SECONDA SERATA DI IDEE NELLO SPAZIO

7 corti in gara, 4 passano alla semifinale

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SECONDA SERATA DI “IDEE NELLO SPAZIO”

7 corti in gara, 4 passano alla semifinale

Con ieri, 19 luglio, un lunedì curiosamente (ma potrebbe trattarsi di una convinzione antiquata) il teatro continua a vivere, con l’iniziativa del Teatro Lo Spazio di Roma di riunire compagnie, del territorio romano ma non solo, in modo che possano condividere creatività, attraverso le loro proposte di spettacolo da inserire nella prossima stagione invernale.

Teatro pieno (ovviamente contingentato), pubblico disciplinato e attento: un pubblico che andrebbe preso ad esempio in altri settori e campi, perché si trarrebbero benefici significativi, o perlomeno si eviterebbero rischi superflui in un periodo così risaputamente delicato.

Una Pentola del Teatro: così il direttore artistico Manuel Paruccini definisce il proprio spazio per quella serata nella sua introduzione, con ingredienti da scoprire e assaporare con l’attenzione che meritano. Tutti: da quelli dai sapori più “tradizionali”, quelli che vorresti conservare perché ti riportano a sensazioni piacevoli e radicate, a quelli che si offrono come strumenti di sperimentazione, perché l’evoluzione (in cucina come nella vita e, perché no, anche nel teatro) a volte e in determinati momenti non può essere che la strada giusta; l’obiettivo importante, nonché comune, da perseguire per queste due delle tante strade è la realizzazione. Manco a farlo apposta, è proprio in una pentola che vengono versati, tra gli altri, questi ingredienti esistenziali, durante uno dei corti in gara passati in semifinale, “Il Minestrone”, un mini delirio in cucina in cui 3 lavoratori mescolano con veemenza i loro bisogni professionali e umani, sotto l’occhio assente ma vigile e inquietante di una famosa gourmet.

Altro corto vincente affrontato con ritmo e leggerezza, nonostante ruoti attorno a un possibile omicidio, è “Il quasi misterioso caso Gallo”, dove tre ragazzi frizzanti fantasticano sulle cause della morte del loro vicino, accompagnati da una geniale “danza” di ambientamento nella casa del nuovo coinquilino muto.

Fa commuovere invece il terzo corto selezionato, “Vittime collaterali”: un ragazzo giovane ed esuberante entra alla sua seduta di psicoterapia, ma di lì a poco, forse un po’ troppo presto perché ci si poteva quasi affezionare, questa esuberanza si spegne pesantemente, nel momento in cui il percorso della seduta lo riporta ai ricordi delle terribili violenze familiari vissute quando aveva 10 anni. Bravo comunque l’attore nel mostrare la sua versatilità e semplicità in un lavoro che può facilmente e potentemente migliorare.

Ma la ciliegina sulla torta, a livello di brividi sulla schiena e sul cuore, viene posta con l’ultimo corto della serata: “Nina”, uno strepitoso connubio di femminilità e romanità anni ’50. Un po’ Anna Magnani, un po’ Sora Lella, forse anche un pizzico della Signora Flora di Anna Marchesini; questa donna di terra e d’amore viscerale sta accompagnando i suoi bambini al mare, stanno aspettando il tram, nel quartiere San Lorenzo, è il giorno 19 luglio 1943… Il giorno del famoso bombardamento da parte delle forze aeree statunitensi, nella guerra contro il fascismo. Ma non erano tutti colpevoli… Qualcuno voleva semplicemente vivere la propria vita in pace… E soprattutto era stata promessa alla città protezione assoluta da parte del Papa Pio XII, che pure si recò poi a benedire le vittime delle zone colpite, ma a Nina cosa resta della propria famiglia, tra la polvere, le macerie e i cadaveri? Un pallone.

Una bella serata piena, con 7 corti in gara, non pochi, ma tutto è scorso fluentemente tra le messe in scena e le brevi chiacchierate conoscitive con le compagnie, tra tanti applausi e sorrisi. Un ringraziamento è dovuto a tutte loro, e a chi con tutto se stesso porta in campo la propria arte nella propria soggettiva capacità e voglia di donare, atto che è degno in ogni caso di assoluta stima. E dovuti sono i complimenti ai corti vincitori della serata, che parteciperanno alle semifinali della prossima settimana, dal 26 luglio, sempre nel suggestivo Teatro Lo Spazio.

Bruno Petrosino

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