VISTO PER CENSURA ALLA ROMA ART WEEK

VISTO PER CENSURA ALLA ROMA ART WEEK

La mostra alla Galleria Horti Lamiani-Bettivò vuole ribadire il trionfo e il potere dell’arte capace di difendere alcune libertà inviolabili dell’individuo come quella d’espressione

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Per una settimana Roma ritorna a risplendere di arte contemporanea grazie alla Rome Art Week la manifestazione a cadenza annuale promossa dall’Associazione culturale per la promozione delle arti visive Kou. Un evento ricchissimo di iniziative che porta le gallerie ad allestire particolari mostre, gli artisti ad aprire al pubblico i propri studi, l’organizzazione di visite guidate per apprezzare itinerari noti e meno noti della Capitale. Una vera e propria vetrina che riunisce artisti, critici, operatori del settore con il merito di avvicinare nuovi proseliti ad un mondo che si può conoscere e apprezzare anche se non si è particolarmente esperti. E per conoscere tutte le numerose iniziative che si susseguono fino al 31 ottobre basta collegarsi al sito romeartweek dove trovare il calendario degli appuntamenti, le schede degli iscritti, la mappa interattiva e i percorsi suggeriti.

Fra le tante inaugurazioni anche quella della Galleria Horti Lamiani-Bettivò di via Giovanni Giolitti 163 a Roma che presenta una collettiva con sette artisti che con i loro lavori offrono spunti di riflessione che invadono vari settori del sociale non mancando di regalare al pubblico suggestive sensazioni. La mostra curata da Daniele Arzenta e Fabiana Grosso prende il titolo “Visto per censura” da un’opera di Domenico Giglio, proprietario della stessa Galleria, che usa come colori predominanti Il bianco come espressione delle istituzioni totalizzanti a cui contrappone il rosso come può essere un’ideologia o il sangue versato per affermare i propri ideali. L’arte diventa così uno strumento politico che si materializza anche attraverso teste e sagome che pur sembrando tutte uguali, in realtà ognuna riesce ad esprimere una propria fisionomia e individualità. Particolarmente interessanti le “cassette” realizzate da Giglio che in una sorta di stanza in miniatura colloca svariati elementi fortemente rappresentativi come possono essere coltellini a serramanico che trafiggono il legno come le ingiustizie dei potenti trafiggono il mondo.

Sempre di denuncia le opere esposte di Emilio Leofreddi il pittore romano noto anche per le sue installazioni con video e performance impegnate su tematiche politiche e sociali. Il suo è un linguaggio libero e dinamico che, attraverso contrasti e legami tra testi e immagini, vuole contrastare le imposizioni dettate dalla società. Alla galleria Horti Lamiani-Battivò porta anche due affascinanti lavori che mostrano piccole barchette di carta perse in un mare di euro frantumati mentre alle spalle padroneggiano le mappe dell’Italia e del mondo. In mostra anche i quadri di Cristina Moglia lattrice che dal cinema, teatro e televisione passa ad un altro suo lato artistico, la pittura. La sua è un’arte stilizzata a un’espressione che si manifesta attraverso un linguaggio più criptico ma, comunque, capace di comunicare affinità e sensazioni. Come pittore dalle tinte forti Josè Claro, propone in piccoli quadrati un saggio dei suoi colori cromatici che si animano attraverso un gioco sottile di contrasti dove si evidenziano anche piccoli tratti lucenti di oro.

Federico Lacerna non intende dare una visione delle sue opere ma preferisce che sia lo spettatore a individuare possibili strade di interpretazione. La sua è una pittura sia astratta che figurativa che, come per le opere esposte per la Rome Art Week, si materializza in un’apparente calma di neri, bianchi e grigi immersi in una dimensione cosmica fatta di ordini e disordini. La caratteristica dei lavori di Monica Pirone sono le lettere come espressione di un’arte per risistemare i tasselli della propria esistenza e ricominciare a vivere nel grande collage della vita. Infondo, quando la vita sembra avere deluso o sconvolto la vera forza è sempre ricominciare daccapo e quindi dall’A B C. Alla Galleria Horti Lamiani anche Sergio Angeli, l’artista visivo che si occupa di pittura, installazioni, videoinstallazioni e poesia. Per “Visto per censura” propone una serie di quadri dove evanescenti figure prendono origine da un’apparente calma fatta di carta stampata per poi esplodere attraverso la pittura conservando una natura ibrida che ognuno può interpretare come uomo, donna o soggetti che appartengono solo all’universo dell’immaginazione.

Rosario Schibeci

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