Come Fare Dolci In Casa E Venderli

Cosa serve per raggiungere questo risultato? Senza dubbio è necessario munirsi di tutta la strumentazione tecnica: si va dalle fruste, fino alla planetaria professionale, senza dimenticare gli stampini in silicone

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Fare i dolci in casa è una passione comune a tantissime persone. Se si guarda più da vicino la situazione, però, è facile scoprire che molti l’hanno trasformata in una professione.

Cosa serve per raggiungere questo risultato? Senza dubbio è necessario munirsi di tutta la strumentazione tecnica: si va dalle fruste, fino alla planetaria professionale, senza dimenticare gli stampini in silicone, fondamentali per preparazioni che vanno dal budino al tronchetto (abbiamo fatto solo alcuni tra i numerosi esempi che si possono chiamare in causa).

Questa fase è importantissima, ma non sufficiente. Per aprire una IAD (acronimo per Impresa Alimentare Domestica), ci vuole molto altro. Se ti stai chiedendo quali siano gli step per fare della preparazione dei dolci tra le mura domestiche un lavoro, non devi fare altro che seguirci nelle prossime righe di questo articolo.

I requisiti

Partiamo dalle basi, cercando di capire innanzitutto quali sono i requisiti per aprire una IAD. Il principale è la maggiore età. Possono aprire questa tipologia di microimpresa domestica anche i dipendenti che hanno intenzione di arrotondare con un secondo lavoro non scelto a caso ma facendo fruttare una passione che, in alcuni casi, accompagna fin dall’infanzia.

Gli adempimenti burocratici

Fondamentali sono chiaramente gli adempimenti burocratici. Quali sono i più importanti? La Partita IVA chiaramente. Per aprirla, basta rivolgersi al proprio commercialista di fiducia e delegare tutto l’iter.

Da non dimenticare è anche la certificazione HACCP, basilare per garantire il massimo della qualità per quanto riguarda l’igiene e la sicurezza. Quando si parla dei corsi che permettono di ottenerla, è possibile chiamare in causa due tipologie di soluzioni. Ecco quali:

l Corso HACCP per addetti, caratterizzato da una durata di 4 ore.

l Corso HACCP per responsabili, percorso che, invece, si protrae per 8 ore.

Proseguendo con l’elenco degli adempimenti burocratici necessari per aprire una IAD, doveroso è citare la presentazione al Comune di residenza della SCIA, ossia la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

Essenziale è anche iscriversi alla Camera di Commercio come attività artigiana e, per cominciare definitivamente, attendere l’autorizzazione da parte dell’ASL.

In quali contesti si può vendere?

Una volta aperta ufficialmente la propria microimpresa domestica, è necessario informarsi, se si ha intenzione di essere perfettamente in regola con la legge, anche sui contesti in cui si può vendere.

La normativa di riferimento per il nostro Paese - che, fatta eccezione per il caso del Piemonte, è il regolamento europeo entrato in vigore nel lontanissimo 2004, quando l’esplosione che stanno vivendo le IAD oggi in Italia era inimmaginabile - prevede la possibilità di commercializzare le proprie creazioni nelle seguenti situazioni:

l Stand situati presso centri commerciali

l Mercati

l Fiere

l Negozi

La normativa consente di vendere anche ai privati, ai bar, agli esercizi di ristorazione.

Costi

Per completare il quadro da tenere presente nel momento in cui si punta ad aprire una IAD, è necessario soffermarsi sui costi. Entrando nel vivo di questi ultimi, facciamo presente che, in linea generale, per un’attrezzatura completa da pasticcere professionale non si spendono meno di 2000 euro.

Per la certificazione HACCP si possono spendere attorno ai 100 euro. Bisogna poi mettere in preventivo eventuali consulenze di marketing e l’adeguamento degli spazi domestici (che implica, per esempio, il posizionamento delle zanzariere).

Non c’è che dire: le voci di spesa sono diverse e, prima di procedere in maniera concreta, è bene mettersi al tavolo e valutare ogni aspetto, a cominciare dallo spazio che si ha a disposizione in casa (la normativa del Piemonte, per esempio, consente di aprire una IAD solo nelle situazioni in cui si ha a disposizione una doppia cucina).

Stefano Cigana 

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