I Nuovi Uffizi

I Nuovi Uffizi

Durante il periodo di chiusura forzata, imposta dall’emergenza covid, agli Uffizi sono stati avviati i lavori di ristrutturazione per recuperare alcuni spazi dell’ala di Ponente.

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Durante il periodo di chiusura forzata, imposta dall’emergenza covid, agli Uffizi sono stati avviati i lavori di ristrutturazione per recuperare alcuni spazi dell’ala di Ponente. I lavori sono stati condotti dalla Soprintendenza insieme alle Gallerie, a cura di Chiara Laura Tettamenti, direttore dei lavori, e dall’architetto Francesco Fortino, responsabile unico del procedimento. Finora questi spazi inaccessibili, che costituiranno i Nuovi Uffizi, hanno svelato dei tesori nascosti: pitture murali e tre scheletri. Nello specifico sono riaffiorati due affreschi del Seicento, in uno è ritratto in un clipeo il granduca Ferdinando I e nell’altro, più integro e più rilevante, il giovane Cosimo II de’ Medici a figura intera e a grandezza naturale, con allegorie di Firenze e Siena, da attribuire all’ambito del pittore Bernardino Pocetti (1548-1612). In una sala vicina sono riemerse sotto l’intonaco tutte le decorazioni eseguite nel Settecento, forse durante il regno di Pietro Leopoldo di Lorena: motivi vegetali che decorano le pareti e il soffitto, al centro del quale è affrescata una panoplia con fasci littori. Inoltre nel seminterrato sono stati ritrovati tre scheletri di circa quattrocento anni fa, di persone sepolte quando il sito era una chiesa e il seminterrato veniva usato come cripta. Durante questa campagna di rinnovamento sono stati condotti anche dei restauri alle antiche scuderie medicee, nei sotterranei dell’ala di Levante.

Nel complesso sono stati restaurati all’incirca duemila metri quadrati: otto sale nell’ala di Ponente, quattordici sale al piano terra dell’ala di Levante e ventuno sale nel piano interrato. Tutto questo comporterà un riassetto delle modalità di accesso al complesso vasariano: l’ingresso è stato spostato nella parte più vicina all’Arno; nell’ala di Ponente verrà erogato il biglietto d’ingresso e sorgerà

un nuovo guardaroba, antistante all’ingresso del museo, mentre al piano terra dell’ala di Levente sono stati posizionati diversi punti di accoglienza e un secondo guardaroba. Nei sotterranei dell’ala di Levante, dove sono stati collocati i locali tecnici e gli spogliatoi per il personale della Galleria. Il pubblico dopo aver fatto il biglietto entrerà al museo dalla parte opposta al piazzale, sotto gli antichi motivi vegetali settecenteschi riaffiorati, con il controllo del metal detector a altri servizi a sua disposizione, come la distribuzione delle audioguide. Gli spazi che fino ad oggi hanno ospitato le biglietterie e il bookshop, grazie a un restauro che sarà avviato a breve, ospiteranno tra circa un anno la statuaria classica. Intanto per i fruitori è stato pensato un percorso alternativo temporaneo per raggiungere lo scalone monumentale, in modo che i lavori potranno essere svolti senza interferenze continue. Nell’aula magliabechiana è stato allestito un nuovo spazioso bookshop, che sostituisce il precedente caotico insieme di banchi di vendita e merci. L’uscita del museo si trova sempre in piazza Del Grano.

Il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze, Andrea Pessina, ha dichiarato “Un’altra tappa nel percorso dei lavori dei Nuovi Uffizi che oggi vede la consegna alle Gallerie delle sale destinate all’accoglienza dei visitatori oltre locali tecnici e di servizio. Ciò rappresenta il frutto della collaborazione istituzionale di altissima qualità e professionalità perseguita in questi anni dalla Soprintendenza e dalle Gallerie degli Uffizi con l’apporto, anche, di studiosi e specialisti di diverse discipline. Il cantiere è stato, inoltre, l’occasione per l’approfondimento delle ricerche archeologiche in quest’area. Le indagini stratigrafiche che hanno preceduto i lavori di consolidamento e restauro, secondo una programmazione concordata tra archeologi e architetti della Soprintendenza e delle Gallerie, hanno permesso di avviare uno studio storico-topografico di questa porzione di Firenze con riferimento ai ricchissimi depositi di ceramiche, vetri, metalli, ossa animali recuperati, oltre a numerose sepolture, i resti delle fondazioni di numerosi edifici,  dotati di cantine dove si conservavano merci e derrate alimentari, con scale, pozzi e smaltitoi, oggi visibili negli scantinati, restaurati, adibiti da epoca medicea a scuderie per gli animali in dotazione a ciascuna Magistratura. Il cantiere dei Nuovi Uffizi, dopo la necessaria riorganizzazione imposta dall’emergenza sanitaria, procede verso la fase finale del progetto”.

Articolo di Federica Fabrizi

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