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L'impressione, forse acerba, dopo appena tre partite è che questa Roma abbia trovato consapevolezza sia nel gioco che nello spirito di squadra

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L'ironia?

Vedere Bruno Peres in bianco/celeste, sei anni tra presenze e prestiti, non un grandissimo interprete ma un elemento che a modo suo ha sempre cercato di mettersi al servizio della squadra.

La rivincita?

Il ritorno al gol di Zaniolo dopo un anno difficile passato tra l'infortunio al crociato ed una vita privata piena di tormenti e, da sottolineare, la freddezza con cui trascina Siopis per qualche mentro mentre cercava di impossessarsi della sua maglia...

La Paura?

Abraham .

La meraviglia?

La sicurezza tra i pali che veste il nome di Rui Patricio, osservato con diffidenza al suo arrivo nella Capitale, questa sera ha sfoderato con agevolezza tutta la sua classe.

La spregiudicatezza?

Mourinho ha dichiarato che se avesse tre Pellegrini in squadra, sarebbero tutti e tre titolari, il lavoro del numero 7 in campo va affinandosi di partita in partita, in barba a detrattori e antiromanisti.


Potrei continuare citando ad uno, ad uno, ogni interprete in un match dove la vittoria, oltre che netta, è riuscita a dare l'idea che il gruppo abbia trovato l'incastro perfetto regalando spettacolo e gioco.

Mourinho non cambia nulla rispetto alla formazione scesa in campo domenica : Rui Patricio tra i pali ed un 4-2-3-1 con Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina; Cristante, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham, dove il centrocampo stavolta ha retto meglio sebbene per tutto il match, Cristante abbia dovuto tenere a bada anche la stretta marcatura di Bakasetas.


Avci affianca Cornelius a Nwakaeme nella coppia di attacco e spunta un 4-3-3 nella speranza di recuperare spazi e aumentare la densità a centrocampo con Cakir; Bruno Peres, Edgar Ie, Vitor Hugo, Trondsen; Bakasetas, Siopis, Hamsik; Gervinho, Cornelius, Nwakaeme.

E per i primi minuti il campo sembra dare ragione ai turchi che si impongono mantenendo un buon possesso palla, gli uomini di Avci si compattano bene e si affidano alle ripartenze di Gervinho ma devono fare i conti con l'infortunio proprio di Cornelius costretto a lasciare il campo anzitempo, per colpa di un fallo subito da Ibanez, al suo posto Djaniny, ottimo elemento ma poco incisivo nell'economia del match. Da questo momento è la Roma a fare la partita, con un Cristante più smaliziato nell'intesa con Veretout, immenso nel gestire il filtro tanto da mettere il compagno nella condizione di prendere coraggio e recuperare palla fin sulla linea della trequarti, un occhio a destra e palla a Karsdorp che lo serve di rimando, il centrocampista raccoglie con precisione beffando Cakir non proprio perfetto nell'uscita. L'1-0 per i padroni di casa non demoralizza i turchi ma i giallorossi si enfatizzano e cominciano ad avanzare guadagnando metri e portandosi vicini al raddoppio in ben tre occasioni grazie agli inserimenti di Pellegrini capace di insinuarsi fino sotto la porta annullando la difesa che è costretta a far arretrare le linee: prima con Siopis che riesce ad anticipare una bella giocata di Abraham poi riuscendo a gestire al meglio il reparto rendendo nulli i tentativi della Roma.

L'impressione, forse acerba, dopo appena tre partite è che questa Roma abbia trovato consapevolezza sia nel gioco che nello spirito di squadra a partire dalla gestione della palla; il fraseggio è meno predominante durante la fase di avvicinamento alla porta perché sembra più viva la ricerca della verticalizzazione centrale con l'appoggio dei centrocampisti che non cercano di liberare solo i corridoi laterali ma si spingono nell'uno contro uno con maggior decisione e, sebbene ci sia più copertura, la percentuale di retropassaggi e rilanci dalla porta è minima. Ibanez e Mancini riescono a giostrare in modo più autonomo il ruolo con pochissime indecisioni ed il supporto del portiere permette loro maggiore mobilità laddove Karsdorp e Vina non riescano a rientrare, il valore aggiunto di Zaniolo rende più fluido l'avvicinamento e con Abraham a mischiare le carte nel muoversi quasi a tutto campo, sono i punti di riferimento avversari a perdere di efficacia, non a caso questa sera ad andare in rete sono stati tre giocatori che vivono le partite con dinamismo, pur non essendo attaccanti puri e grazie ad un gioco che ha permesso alla squadra di respirare.

Nel secondo tempo a rubare la scena ad Abraham, che dopo un assist perfetto di Karsdorp centra il palo negandosi la gioia del gol, è proprio Rui Patricio che si supera al 47' con un'uscita impeccabile su colpo di testa di Hugo, poi annientando in angolo un tiro al volo di Hamsik da pochi metri, un'uscita all'apparenza poco degna di nota, frutto di tecnica ed esperienza per poi ripetersi sul finale prima con Hamsik e poi bloccando la palla su una bella intuizione di Nwakaeme; un gioco delle parti che coinvolge anche Zaniolo: verticalizzazione di Veretout, Nicolò raccoglie e in velocità protegge la palla dall'insidia di Trondsen, calcia di sinistro quasi a inginocchiarsi e la sbatte alle spalle ci Cakir...e in ginocchio Nico ci rimane, ci rimane per tutte quelle volte che avrebbe voluto alzarsi dal letto, ci rimane per tutte quelle volte che avrebbe voluto correre invece di prendere le stampelle per camminare, ci rimane per tutte quelle volte che in allenamento ha giurato a sé stesso che sarebbe tornato più forte di prima e per tutte quelle volte che avrebbe voluto sentire urlare il suo nome dallo stadio pieno di gente.

Bentornato Nico!!!

Il 2-0 carica i giallorossi che continuano nella ricerca del gol, escono Zaniolo, Veretout, Abraham e Mkhitaryan entrano El Shaarawy, Carles Perez, Villar e Shomurodov.

Anche l'uzbeko vorrebbe andare in rete su iniziativa di Pellegrini, ma l'attaccante non riesce ad arrivare sul pallone, il numero 7 però non si accontenta e replica sulla trequarti, palla per il Faraone che confonde i difensori e rasoterra di destro realizza la rete del 3-0.

Novanta minuti di gioco dove non si è mai avuta la sensazione che la Roma potesse abbassare la guardia e, guardiamo in faccia la realtà, stavolta non è stato demerito dell'avversario.


Laura Tarani

fonte immagine emanuele gambino 

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