GIOVANI REGISTI EPPURE GIA’ TANTO MATURI

GIOVANI REGISTI EPPURE GIA’ TANTO MATURI

Intervista a Lorenzo De Santis reduce dal successo teatrale di “L’assurdo e il suo contrario” messo in scena al Centro Culturale Artemia di Roma.

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In occasione della messa in scena di “L’assurdo e il suo contrario” al Centro Culturale Artemia a Roma, abbiamo avuto il piacere di incontrare il giovane regista dello spettacolo Lorenzo De Santis ben felice dei sold out raggiunti nei tre giorni di rappresentazione grazie a uno spettacolo frizzante e intelligente scritto e interpretato da Eleonora di Raffaele, Nino Sileci e Silvia Ponzo. Diplomato presso l'Accademia Internazionale di Teatro di Roma, De Santis è anche l’attore e drammaturgo che ha fondato nel 2019 la compagnia Opificio03 che sviluppa spettacoli sia in luoghi teatrali propriamente detti e sia in luoghi non teatrali (ville storiche, parchi archeologici, borghi antichi). Ha collaborato anche alla realizzazione di vari festival teatrali come "Darteatro in terrazza", "Shakespeare Summer dream" e nel 2022 collaborerà alla direzione artistica del festival "I racconti di Dioniso".

Allora Lorenzo come nasce l’idea dell’assurdo per uno spettacolo che può dirsi già un successo…

La nostra intenzione era quella di trovare un'unione tra l'impianto cabaret più classico e le pillole del teatro dell'assurdo già molto apprezzate nella prima metà del secolo scorso. Il tutto, cercando di creare un mix accattivante e frizzante dove si potessero alternare momenti canori, stacchetti danzati e sketch recitati. Ci siamo concentrati, soprattutto, sul senso più significativo da dare allo spettacolo. Purtroppo, veniamo da due anni molto difficili, per i motivi che tutti conosciamo, che hanno traumatizzato negativamente i rapporti della società e il teatro, già in una fase di crisi, è rimasto inevitabilmente coinvolto. Abbiamo deciso, quindi, di creare uno spettacolo frizzante che potesse far strappare più di una risata in poco più di un'ora di leggerezza ma, al tempo stesso, far implicitamente riflettere il pubblico sugli aspetti del nostro vivere quotidiano che sono assurdi ma che abbiamo purtroppo inconsciamente assorbito come normali.

Come è stata la vostra esperienza al Centro Culturale Artemia diretto da Maria Paola Canepa?

L'accoglienza ad Artemia è stata, come sempre, calorosa e attiva. Il pubblico che ci è venuto a vedere è stato entusiasta e felice e questa è la cosa che più ci rende orgogliosi. Maria Paola ci ha accolti come una famiglia sin da subito. All'inizio, eravamo solo dei semplici studenti appena diplomati in un'accademia di recitazione che cercavano di farsi strada in un mondo lavorativo difficile ed erano alla costante ricerca di un'opportunità. Ad Artemia, grazie alla fiduciosa, calorosa e familiare accoglienza di Maria Paola (teniamo tutti a ribadire questo concetto più volte) già con lavori precedenti ci siamo sentiti sempre in un porto sicuro.

Quali sono i vostri programmi futuri per questo spettacolo e per altre iniziative?

Lo spettacolo sarà in scena anche il 17.18.19 dicembre alla Sala Paolo Poli a Ostia. Con l'anno nuovo, contiamo di fare sicuramente altre repliche. Cercheremo di fare trasferte in altre regioni (quelle di appartenenza dei tre attori) e non solo.Inoltre, la compagnia Opificio03 la prossima estate organizzerà una rassegna teatrale denominata "I racconti di Dioniso" di 18 spettacoli differenti itineranti e non (di compagnie provenienti da tutta Italia) che si dislocherà tra il Parco Archeologico dell'Appia Antica e il Parco Archeologico di Ostia Antica. Ci saranno spettacoli di stampo classico (Shakespeare, Molière, Durrenmatt) e spettacoli che tratteranno argomenti legati all'arte in tutte le sue forme (De André, gli stornelli romani, Frida Khalo). Oltre ai contesti teatrali propriamente detti, uno dei nostri obiettivi, infatti, è quello di valorizzare il patrimonio artistico, archeologico e naturalistico attraverso lo spettacolo dal vivo. E quale città meglio di Roma per godersi uno spettacolo tra i ruderi di Ostia o nel Parco degli acquedotti?

Ma tutto questo successo ad inizio carriera non vi farà montare la testa?

Assolutamente no. Insieme a tutta la Compagnia siamo ben coscienti che il nostro cammino deve essere di continua esperienza conquistata sempre con umiltà e il rispetto del pubblico.

                                                                                     Rosario Schibeci 

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