villar, torna Karsdorp a destra con Calafiori sulla sinistra, in regia Veretout mentre alle spalle del confermatissimo Dzeko, Mkhitaryan e Pellegrini.

Per Erik ten Hag torna in porta Stekelenburg, con Klaiber, Timber, Martinez e Tagliafico in difesa; Klassen, Alvarez e Gravenberch a centrocampo e nuovamente Antony e Neres in attacco con Tadic falso nueve.


La Roma parte con una certa sicurezza, si districa bene anche nelle retrovie quando al 4' è Antony a scappare sulla sinistra trovando però Ibanez a chiudere la traiettoria del cross.

Già dai primi minuti si intuisce il motivo per cui Diawara è stato preferito dal tecnico rispetto a Villar, una personalità più definita che riesce a leggere meglio la partita si inserisce bene tra i centrali di difesa ed il tocco di prima per innescare gli attaccanti lascia meno punti di riferimento agli avversari. Pellegrini prova a lasciarsi dietro la difesa olandese cercando la conclusione personale, troppo debole e facilmente intuibile dal portiere.

Con il passare dei minuti la partita entra nel vivo, le triangolazioni dell'Ajax passano spesso tra le gambe di Gravenberch e Antony ma è ottimo il disimpegno di Klassen sempre nel vivo dell'azione.

Veretout prova l'inserimento in area trovando il gol dopo un cross dentro l'area piccola, il direttore di gara segnala il fuorigioco annullando di fatto la rete.

Un palleggio studiato ma che rischia di dare i tempi all'Ajax che alza il baricentro e comincia a pressare con più determinazione, errore di Pau Lopez che lascia palla ad Antony, cross per Klassen e intervento propizio di Diawara, un quarto d'ora di sofferenza in cui la Roma viene obbligata a difendere trovando pochi spazi per spingere in avanti, manca di velocità sulle fasce e centralmente è piuttosto impacciata nel giropalla. Dzeko subisce una forte marcatura che gli impedisce il disimpegno e la squadra fatica a salire lasciando all'Ajax la possibilità di reimpostare il gioco dal basso cercando la profondità con Tagliafico che diventa all'occorrenza un'ottima spalla per Neres.

Difficile supporre che la strategia della Roma sia mirata al contenimento del risultato di andata, l'attacco olandese però è ben gestito da Macini che cerca di filtrare le palle dirette verso la porta. Infortunio per Klaiber e Ajax costretto al primo cambio, dentro Shuurs, contatto in area tra Calafiori e Tadic ma per l'arbitro è tutto regolare.

Angolo per gli olandesi, Pau Lopez sicuro respinge con i pugni, Ajax che parte di nuovo in contropiede con Neres sottoporta, che chiuso, cerca l'inserimento di Klassen anticipato da Ibanez costretto a prendersi giallo.

Poca sostanza ma con una fase difensiva che sembra reggere e con gli avversari non troppo convinti nell'avvicinamento in porta; sovraccarico di lavoro per Klassen ed Antony, ma il resto della squadra sembra non riuscire a trovare gli spazi per esprimere un gioco più avvolgente portando le azioni a spezzarsi per ricomporsi senza una vera struttura.

Il primo tempo si chiude a reti inviolate, qualche sbavatura, poco mordente in attacco ma una Roma più compatta e concentrata che concede all'Ajax solo l'illusione del possesso palla.


Le squadre tornano in campo, Brobbey al posto di Antony per l'Ajax che si porta subito in avanti guadagnando un corner che Tadic mette in mezzo ma che viene prontamente smorzato dall'intervento di Pau Lopez. Cambia la fase offensiva nell'Ajax che sposta l'impostazione sulla sinistra sfruttando l'innesto di Tagliafico per Gravenberch, ma è su un taglio lungo per il nuovo entrato che si consuma lo 0-1 dell'Ajax, Cristante in netto ritardo e Mancini non può nulla, Brobbey salta Pau Lopez accompagnando il pallone direttamente in rete.

