Sanremo 2022. C’è Chi L’ha Definito Sottotono Rispetto Al Precedente

Sanremo 2022. C’è Chi L’ha Definito Sottotono Rispetto Al Precedente

Musicalmente è stato un festival con varie sfaccettature che sicuramente non ha disdegnato tante giovani proposte, ma nemmeno il ritorno dei “veterani”.

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Sanremo 2022. C’è chi l’ha definito sottotono rispetto al precedente, chi lo ha considerato il festival della ripresa e chi lo ha semplicemente guardato, come tutti gli anni, commentando i pezzi e tifando per questo o quel cantante, ma una cosa è certa, ci sono stati più spazi dedicati alle canzoni, il che non ha guastato.

Musicalmente è stato un festival con varie sfaccettature che sicuramente non ha disdegnato tante giovani proposte, ma nemmeno il ritorno dei “veterani”. Ma passiamo in rassegna brevemente le esibizioni di questo festival.

La prima serata si è aperta con Achille Lauro accompagnato dall’ Harlem Gospel Choir con il brano “Domenica”, dal piglio divertente (anche se possiamo notare una certa somiglianza con un altro suo pezzo presentato a Sanremo, ossia “Rolls Royce”), in perfetto stile Lauro, molto interessante la presenza del coro gospel che rende in pieno l’idea della domenica. Il secondo ad esibirsi è stato Yuman, vincitore di Sanremo giovani, quest’anno non trasmesso, con “Ora e qui”, i ritmi neo soul la fanno da padroni, ritornello accattivante, un testo che invita a cogliere l’attimo e voce niente male. Andiamo poi con Noemi ed il suo “Ti amo non lo so dire”, canzone un po’ sottotono rispetto a quella dell’anno scorso, ma comunque dallo stile molto pop. Con La Rappresentante di Lista, invece, abbiamo “Ciao ciao” un rimando agli anni ’80, accompagnato da sonorità elettroniche e giro di basso eccezionale in pieno stile Daft Punk, la leggerezza del testo contribuisce a farlo rimanere ben impresso nella mente. Michele Bravi ci porta in una delicata atmosfera dal sapore dolce con “L’inverno dei fiori”, il testo è molto romantico e si percepisce la carica emozionale dell’artista. Con Massimo Ranieri e la sua “Lettera al di là dal mare”, veniamo riportati in un’ambientazione da film, una nave, una partenza, il sogno dell’America che emoziona e spaventa al tempo stesso, testo profondo e ritornello che ha tutta la potenza e la bellezza di una vecchia favola. Ana Mena, cantante spagnola, ci presenta “Duecentomila ore”, nel suo mood a tratti latineggiante, a tratti troppo banale, non convince appieno, non male invece l’uso della fisarmonica. Abbiamo poi Rkomi con “Insuperabile”, beat incalzante, la voce particolare dell’artista ci accompagna in un pezzo d’amore accattivante e moderno. Dargen D’amico, poi, ci fa tornare negli anni ’90 con “Dove si balla”, club, voglia di ballare, italo dance nostalgica, ci sale la voglia di essere più leggeri e di cantare a squarciagola insieme a lui; uno degli artisti rivelazione di questo festival. La prima serata è terminata con Giusy Ferreri ed il suo brano ”Miele”,un attacco in stile Mannarino, una parte strumentale interessante, voce ben dosata, il violino che irrompe quasi a fine brano e l’uso del megafono nautico aggiungono un tocco vintage.

La seconda serata si è invece aperta con il brano di Sangiovanni, “Farfalle”, pezzo giovane, il ritornello è sicuramente la parte che spicca e che si radica in testa, molto orecchiabile. Giovanni Truppi, secondo ad esibirsi, ci ha fatto ascoltare “Tuo padre, mia madre, Lucia”, alternativo, non troppo Sanremese ma non per questo meno interessante, testo e vocalità che spaziano dando l’idea di un cantautorato ben fatto. Poi Le Vibrazioni, con il pezzo “Tantissimo”, strofe ben bilanciate da un ritornello che esplode dando la carica. Emma, con “Ogni volta è così”, torna sul palco dell’Ariston con un brano pieno, una canzone d’amore in stile Sanremese. Seconda giovane proposta è Matteo Romano che, con il brano “Virale”, ben eseguito e senza fronzoli, ci fa capire di essere un’altra giovane rivelazione di Sanremo 2022, voce davvero molto piacevole e ritornello ben strutturato. Iva Zanicchi, cantante che non ha bisogno di presentazioni, con “Voglio amarti”, porta l’ascoltatore nel Sanremo di una volta, voce che nonostante il tempo non ha perso la sua graffiante emozionalità. Coppia che scoppia Donatella Rettore e Ditonellapiaga con “Chimica”, sbarazzino, sensuale, dal sound accattivante e con ritmi dal sentore anni ’80. Segue Fabrizio Moro con “Sei tu”, brano semplice e diretto. Ultimo delle giovani proposte è Tananai, con “Sesso occasionale”, un pezzo leggero, nonostante qualche stonatura nel complesso molto radiofonico. Irama quest’anno ha fatto commuovere con “Ovunque sarai”, dedicato a una persona che non c’è più, un quarto posto ben meritato. Segue Aka7even con “Perfetta così”, una canzone pop che invita ad accettarsi. Terminiamo con “Abbi cura di te” del duo Highsnob e Hu, brano che forse non passa con un primo ascolto, ma che ne merita un secondo, si nota la profonda connessione fra i due.

Il podio. Caldo, colorato, positivo, come descrivere “Apri tutte le porte” se non così? Gianni Morandi si è aggiudicato la terza posizione grazie a un brano dai tratti un po' retrò e molto ballabile, il testo scritto da Jovanotti e l’interpretazione azzeccatissima di Morandi lo rendono sicuramente uno dei tormentoni radiofonici di questa edizione. Seconda Elisa con “O forse sei tu”, la sua voce spettacolare ha fatto brillare il palco, brano tecnicamente eseguito alla perfezione, la cantante non perde un colpo, una vera e propria canzone senza tempo. Primo posto per la coppia formata da Mahmood e Blanco con “Brividi”, che ha riscosso molto successo fin dalla prima esibizione, le sonorità contemporanee dei due artisti si incastrano bene tra loro e piacciono al pubblico, molto apprezzato anche il testo che parla del sentirsi inadeguati all’interno di una relazione.

Articolo di Asia Seca.

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