E’ Morto Nick Kamen, Idolo Degli Anni Ottanta

E’ Morto Nick Kamen, Idolo Degli Anni Ottanta

La notizia è stata diffusa via social dall’amico Boy George

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Profeticamente lo scorso anno, in piena pandemia, era uscito “Nick Kamen – the complete collection”, un cofanetto contenente i suoi 4 album più 2 dischi, ricchi di remix, extra bonus e con due inediti: la cover degli Early Brothers “So sad” e “Right on track”, canzone dei Breakfast Band, dove Madonna debuttò come batterista nei primi anni ottanta, ancor prima di iniziare la sua carriera da solista.

Alla cantante, originaria di Detroit, Nick Kamen deve molto del suo successo. Sono infatti di Madonna e di Stephen Bray il testo e la musica del suo singolo d’esordio “Each time you break my heart”, in cui la “Material girl” compare, caso più unico che raro, anche nei cori. Fu proprio Madonna la prima a notarlo nel 1985 in una celeberrima pubblicità, divenuta iconica, dove l’allora modello si sfilava i suoi mitici Levis 501 in una lavanderia, rimanendo in boxer, sulle note di “Heard it through the grapevine” di Mavin Gaye.

Da allora diventò l’idolo delle teenager che appendevano il suo poster in camera e dei ragazzi che sognavano di avere la sua stessa sicurezza nello sfilarsi i jeans. Con “Each time you break my heart”, Kamen scalò i vertici delle classifiche di tutta Europa, entrando, grazie al remix di Shep Pettibone, anche in quella statunitense. Per il suo primo album, uscito nel 1987, furono scelte cover soul e rhythm and blues, che strizzavano compiaciutamente l’occhio ad Elvis Presley e agli anni cinquanta come “Loving you is sweeter than ever”, “Come softly to me” e “Win your love”. Per lui, la sua etichetta discografica, la Wea studiò anche un picture disc, vendutissimo in Italia, che ne consacrò definitivamente il successo.

Il 1988 è l’anno di “Tell me”. Il brano, contenuto nell’album “Us”, fu il tormentone di quell’estate. Incontrastato in cima alla classifica da giugno ad agosto, fu il secondo singolo più venduto dell’anno, subito dopo “I don’t want your love” dei Duran Duran.

Nel video il modello fuggiva in macchina nel deserto, inseguito da una gigantessa felliniana ed alcune ambientazioni sono state riproposte alcuni anni più tardi, seppur con intenti diversi, nei videoclip “Nord sud ovest est” degli 883 e “Più bella cosa” di Eros Ramazzotti. Dietro al successo del brano ci fu sempre lo zampino di Madonna che, oltre a curare la produzione insieme a Patrick Leonard, fu costretta a smentire voci sempre più ricorrenti di una relazione, visto che all’epoca stava con Sean Penn. Nel 1989 incise la canzone “Turn it up” per la colonna sonora del film “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”, diretto da Joe Johnson e prodotto dalla Walt Disney.

Nel 1990 tornò a calcare le scene con “I promised myself”. Il singolo, presentato in anteprima ad “Azzurro” e riproposto al “Festivalbar”, ottenne un discreto riscontro di vendite. Tornò infine nel 1992 con il suo ultimo lavoro “Whatever whenever” ma ormai l’onda del successo, ottenuto negli anni ottanta, decennio e simbolo dell’edonismo e del consumismo più sfrenato, si era conclusa. Nonostante questo Nick Kamen non cedette mai alle lusinghe di reality show che rinverdissero la sua memoria e scomparse dalle scene fino a tre anni fa, quando annunciò su Instagram di sottoporsi alle cure per una terribile malattia.

Si era già da molto tempo ritirato a vita privata, dedicandosi principalmente alla pittura e a produzioni audio e video per il mercato indipendente. Curiosamente oggi la notizia della sua morte è stata data dall’amico Boy George, ex leader dei Culture Club, che proprio negli anni ottanta era con lui ai vertici delle classifiche.

Emanuele Pecoraro

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