Punizione Roma per fallo su Calafiori, Pellegrini alla battuta, ma stavolta la parabola è appena troppo alta e supera di poco la traversa.

Ancora Brobbey e ancora Cristante a chiudere, salgono i ritmi e gli olandesi muovono con più convinzione le linee, la Roma perde l'assetto iniziale, sale Mkhitaryan in difesa tenta il disimpegno ma viene fermato fallosamente da Tagliafico, la palla passa all'attaccante tiro in porta di Tadic che supera Pau Lopez, 0-2 ma interviene il Var che annulla la rete per il precedente intervento di Tagliafico sull'armeno.

I giallorossi respirano ma lasciano ancora troppi spazi agli avversari, forti dell'uno a zero e con la convinzione di poter superare la difesa con facilità. La copertura traballa troppo e non sembra riuscire a creare le occasioni per portare la palla fuori dalla propria metà campo tentennando sui rinvii nella ricerca di una giocata troppo raffinata che finisce però per dare all'Ajax il tempo di riorganizzarsi, anche Veretout conquista un giallo mentre la Roma stenta e cerca di ritrovare ritmo, un impatto completamente opposto rispetto a quello sfoggiato in Olanda che rischia di mettere in serio pericolo la qualificazione. Fallo su Pellegrini e appena un minuto dopo è invece Mancini a rimediare l'ammonizione, diffidato salterà il prossimo match. Ad animare in lungo ed in largo la partita è Pellegrini, motivato e carico non riesce però ad essere decisivo e il supporto della trequarti è troppo debole per arrivare alla sostanza desiderata.

Fuori Alvarez dentro Kudus per l'Ajax.

Mancini vince il duello al limite della bandierina, Cristante tiene palla e la porta fuori dall'area, lancio in avanti per Mkhitaryan che devia sulla fascia, coglie Calafiori che dribbla l'avversario lasciandolo a terra, taglio basso per Dzeko davanti alla porta, deviazione di Gravenberch e gol del bosniaco: 1-1 , quarto gol dell'attaccante in questa Europa League. Sempre lui, sornione, attento con il cuore grandissimo di un campione, quando serve Dzeko c'è,

Nemmeno il tempo di gioire che arriva l'ennesima tegola per la Roma con Calafiori che lamenta un forte dolore all'adduttore lo sostituisce Villar, fuori anche Dzeko -ammonito anche lui per un intervento in ritardo su Tagliafico- che lascia il posto a Mayoral.

Cambi anche per l'Ajax: fuori Shuurs (appena entrato) per Idrissi e Neres per Traoré.

Nervi tesi, ammonito anche Cristante, Fonseca cambia di nuovo, fuori Mkhitaryan per Pedro e ultimi minuti davvero concitati con l'ammonizione anche per Tagliafico. L'Ajax non ci sta, la Roma guadagna metri e una punizione, Pellegrini butta in mezzo ma Cristante manda fuori.

Cinque minuti di recupero che gli olandesi cercano di ottimizzare ma conquistano anche loro falli e ammonizioni, mentre i giallorossi cercano nei lanci lunghi la giocata giusta per Mayoral, ancora Pellegrini a cercare il disimpegno e Karsdorp a controllare in difesa falciando il campo alla ricerca della giocata adatta.

Rimessa dal fondo, palla lunga di Pau Lopez e triplice fischio finale.

L'idea del controllo mirato del possesso palla avversario è sulla carta una tattica astuta; sul campo diventa un limite che rischia di mettere in crisi schemi e convinzioni. Chiudere gli spazi porta ad innervosire l'avversario e solo dopo il vantaggio olandese la Roma cambia ritmo, si apre e riacquista la sua natura combattiva. Vittoria. Sofferta... come sempre, da tutta una vita.


Laura Tarani

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