La Notte Di Marsiglia Porta L’incoronamento Ufficiale Di Ciro Immobile

La Notte Di Marsiglia Porta L’incoronamento Ufficiale Di Ciro Immobile

Un riconoscimento alla costanza, alla serietà di un giocatore che spesso si è ritrovato al centro di critiche sterili aggirate poi a suon di goal e con il calore dei compagni di squadra

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PASSATO – PRESENTE – FUTURO La notte di Marsiglia porta l’incoronamento ufficiale di Ciro Immobile come miglior marcatore di sempre nella storia della Lazio. Sotto un lancio di oggetti democraticamente offerti dai supporters francesi nell’area della bandierina e con Luis Alberto scortato da un poliziotto per battere l’angolo, Immobile contribuisce ad un pari di platino che mantiene aperta la qualificazione al prossimo turno nonostante qualche preoccupazione di Maurizio Sarri riferita ai ritmi da sostenere con una distonia in termini di rosa tra titolari non al top e riserve.

Un riconoscimento alla costanza, alla serietà di un giocatore che spesso si è ritrovato al centro di critiche sterili aggirate poi a suon di goal e con il calore dei compagni di squadra che lo hanno sempre tutelato e supportato. Una vita senza troppi riflettori, con una famiglia unita e con la consolle dei giochi sempre a portata di mano.La notte del “Velodrome” è da ricordare per tutto il popolo laziale: 160 reti per lo “scugnizzo” di Torre Annunziata, che da quella stazione ha fatto partire un treno veloce e puntuale con i traguardi.

La Juventus lo prelevò dal Sorrento e al torneo di Viareggio stupì tutti con ben 10 reti segnate. Era il 2010.

Con Zeman un legame indissolubile dopo le esperienze di Siena e Grosseto e quel trittico con Insigne e Verratti che portò il Pescara nella massima serie.In Serie A fece le fortune di Genoa e Torino che lo riscattò dai grifoni per 8 milioni di euro, prima di perdersi in territorio europeo con le maglie del Borussia Dortumund e del Siviglia.

La Lazio come occasione di rilancio dopo un periodo buio: 8,5 milioni circa più bonus il costo del cartellino che Lotito pagò nell’estate del 2016 al club spagnolo. Un vero affare visto il rendimento futuro.Un’annata dove partirono in simbiosi due storie parallele di speranza: quella di Ciro e quella di Simone Inzaghi. Un dualismo che ha portato, nella prima stagione in biancoceleste dell’attaccante, ben 26 reti siglate. A Bergamo l’apertura delle danze con la prima rete in assoluto, a Bergamo il raggiungimento di Piola con la 159 reti siglate. Un rullino di marcia degno dei miglior film d’amore. Con un punto di riferimento in avanti arrivarono anche qualche trofeo con la Lazio: due Supercoppe Italiane e una Coppa Italia. Oltre alla vittoria della scarpa d’oro nel 2019-2020 a battere il più pubblicizzato Robert Lewandoski e alla classifica dei capocannonieri dell’Europa League nel 2017-2018.

CIRO NAZIONALE Casiraghi gli aprì le porte della Nazionale Under 21, Prandelli puntò forte su di lui nella Nazionale maggiore, poi la sfortunata gestione Ventura e il rilancio con Roberto Mancini in un duetto con Belotti condito da qualche polemica di troppo. Nonostante la vittoria di un Europeo, le chiacchere non si placarono per il suo impiego in campo. Florenzi prese pubblicamente le difese del giocatore, Acerbi idem con la Lazio messo sotto accusa per qualche prestazione incolore. Giocatore di grande generosità e di grande senso tattico che festeggia con riservatezza il meritato traguardo.Lungimiranza passata e senso dell’affare. Acquisto azzeccato di sempre insieme a quello di Miroslav Klose. Con il mirino della porta sempre verso il futuro.

Complimenti Ciro!

Di Mirko Cervelli Desideri

Foto di Emanuele Gambino / unfoldingroma 

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