Apre A Roma Cookery Rebibbia

Un importante progetto di inclusione e formazione per consentire ai detenuti di rimettersi in gioco.

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È stato inaugurato il 14 luglio Cookery Rebibbia, non un semplice bar tavola calda ma un’occasione per fare impresa e permettere ai detenuti della Casa Circondariale Terza Rebibbia di ricominciare, riabilitarsi e dare avvio ad una nuova vita. Questo è l’importante progetto che è alla base della neo-nata azienda sorta all’esterno delle mura carcerarie di Rebibbia a Roma.

L’iniziativa #Ricomincio da 3#, è stata possibile grazie al sostegno del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al contributo di Cassa Ammende e di alcuni imprenditori nazionali come Farchioni Olii S.p.A., oltre alla collaborazione tra la Direzione penitenziaria e il Gruppo CR S.p.A.

L’opificio, sorto già nel 2013 e chiuso dopo alcune problematiche di carattere burocratico, apre nuovamente al pubblico e, con rinnovato slancio, consente non solo la vendita al pubblico dei prodotti di panificazione e gastronomia realizzati all’interno del laboratorio presente nell’intercinta, ma anche la distribuzione quotidiana di tutti i prodotti realizzati nel forno, incluso il pane prodotto all’interno della Casa Circondariale negli 11 punti vendita del Gruppo CR S.p.a,.

La riattivazione dell’opificio ha consentito la selezione, formazione ed avviamento all’attività di fornaio di ben sette detenuti di cui due in regime di semi libertà, un’occasione per tornare a vivere valorizzando i singoli talenti e le abilità personali.

Annamaria Trapazzo, caparbia direttrice della Casa Circondariale ed Edoardo Ribeca, giovane imprenditore del settore, hanno così dato vita ad un’azienda che non solo produce lavoro ma soprattutto è un progetto di grande utilità e responsabilità sociale in grado di restituire dignità e forza morale ai detenuti.

Inclusione, formazione ma anche sostenibilità: Cookery S.r.l. è infatti partner della Croce Rossa Italiana e quindi anche per questo punto vendita è stato attivato il ritiro dell'invenduto da redistribuire a famiglie bisognose e persone in difficoltà. Al termine di ogni anno, infine, l’1% al lordo iva dei prodotti venduti nel negozio, verrà devoluto ai detenuti della Terza Casa Circondariale sotto forma di finanziamento per le attività trattamentali.

Di Erika Gottardi

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