Duvàn Zapata, Delizia Senza Croce

Duvàn Zapata, Delizia Senza Croce

E l’Atalanta continua a sognare e a far sognare

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Che giocatore che è Duvàn Zapata. Che giocatore.

Il Colombiano, classe 1991, sbarcato sul pianeta Serie A nell’ormai lontano anno calcistico 2013/2014, è da ormai parecchie stagioni uno dei calciatori più forti e rappresentativi del nostro campionato.

Potente, generoso, infaticabile, l’attaccante di Cali (Colombia) ha cominciato alla grande anche questa sua quarta stagione con la maglia nerazzurra dell’Atalanta, andando già a segno per ben sei volte nelle sue finora 9 presenze in campionato. E a questi dati vanno aggiunti 1 goal e 2 assist nelle quattro partite già disputate in quella che è la regina delle competizioni europee per clubs, ossia la Champions League.

Lo score dell’ex Napoli, Sampdoria e Udinese, in questo primo scorcio di gare è dunque ben sostanzioso e perfettamente in linea con le sue ultime annate in Lombardia.

Proveniente dall’Estudiantes, in procinto di passare al Sassuolo allora guidato dal compianto Giorgio Squinzi, El Puntero, che con la maglia dei Cafeteros ha per ora realizzato 4 reti in 32 presenze, giunse alla fine, ormai 8 anni e mezzo fa, in Campania alle dipendenze dell’allora allenatore dei partenopei, Rafa Benitez.

A Napoli, in due anni, sono 11 i gol in 37 presenze nella massima serie, chiuso da un campione inestimabile quale è(ra) l’argentino Gonzalo Higuain. Numeri ai quali si sommano le 4 segnature in 14 discese in campo nelle competizioni europee. Il totale è dunque presto fatto: 15 marcature in 53 presenze (le due presenze “fantasma” sono 2 presenze in Coppa Italia).

Un bottino importante per un sudamericano sì talentuoso, ma che non ammalia come molti dei suoi colleghi provenienti dalla medesima area geografica, solitamente amati e venerati più per loro sopraffine doti tecniche che per quelle fisiche e temperamentali.

E allora quasi inevitabile appare il trasferimento in prestito biennale all’Udinese dei Pozzo, dirigenti famosi per saper riconoscere e valorizzare il talento di calciatori scovati in ogni parte del mondo.

In un contesto quantomeno elettrico come risulterà essere quello friulano nelle due stagioni in questione, Duvàn riuscirà ad accumulare importanti minuti e ad aumentare il suo bottino di reti. Tra cambi di allenatore -saranno quattro i tecnici che si alterneranno alla guida della squadra- ed eredità pesanti -al termine della "temporada" 2015/2016 appenderà le scarpe al chiodo Antonio Di Natale, autentica leggenda e miglior marcatore della storia dell’Udinese- il centravanti attualmente agli ordini dei Percassi avrà realizzato 18 gol in 63 partite in campionato, calpestando addirittura il terreno di gioco in tutte e 38 le partite di Serie A nel corso della sua seconda annata con la maglia dei bianconeri friulani. Numeri ai quali occorre aggiungere una rete in due gare di Coppa Italia. Queste statistiche non serviranno comunque a garantirgli, alla scadenza del prestito, la permanenza nella città del Maschio Angioino e di Castel Dell’Ovo.

Il Napoli continua a non puntare su di lui e lo cederà, sempre in prestito ma questa volta con il diritto di riscatto, alla Sampdoria del vulcanico Presidente Massimo Ferrero.

Sotto la guida di Marco Giampaolo la squadra giocherà un campionato sostanzialmente positivo, chiusosi forse con qualche rammarico di troppo per una posizione finale non all’altezza del bel gioco mostrato durante la stagione, e Zapata avrà ritoccato il suo record di gol in una singola stagione di campionato potendo fregiarsi di ben 11 reti in 31 presenze. In assenza di coppe europee l’unica altra competizione nella quale sarà sceso in campo sarà la Coppa nazionale (una presenza senza marcature).

Ed è allora a questo punto della sua carriera che arriva la svolta, con quello che per ora è il suo ultimo trasferimento, nonostante le sirene di mercato negli ultimi tempi siano state sempre più frequenti e insistenti.

A Bergamo Duvàn è sbocciato definitivamente, diventando il giocatore che apprezziamo tutti. Calciatore offensivo non ossessionato soltanto dal gol, ma sempre pronto a spendersi per tutta la larghezza del campo di gioco se non, a volte, anche per tutta la sua lunghezza, il colombiano è un giocatore fondamentale per Mister Gasperini. Corre, fa a sportellate con centrali rognosi e difficili da superare e apre spazi giocando spalle alla porta.

Complementare con ogni compagno di reparto, è passato dall’essere il vertice alto del triangolo offensivo della Dea Bergamasca con El Papu Gomez (ora a Siviglia) e Josip Ilicic ad agire dietro di lui, a fare da spalla al fortissimo Muriel, passando per i vari Pessina, Pasalic e Miranchuck.

I compagni si alternano e lui rimane lì a sudare, contrastare, “fare reparto” come si usa dire nel gergo calcistico, contribuendo in maniera a determinante a costruire le fortune di una società che sta vivendo anni d’oro, con risultati mai raggiunti prima.

L’Atalanta sogna e Duvàn la sostiene con il suo corpo possente.

Giuseppe Menzo

Fonte della fotografia: Emanuele Gambino (Unfolding Roma Magazine) 

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