Goya Fisionomista All'istituto Cervantes Di Roma

Goya Fisionomista All'istituto Cervantes Di Roma

Volti espressivi come inconscio collettivo di un epoca

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All'istituto Cervantes di Roma in piazza Navona, in mostra 38 incisioni di Francisco Goya appartenenti a tre serie: Los Caprichos, Los Disparates, Los Desastes.

Per capire in pieno l'importanza e la bellezza di queste acqueforti occorre ripercorrere la vita di Francisco Goya in due momenti. Il primo corrisponde agli inizi della sua carriera, in cui diventerà primo pittore di corte, le sue tele sono allegre e spensierate, episodi di vita mondana e ritratti di corte i suoi soggetti.

Tutto cambierà nel 1792, quando ammalandosi gravemente perderà completamente l'udito. Da questo momento le opere si fanno più cupe. Genera il primo: Los Caprichos, in mostra all'istituto Cervantes in Roma in

"Goya Fisionomista, il volto nell'arte grafica di Goya". Goya si interessò ai "demoni nascosti nell'anima", mostrando interiorità ai suoi personaggi, ritraendo l'esistenza umana e portando in superficie ciò che più nascosto vi è in ogni uomo.

Al pittore e incisore spagnolo non interessava la serenità nei volti e nelle vite, ma la brutalità del dolore, che spesso deturpava i lineamenti. Sofferenza nel suo tormento, sconforto nella sua tribolazione. La Fisiognomica ha sempre interessato saggi, poeti e artisti, l'andare oltre, penetrare nell'animo è stata nei secoli considerata come "scienza ingegnosa", attraverso il quale si conosce virtù o vizio dell'uomo, mettendo a nudo il cuore e dando voce ai pensieri. Questo compito, dunque, di decifrare un volto e la sua espressione, appartiene a lunga tradizione, presenti nei testi di Omero e Aristotele.

La fisionomia come studio per analizzare fino a dedurrei caratteri psicologici morali dei suoi soggetti è il tema principale del XVIII e Goya contribuirà, con i suoi ritratti, bozzetti e studi preparatori all'apprendimento di tale disciplina, annotando in pagine e pagine di diario, regole e sistemi.

In mostra incisioni di uomini animaleschi, irascibili come il leone, flemmatici come l'agnello, sanguigni come la scimmia, malinconico come il maiale. In questi anni nel XVIII si crede che anomalie carnali, imperfezioni o caratteristiche fisiche costituiscano indizi di patologie mentali. Goya studia i volti dei reietti del suo tempo, dimenticati e lasciati ai margini di una società debole, conferendo loro una dignità talvolta malefica ma potente e magistrale. Goya passerà indenne attraverso quattro sovrani e due rivoluzioni, tra tumulti e violenze e fino all'ultimo, dipingerà gli orrori della guerra senza onore ne eroismo ma solo morte e violenza.

La sincerità e schiettezza del pittore spagnolo, è il motore di questa bella mostra.

Chiara Sticca

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