Enrico Lucherini Inaugura La Stagione Dell’ Off/Off Teatre

Enrico Lucherini Inaugura La Stagione Dell’ Off/Off Teatre

Oltre le “lucherinate”: la storia del cinema fatta anche da aneddoti, curiosità e intuizioni

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“Ho pensato che in ogni film doveva esserci qualcosa che attirasse l’attenzione” con questa battuta si è entrati nel vivo dello spettacolo C’era questo, c’era quello, andato in scena dall’1 al 3 ottobre, al teatro Off/Off di Roma, con Nunzio Bertolami, per la regia di Filippo Contri e la scenografia di Ludovica Sitajolo.

Alla prima tantissimi gli intervenuti tra cui: Eleonora Giorgi, Marina Cicogna, Benedetta Gardona, Milena Vukotic, Alda D’Eusanio, Carlo Verdone, Pino Strabioli, Eva Grimaldi, Imma Battaglia, Francesco Zecca, Fausto Bertinotti e sua moglie Gabriella, Gianni Letta, Il marchese Andrea La Spina della Cimarra, Santin Fiorillo.

Siamo forse abituati a conoscere le sue “lucherinate”, un termine coniato dai giornalisti, ma in questa occasione assumono una veste diversa: sono una serie di ricordi, aneddoti, pensieri, dal tono comico, sentimentale e naturalmente pungente, che hanno fatto il successo di tanti film.

Lunga è la carriera del noto addetto stampa; non tutti sanno che Lucherini ha iniziato come attore: “ho fatto tre pose in un film con il grande Totò, che abitava vicino casa mia”.

La storia del cinema, non è fatta solo dal successo di un film, è un immaginario straordinario che una figura come Enrico ha contribuito a trasmettere al pubblico: ha trasformato con geniali trovate e inconsuete strategie comunicative gli attori in divi.

Pensiamo al periodo della “dolce vita”, che rivive in queste storie originali ed emozionanti, in una Roma che ancora oggi non ha perso il suo fascino: erano anni in cui, in un quadrilatero immaginario tra i bar Rosati, Doney e Cafè de Paris, nascevano storie, amori, che, catturati dagli obiettivi dei paparazzi, solleticavano la curiosità e l’interesse della gente. Per Lucherini via Veneto era un secondo ufficio; ricorda uno dei suoi primi incontri al bar Canova con Federico Fellini, che lo chiamava “Ciccino”, forse perché non ricordava il nome del giovanissimo press officer, col quale però poi avrà un lungo sodalizio.

All’epoca non esistevano figure specializzate come il makeup artist e consulente d’immagine, però Lucherini, in accordo con gli attori, adottava tutti gli accorgimenti più utili alla promozione del film; persino Monica Vitti, con grande professionalità, per il film “La ragazza con la pistola”, gli aveva inviato degli appunti dettagliati sul look e trucco. Inoltre, per il lancio de “La Ciociara”, premiato con l’Oscar, il noto addetto stampa, sceglierà una foto struggente di Sophia Loren, immagine molto lontana dalla leggendaria bellezza dell’attrice, ma che rimarrà alla storia per la sua toccante drammaticità.

Ricorda inoltre un aneddoto particolare con il maestro Antonioni e Monica Vitti:” In casa loro, verso collina Fleming, c’era un pianoforte. Monica si avvicinò allo strumento esclamando “Michele (cosi lo chiamava lei), il pianoforte parla!”. Antonioni si avvicinò e disse “È vero, parla!”. E io: “E che dice?”. Anche in questa particolare occasione emergeva appieno l’ironia pungente di Lucherini.

In sala presente anche Marina Cicogna, che viene citata in un episodio curioso: quattro mesi prima dell’uscita del film “Metti, una sera a cena”, aveva permesso di far scattare una fotografia diventata famosa ritraendo Florinda Bolkan che balla con Richard Burton:“Feci credere che Liz Taylor aveva tentato il suicidio perché Burton voleva lasciarla per quella giovane brasiliana. Niente era vero, ma la storia fece incassare tantissimo al film di Patroni Griffi”.

Un’altra “lucherinata” riguarda la prima del film “Sotto il vestito niente”, di Carlo Vanzina, che si poneva contro la “Milano da bere” degli anni ’80; fece riservare la prima fila di poltrone, scrivendo su ogni posto il nome degli stilisti più importanti dell’epoca, posti che però rimasero vuoti, poiché nessuno di loro era stato realmente invitato. Il giorno dopo moltissimi giornali ne parlarono, e il film ebbe un gran successo.

Interviene infine anche Carlo Verdone che ricorda come nel 1977 al teatro Alberico, Lucherini andò a vedere un suo spettacolo: “Arrivò con un cappotto color cammello, lo gettò su una sedia con atteggiamento quasi antipatico, sorrideva ma senza mai scomporsi. In verità fu il primo ad alzarsi e applaudirmi e il giorno dopo mi telefonò con tono affettuoso e mi invitò ad una cena in cui c’era anche Sergio Leone”. Dunque uno spettacolo coinvolgente, che ha raccontato retroscena inediti e inaspettati, una divertente memoria storica.

Foto di Emanuele Gambino

Articolo di Giorgio Vulcano.

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