Francesca Anfosso

Francesca Anfosso

L’arte come qualsiasi forma di espressione del pensiero deve essere libera. Qualsiasi limitazione in tal senso dovrebbe non solo indignare ma preoccupare.

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Buongiorno abbiamo il piacere di intervistare Francesca Anfosso titolare e direttrice artistica della galleria 28 Piazza di Pietra - Fine Art Gallery a Roma , un luogo meraviglioso dove si possono ammirare meravigliose opere d’arte con artisti dotati di grande personalità.

Buongiorno Francesca , come prima domanda una tua brevissima presentazione per i nostri lettori ?

Dopo gli studi in Lettere e alcune esperienze professionali nell’ambito della produzione culturale ho aperto la mia galleria ormai otto anni fa realizzando così un mio grande sogno e assecondando la mia grande passione per l’arte in tutte le sue espressioni.

Israele revocherà l' obbligo di indossare mascherine all' aperto a partire da domenica.La campagna vaccinale da quelle parti è praticamente finita e possono guardare oltre. In Italia, ci accontenteremmo di tornare presto, forse già a maggio, ad un minimo di normalità, passando per la riapertura delle attività all' aperto e la fine del coprifuoco serale : cosa rappresenta per te la libertà e soprattutto tornare alla normalità ?

Il ritorno alla normalità o, come mi auguro, ad una normalità più consapevole significherà soprattutto lasciarci alle spalle questo anno difficile e che i sacrifici fatti sono serviti a sconfiggere o almeno indebolire questo virus che ha così stravolto le nostre vite.

Dal punto di vista professionale come è stato vivere questo periodo ?

E’ innegabile che le tante restrizioni abbiano condizionato l’ambito professionale; ci siamo dovuti adattare alle nuove regole ed essere flessibili soprattutto per quanto riguarda la programmazione delle mostre ma ciò nonostante non ci siamo fermati e anche tramite canali alternativi non abbiamo perso il contatto con il nostro pubblico.

Ci sono stati troppi errori ? anche dal punto comunicativo ?

Non mi sento di dare giudizi su questo, si è trattato di un evento di portata mondiale e mai sperimentato prima. Sicuramente qualche errore c’è stato, se fossero evitabili o meno lo dirà il tempo.

La National Gallery di Londra contiene più di 2300 opere d'arte. Già dal 2016 esiste la possibilità di ammirarle virtualmente quasi tutte (mancano alcune opere minori in verità). Ovviamente la pandemia ha reso questa modalità di visita l'unica possibile : come galleria come vi siete organizzati ?

Potenziando i nostri canali social e dallo scorso novembre siamo presenti sul portale Artsy, un’importante vetrina internazionale, a tutti gli effetti una galleria virtuale dove é possibile visionare e acquistare un’ampia selezione di opere.

Avete riscontrato un buon successo ?

Il bilancio è senz’altro positivo.

Il futuro dell’arte non può essere solamente virtuale ? L’arte va ammirata con i propri occhi ? L’emotività deve prevalere su tutto ?

Credo che nulla possa sostituire la fruizione dell’opera d’arte dal vivo; per quanto l’esperienza virtuale possa essere coinvolgente e ben strutturata si perderà sempre qualcosa. La suggestione che qualsiasi forma d’arte può suscitare nell’osservatore è legata al contesto, pensiamo anche al teatro così tanto penalizzato dai recenti avvenimenti.

Tra le tante mostre da te organizzate di quale vai più fiera?

Ho fortemente creduto in tutti i progetti che ho presentato in galleria in questi anni ma la mostra dei dipinti del grande Maestro Michelangelo Antonioni ha sicuramente rappresentato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera.

Un tribunale russo ha aperto il processo contro un'artista e attivista femminista incriminata di diffusione di materiale pornografico per aver condiviso online opere d'arte raffiguranti una vagina. Il caso è in linea con la posizione conservatrice del Cremlino che promuove i "valori familiari tradizionali” e ha suscitato indignazione a livello internazionale : da direttrice artistica della tua galleria sei contraria a tutte le forme di censura ?

L’arte come qualsiasi forma di espressione del pensiero deve essere libera. Qualsiasi limitazione in tal senso dovrebbe non solo indignare ma preoccupare.

Nuovo mistero su Caravaggio: un suo quadro, che stava per essere battuto all’asta per 1.500 euro e che invece ha un valore inestimabile, potrebbe essere stato ritrovato a Madrid. Si tratta di un “Ecce Homo” del XVII secolo che era stato attribuito precedentemente al “Círculo de José de Ribera”. Sono ancora molti i punti oscuri della vicenda ma non è la prima volta che accade un ritrovamento del genere : ammiri questo artista per le sue opere e per il mistero che lo circonda ?

Caravaggio è stato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi e credo lo sarebbe stato a prescindere dalle vicende che hanno segnato la sua vita; certamente un po’ di mistero e la sua fama di animo irrequieto hanno contribuito ad accrescerne il fascino soprattutto presso i posteri.

Come sta l’arte romana ? Che periodo sta vivendo ?

Penso che gli ultimi mesi siano stati difficili per tutti gli operatori del settore, ciò nonostante l’arte non si è mai fermata del tutto, c’è una grande voglia di ripartire.

Opere d'arte su pelle, i tatuaggi. Segni che rimandano a culture e devozioni, e risalgono alla notte dei tempi. In Italia il primo tatuato è Ötzi: gli studiosi che l'hanno analizzato gliene hanno trovati non pochi. Simboli esoterici o disegni curativi, si sono chiesti. Forse entrambe le cose : hai mai organizzato delle mostre tematiche su questa forma d’arte ?

Credo che ogni forma d’arte abbia la sua dignità e peculiarità; personalmente nella mia programmazione prediligo pittura e fotografia ma trovo comunque affascinante questa antica tradizione.

Una foto di una donna brasiliana di 85 anni che riceve il suo primo abbraccio in cinque mesi da un'infermiera attraverso una "tenda dell'abbraccio'' trasparente è stata nominata World Press Photo of the Year. Lo scatto del fotografo danese Mads Nissen ha catturato il momento in cui Rosa Luzia Lunardi viene abbracciata dall'infermiera Adriana Silva da Costa Souza presso la casa di cura Viva Bem a San Paolo il 5 agosto del 2020.Sono in programma mostre sulla tematica della pandemia in futuro ?

Lo scatto di Nissen è certamente molto intenso ed evocativo; la mancanza del contatto fisico, la solitudine, in particolar modo delle persone anziane e fragili sono solo alcune delle drammatiche conseguenze della pandemia. Personalmente almeno per il momento non ho in programma mostre su questo tema, ma non escludo di farlo in futuro.

Ami molto la fotografia : nella tua galleria ti piace proporre mostre di giovani fotografi promettenti ?

La fotografia trova regolarmente spazio nella mia programmazione; in particolare Olmo Amato e Jon Gorospe e prossimamente Luca Celso sono tra i più giovani e promettenti fotografi con cui ho il piacere di collaborare.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ?

Più d'uno sicuramente, ma uno su tutti va alla mia famiglia che mi ha ispirata e supportata fin dall'inizio di questa “coraggiosa” avventura professionale.

Progetti per il futuro ?

Proprio in questi giorni sto mettendo a punto il calendario della prossima stagione .2021-2022; tra pittura, fotografia e qualche sorpresa.

Michele Stentella 

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