Fedez Attacca Gli Oppositori Del Disegno Di Legge ZAN

Fedez Attacca Gli Oppositori Del Disegno Di Legge ZAN

Durante il concerto del primo maggio a Roma, Fedez ha fatto un discorso nudo e crudo, forte ed eloquente in difesa del Ddl Zan e contro i politici che lo contrastano con durezza, riportando le loro orrende frasi e facendo nomi e cognomi

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«È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c’è stata in prima battuta, o meglio dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere i partiti e i nomi e di edulcorarne il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo Maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutta la responsabilità di ciò che dico e faccio».


Ha esordito così il rapper italiano Fedez durante la sua partecipazione al concerto del 1 maggio a Roma.


Sì, perché in pochi minuti e con poche semplici, ma chiare e lapidarie parole, Fedez ha toccato tre nodi cruciali e drammatici.


Prima ha fatto riferimento alla preventiva censura che la RAI avrebbe voluto applicare al suo discorso, che Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai 3 ha definito “inopportuno”.


Successivamente ha letto un suo discorso rivolto al Presidente del Consiglio Mario Draghi in difesa del mondo dello spettacolo dal vivo.


Infine, si è lanciato in discorso nudo e crudo, forte ed eloquente in difesa del Ddl Zan e contro i politici che lo contrastano con durezza, riportando le loro orrende frasi e facendo nomi e cognomi.


Il Ddl Zan prevede “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”


Questo fondamentale disegno di legge per i diritti dell’uomo è in attesa da tempo di analisi da parte del Senato e tanto osteggiato dalla politica di destra.


L'intervento di Fedez era già stato preso di mira dai senatori e deputati della Lega in Vigilanza Rai che avevano minacciato che, se Fedez lo avesse proposto, la Rai avrebbe dovuto “impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento”


Le parole e le accuse di Fedez sono molto chiare e incisive e hanno scosso le poltrone in Parlamento, ma anche aperto una breccia e spinto alla riflessione moltissime menti e trovato condivisione in quelle più evolute.


“Ecco, Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare quindi massima espressione del popolo, che è già stato approvato alla Camera, come il ddl Zan può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo. Cioè se stesso.


Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua lotta all’uguaglianza, vorrei decantarvi un po’ dei loro aforismi:


-“Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno” Giovanni De Paoli consigliere regionale lega Liguria

-"I gay? Che inizino a comportarsi come tutte le persone normali” Alessandro Rinaldi consigliere per la Lega Reggio Emilia

- “Gay vittime di aberrazioni della natura” Luca Lepore e Massimiliano Bastoni consiglieri comunali leghisti

-“i gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie”  Alberto Zelger consigliere comunale della Lega Nord a Verona

-“Il matrimonio gay porta all’estinzione della razza“ Stella Khorosheva candidata leghista

“fanno iniezioni ai bambini per farli diventare gay” candidata della Lega Giuliana Livigni (…)


(…) a proposito di diritto alla vita, il presidente dell’associazione Pro-vita, l’ultracattolico e antiabortista Jacopo Coghe amicone del leghista Pillon in questi mesi è stato la prima voce a sollevarsi contro il Ddl zan.


L’antiabortista non si è accorto però che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo.


Quindi cari antiabortisti, caro Pillon purtroppo avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori, e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa.


Che brutta storia”


L’eco di queste dichiarazioni è stato immediato ed esponenziale sia per la notorietà del personaggio, che per il luogo da cui queste parole sono state dette, ossia il palco del concerto del 1 maggio a Roma, festa che da sempre è notoriamente una manifestazione politica e non solo musicale (per dire che non ci dovrebbe sorprendere troppo di un simile discorso in un simile contesto).


Ancora di più, l’impatto, non solo mediatico, è stato enorme per la forza e il coraggio con cui Fedez ha denunciato cose che sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere e che, spesso, molti, preferiscono ignorare per quieto vivere o per vigliaccheria.


L’impatto emozionale, poi, è stato almeno pari a quello mediatico.


L’asciutezza delle sue parole, la precisione, la lapidarietà con cui riporta affermazioni e nomi e cognomi, hanno avuto un effetto deflagrante.


Immediate le reazioni da più parti: prima fra tutte la Dirigenza di Rai 3 che avrebbe affermato di non aver mai praticato censura; subito dopo quelle del mondo politico.


La bomba è esplosa e le conseguenze si vedranno nei prossimi giorni.


Ora è tutto un attaccare o piegare in ritirata con Salvini che in un post su FB ha proposto a Fedez di incontrarsi a “bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti” o il deputato del Carroccio, Massimiliano Capitanio che ha innescato una polemica contro il rapper italiano affermando di aver solamente voluto fare pubblicità alla Nike per il cappellino che indossava.


Le reazioni stanno aumentando velocemente.


Tenta una vaga e sterile polemica Jacopo Coghe, antiabortista vice presidente della onlus Pro Vita e Famiglia che si è sentito chiamato in causa senza possibilità di contraddittorio e avrebbe percepito nelle parole di Fedez una “violenza inaudita”, concludendo con affermazioni banali, scontate e fuori luogo: “Tutto questo pagato con i nostri soldi, perché si tratta di servizio pubblico. La sua è solo propaganda, non conosce i contenuti del Ddl Zan, non è in grado di entrare nei singoli temi e pubblicizza l’antiomofobia come fosse uno smalto”.


La violenza inaudita, è bene precisarlo, è quella che tutti i giorni devono subire coloro che sono discriminati fino alla brutalità fisica e psicologica per il loro orientamento sessuale, o per la propria identità di genere, o per le proprie disabilità. Violenza è non permettere a un individuo di poter vivere la propria vita come meglio crede senza far del male a nessuno.


Infine, polemiche si stanno scatenando anche all’interno della stessa sinistra in merito all’accusa di censura alla Rai da parte di Fedez.


Staremo a vedere.


Intanto, caro Fedez, chapeau!

Flaminio Boni 


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