Distopika: Inquietanti Presenze In Mostra Con Claudia Bellocchi

Distopika: Inquietanti Presenze In Mostra Con Claudia Bellocchi

Nessuno avrebbe immaginato che, proprio in conseguenza di questo accadimento, il web sarebbe diventato il principale strumento di comunicazione mondiale a ogni livello

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Càpita a volte di avere delle premonizioni: quando Claudia Bellocchi ha iniziato a lavorare alle opere che sono confluite nel progetto Distopika il lockdown era ancora lontano. Nessuno al mondo avrebbe immaginato che saremmo stati proiettati in un’avventura degna di un romanzo di fantascienza, con tanto di virus mondiale.

Nessuno avrebbe immaginato che, proprio in conseguenza di questo accadimento, il web sarebbe diventato il principale strumento di comunicazione mondiale a ogni livello, liberando e dando corpo a così tanti mostri altrimenti celati al prossimo. Una libertà virtuale mai sperimentata prima, che non abbiamo saputo gestire perché arrivata troppo in fretta e in una condizione di privazione fisica. Si è materializzata così una realtà distopica che, secondo il termine coniato dal filosofo britannico John Stuart Mill nel 1868, rappresenta il contrario dell’Utopia, ciò che non vorremmo mai vedere.

Come dicevamo, la mostra nacque prima della pandemia, quindi prevalentemente letteraria e politica, con riferimenti a maestri quali Ray Bradbury o Philip K. Dick, oppure pittorici come Hieronymus Bosh: con questo progetto Claudia Bellocchi si è rivolta alla direzione della Biblioteca Villino Corsini – Villa Pamphilj chiedendo l’uso dello spazio espositivo.

Poi le cose sono andate diversamente e la mostra (4-19 settembre 2021) è diventata la visione di ciò che abbiamo vissuto: personaggi a carboncino e spray oro direttamente su tela di juta importata dai suoi frequenti viaggi in Argentina, con una forza visiva espressionista e inquietante.

Per questa mostra Claudia Bellocchi è infatti ritornata ai monocromi: abbandona i gioiosi colori pastello per mescolare la tecnica antica del carboncino a quella moderna dello spray ottenendo dalla tela una matericità luminescente quasi stupefacente. Monocromi come è stata, per molti mesi, la nostra esperienza di un mondo vissuto soltanto dalle finestre delle nostre case o dai nostri schermi.

Madame, Ominide, Anatomopatologia – per citare alcuni titoli – acquistano nel bagliore delle sale espositive al tramonto, una tridimensionalità inquietante, che sembra uscire dai nostri peggiori incubi.

Lo spazio espositivo è perfetto: le sale del Villino Corsini – che poi è ciò che resta al margine dell’attuale villa Pamphilj del nobile palazzo distrutto dai bombardamenti francesi del 1849 in chiusura della Repubblica Romana – nella loro semplicità accolgono le tele esposte come arazzi, senza cornici, come antiche mappe o pergamene sottratte da un baule, come un ritrovamento di creature innominabili da Necronomicon.

Alla mostra la biblioteca aggiunge poi del suo: nella sala d’ingresso, sottoscrivendo la tessera gratuita delle Biblioteche di Roma, è possibile prendere in prestito una vasta selezione di romanzi a tema distopico a disposizione del pubblico. Completando così l’esperienza visiva con la letteratura e chiudendo il cerchio di un interessante progetto.

Di Penelope Filacchione

INFO PRATICHE

Claudia Bellocchi – Distopika

4 – 19 settembre 2021

Biblioteca Villino Corsini – Villa Pamphilj

Largo 3 Giugno 1849 (ingresso della villa di Porta San Pancrazio – Arco dei Quattro venti)

Accesso gratuito con verifica green pass nei giorni e orari della biblioteca (solitamente feriali ore 9-17.00, ma con giorni di ingresso prolungato): Tel. 0645460691 e-mail: villinocorsini@bibliotechediroma.it

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