Dalla Parte Delle Donne Afghane

Il ritiro dall'Afghanistan da parte dell'amministrazione Biden ha aperto le porte all’avvento dei talebani a Kabul

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Il ritiro dall'Afghanistan da parte dell'amministrazione Biden ha aperto le porte all’avvento dei talebani a Kabul, i quali costituiscono una minaccia per tutti i cittadini afghani ma, in particolare, per le donne. In pochi giorni, i loro diritti fondamentali, che le vedevano in un regime di parità con gli uomini, sono stati sovvertiti, ed ora queste persone di sesso femminile sono in preda ai fondamentalisti islamici.

Il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha assicurato "il rispetto delle donne nei limiti dell'Islam" nel corso della prima conferenza stampa tenutasi nel palazzo presidenziale. Tuttavia, le promesse consegnate alla stampa internazionale sono molto lontane dalla realtà dei fatti: le notizie che ci giungono, infatti, mettono in luce un repentino peggioramento delle condizioni femminili.

Vige, per esempio, l’obbligo di indossare il burqa e la proibizione di uscire di casa sole, senza essere accompagnate da parenti uomini. I mujaheddin hanno altresì ricevuto l’ordine di consegnare ai talebani le donne vedove o nubili di età compresa tra i 16 e i 45 anni, allo scopo di darle in spose ai combattenti islamici. Inutile dire che a queste persone spetteranno episodi di stupro, matrimoni obbligati, botte, privazione dei diritti fondamentali della persona.

Sebbene non siamo ancora giunti alla chiusura delle scuole femminili o alla proibizione di esercitare svariate professioni, paiono esserci tutti i presupposti perché ciò avvenga, tornando allo status quo in essere ai tempi di Mullah Omar, in carica dal 1996 al 2001.

Mai come in questo momento è necessario combattere la disinformazione, smascherare le violazioni dei diritti basilari della persona e schierarsi con le vittime di questa brutale repressione.

Chiara Zanetti

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