Diorama Gallery, L’insolito Regno Di Antichi Oggetti E Curiosità

Diorama Gallery, L’insolito Regno Di Antichi Oggetti E Curiosità

A Trastevere il salotto culturale di Giano Del Bufalo e Niccolò Mottinelli.

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In un regno segreto, percorso dal tempo, s’intrecciano appassionate storie di oggetti curiosi e poi lo scorrere dei sogni improbabili, nel notturno scintillar delle stelle. Diorama Gallery è il luogo che libera le potenzialità immaginative e ci immerge nella storia e nell’approfondimento di culture e popoli a noi lontani, temporalmente e fisicamente. Ma è anche un luogo che suscita nel visitatore un compiacimento misteriosamente motivato attraverso riferimenti storici, antropologici e culturali, in simboli accessibili o dal valore enigmatico.

Diorama Gallery (letteramente “un’ambientazione di scenario naturalistico e museale in scala ridotta”) è stata fortemente voluta e fondata da Giano Del Bufalo che, dopo gli studi presso la Pontificia Università Lateranense, è diventato direttore del dipartimento Oddities, curiosities & wonders della casa d’aste Bertolami Fine Arts e da Niccolò Mottinelli che, conseguito un dottorato in archeologia classica, si è specializzato in storia del collezionismo antiquario e allestimenti museali.

Entrando nel vivo della galleria, precisamente nell’anticamera della “wunderkammer”, si resta piacevolmente colpiti da un frammento di porta di un tempio Naga del’600, proveniente dall’India (Nagaland), che ritrae un guerriero Kshatriya a cavallo di un demone. Secondo la religione induista il guerriero nacque dalle braccia della divinità Brahma. Nulla è lasciato al caso anche nell’allestimento: il frammento ligneo diventa un simbolico presagio di meraviglia, una porta temporale che offre un’avvincente sintesi di mondi lontani, pressoché sconosciuti, ma anche anticipazione di una interessante collezione che spinge il visitatore all’ esplorazione e all’approfondimento di ogni singolo pezzo presente nella collezione.

Vi sono infatti numerosi oggetti curiosi nelle teche della sala principale, quest’ultima decorata da un soffitto stellato, quasi a ricordare la poesia visiva di Giotto e l’ultimo verso dell’Inferno del Sommo :” E quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Insolita è una mazza da tiro “Ula Tava Tava”del XIX secolo, proveniente dalle isole Fiji. A ben vedere ha una particolarità: vi sono dei denti incastonati provenienti dalle vittime, è un esemplare rarissimo, uno simile si trova nel museo Pigorini di Roma, più precisamente proveniente dalla collezione dell’esploratore e studioso Giuseppe Tucci (1894-1984), come ci ha riferito lo stesso Del Bufalo. Un altro oggetto curioso è lo scudo, d’età ottocentesca, appartenente ai guerrieri Dayak, gli antichi e famosi cacciatori di teste che abitavano lungo i fiumi, nelle caratteristiche abitazioni chiamate 'Longhouse'. Il prezioso manufatto, in particolare, proviene dalla zona Sarawak del Borneo, ed è decorato da pigmenti naturali e ciocche di capelli.

Colpisce ancor di più una particolare composizione: il cranio di un poeta francese minore, eternato da un parente medico che decise di impagliare un corvo nell’atto di trattenere una falange del poeta tra il becco, quasi a rimarcare come la morte divorasse “l’essere in eterno”. Sembra quasi una composizione di gusto vittoriano; un “Corvo spettral che viene tristo dai regni bui”, in grado di suscitare in noi forti reazioni contrastanti e far riaffiorare le parole di Edgar allan Poe nella sua celebre poesia: “E là, senza più muoversi, rimane esso a guardare,fermo sul busto pallido, de l’uscio al limitare.”

Infine, uno spazio dedicato anche a preziosi dipinti, selezionati con perizia dallo stesso Mottinelli; fra tutti risalta il ritratto di gentiluomo datato 1811, una squisita miniatura su avorio firmata da Joséphine de Gallemant. Molte artiste realizzavano miniature, ma questo esemplare è l’unico finora presente nelle collezioni nonostante si conoscano pochi altri dipinti dell’autrice, di cui uno conservato a Versailles. Diorama, dunque, ci apre un mondo inesplorato in cui ogni oggetto ha una sua storia avvincente e irripetibile.

Articolo di Giorgio Vulcano.

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