In Mostra Fino Al 10 Febbraio L’esposizione “I Colori Del Tempo” Presso La Muef Art Gallery,

In Mostra Fino Al 10 Febbraio L’esposizione “I Colori Del Tempo” Presso La Muef Art Gallery,

La predominanza dello stile figurativo e l’uso della tecnica ad olio su tela dà un’atmosfera un po' retrò ed un aria di studio manierista nelle varie rappresentazioni di un tema non comune, kronos.

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In mostra fino al 10 febbraio l’esposizione  “I colori del tempo” presso la Muef Art Gallery, a cura di F. G. Farachi e Roberta Sole, in Via Angelo Poliziano 78 /b , una collettiva sul tema del tempo, in tutte le sue declinazioni, con svariati artisti che utilizzano le tecniche più diverse, dall’olio all’acquarello, con interventi geometrici, ma principalmente figurativi.

“Il colori del tempo” si può considerare appunto una mostra d’altri tempi, come per esempio il richiamo del passato con la tovaglia di tombolo e l’argenteria nell’acquerello “Silverware “di Darnell Brenes, per passare a “Meccanismo meccanico” dove il tempo è un ingranaggio, o “Presente presente presente” dove Patrizia Langher gioca con una clessidra e l’attimo sospeso in cui viviamo.

Ancora Sergio Macchioli con “i primi freddi” narra il tempo meteorologico e la più filosofica Isolina Mariotti ci presenta “i tempi della vita” con le fasi di crescita e di vita che tutti noi attraversiamo.

C’ è il tempo musicale di Giuseppe Cecchini con “la chitarrista“ ,il tempo della natura con “Natura al vento” e tante altre opere.

La predominanza dello stile figurativo e l’uso della tecnica ad olio su tela dà un’atmosfera un po' retrò ed un aria di studio manierista nelle varie rappresentazioni di un tema non comune, kronos.

In un momento storico dove il tempo è più che altro un susseguirsi di attimi in velocità, dove il sincronismo è essenzialmente dato non più dalla casualità ma dalla tecnologia ed i suoi prodigi, in una società dove il fato non esiste più, né come destino né come religione, lo studio di kronos, del susseguirsi di attimi o del concetto in sé, diventa vario ed attuale, nell’osservazione della natura, della musica, del credere.

Ogni opera, nella variante del tema, crea uno spazio di osservazione di quello che in realtà è la nostra vita. lo scorrere del tempo manifesta la nostra esistenza, durante la quale il rapporto con la temporalità è sicuramente esplicitata in tanti modi.

Ciò che accomuna queste opere è la finitezza , il senso del limite e della precarietà, il senso del ritmo e quello della natura, con le sue stagioni e lo scorrere di periodi più o meno lunghi, nei quali possiamo spaziare o cogliere l’attimo, nel quale ci possiamo ritrovare, insieme.

Il tempo passato in “il silenzio del ricamo “ e “questo inverno passerà” indicano ciò in cui siamo immersi, gli attimi di riflessione che ci permettono di vivere la dimensione spazio-tempo con naturalezza, con quella sensazione di infinito che si contrappone al finito, il micro e macrocosmo, l’uomo e Dio.

In questa dimensione ontologica , in cui il tempo non è solo un significante ma anche un significato, l’essere in quanto essere al di là delle sue manifestazioni, l’arte diventa mediazione di un messaggio esistenziale , immagine e rappresentazione del nostro sé e della nostra vita.

Monica Pecchinotti

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