Un Coperto In Più La Recensione Di UnfoldingRoma

Un Coperto In Più La Recensione Di UnfoldingRoma

Gianfelice Imparato riporta in scena la commedia scritta da Maurizio Costanzo

stampa articolo Scarica pdf

Si può convivere con una moglie tanto bella ed eccezionale da non esistere? Per scoprirlo basta andare a vedere alla Sala Umberto a Roma “Un coperto in più” la commedia scritta da Maurizio Costanzo capace di suscitare nello spettatore emozioni, divertimento ma anche importanti spunti di riflessione.

Furono i fratelli Aldo e Carlo Giuffrè che la interpretarono per la prima volta nel 1972 portando in scena quello che con coro unanime di pubblico e critica fu subito decretato un successo.

A confermare oggi la validità di un testo ancora tanto attuale è la regia di Gianfelice Imparato, grande attore di teatro e di cinema, che rimanendo fedele alla commedia originale ha saputo rendere tutta l’umanità dei personaggi sia nella loro sensibilità che solitudine grazie anche alla bravissima interpretazione dei due protagonisti Maurizio Micheli e Vito.

La storia è quella di un’amicizia strana fra un ricco gioielliere che vive con la sua splendida donna immaginaria e un piccolo truffatore che tenta di vendergli dei gioielli falsi. Il bello è che nonostante i due vivano una vicenda piuttosto assurda, alla fine riescono comunque a raggiungere una perfetta intesa segno che ad una vera e profonda amicizia si può arrivare anche da un rapporto che all’inizio può essere fatto di finzione e di piccole fregature.

In particolare Stefano Bicocchi, in arte Vito, che all’inizio della sua carriera fu la presenza muta in molti programmi televisivi, ha saputo rendere alla figura del gioielliere tutti gli aspetti dell’uomo solo che con il suo denaro riesce a comprare un po’ di compagnia pur essendo consapevole di quanto siano effimeri i personaggi di cui si circonda. Un ruolo recitato con grande maestria che ha conquistato lo spettatore a volte con il sorriso, tante altre con tenerezza.

Dominatore della scena con innata classe Maurizio Micheli che nella parte del ladro dal fascino un po’ vintage, riesce ad esprimere tutta l’umanità del personaggio che poi, proprio per il grande affetto che prova, si rende conto che non può esserci amicizia con il suo derubato.

La nota di colore è rappresentata da Loredana Giordano che, come amante del truffatore, garantisce il lato brillante dello spettacolo grazie anche ad uno spiccato accento partenopeo che da subito le vale tutta la simpatia del pubblico che, anche a fine esibizione, l’ha premiata con un fragoroso applauso.

Infondo, pur essendo stata scritta in italiano, la commedia bene si adatta alla parlata dialettale, rafforzando  radici e identità di ciascun personaggio.

Alessia Fabiani è l’ultima protagonista che con la sua avvenenza cerca di approfittare dei soldi e dell’ospitalità del gioielliere aggiungendosi alla rosa di attori che hanno fatto onore al testo di Costanzo che non ha potuto fare a meno di  esprimere la sua soddisfazione e ringraziamenti nei confronti del regista per aver riportato in scena questa commedia.

                                                                                                                  Rosario Schibeci 

Sala Umberto, fino al 27 settembre, via della Mercede 50

© Riproduzione riservata