LE PROPOSTE DI AEPI AL DECRETO SOSTEGNI- TER

LE PROPOSTE DI AEPI AL DECRETO SOSTEGNI- TER

Pacificazione fiscale, rilanciare il Superbonus, accelerare sui ristori, compliance tra contribuenti e pubblica amministrazione.

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AEPI, la Confederazione delle Associazioni Europee di Professionisti e Imprese, audita in Commissione bilancio al Senato, per quanto riguarda i ristori, ha chiesto un’accelerazione sull’erogazione dei contributi, tenendo conto del crollo del volume d’affari e superando la logica dei codici Ateco. In caso contrario, si deve almeno ampliare l’elenco dei beneficiari del provvedimento includendo tassisti, NCC auto e NCC autobus. Senza dimenticare che nel turismo ricadono anche settori legati all’attività promo pubblicitaria come siti internet, tipografia o fotografia.

Ma non sui soli ristori si può basare la ripresa economica, per questo, anche per quanto attiene gli interventi per frenare il caro bollette, si deve uscire dalla logica delle misure tampone, passando ad una programmazione almeno biennale di interventi volti a fermare la corsa dei prezzi. I dati, già negativi, sul numero di P.Iva aperte e sulle assunzioni a tempo indeterminato, altrimenti, non potranno che peggiorare.

Per AEPI il semplice rinvio a settembre 2022 dei versamenti per previdenza ed erario non mette gli operatori in condizioni di poter onorare le future scadenze. Una soluzione può essere la pacificazione fiscale per l’emergenza pandemica con un periodo rapportato a quello di rateizzazione con l’Agenzia della riscossione in base all’importo del debito. Senza arrivare all’emissione delle relative cartelle esattoriali con l’aggravio delle sanzioni. Alla luce dell’esistenza del ravvedimento lungo, si chiede di sospendere l’emissione delle cartelle di pagamento in contemporanea ad una spontanea rateizzazione del debito. «Tutto questo- spiega Celestino Bottoni, responsabile Professioni di AEPI- permetterebbe una vera compliance tra contribuente e pubblica amministrazione ed eviterebbe agli imprenditori di indebitarsi con gli istituti bancari». La Confederazione sottolinea che i prestiti, anche garantiti dallo Stato, vengono spesso utilizzati per far fronte alla fiscalità e alla previdenza. La proposta è di chiedere direttamente la linea creditoria all’Agenzia delle Entrate o della Riscossione per questi importi.

Infine richiesti anche interventi sul superbonus: ripristino delle cessioni multiple, eliminazione della scadenza del 30 giugno per le unifamiliari, abrogazione del nuovo “decreto prezzi” del MITE.

«Crediamo che il limite imposto al numero di cessioni dei crediti fiscali- sottolinea il coordinatore dell’ufficio legislativo di AEPI Giovanni Malinconico- non rappresenti la soluzione del problema. È opportuno intervenire nella fase immediatamente precedente alla generazione del credito nel cassetto fiscale con un controllo preventivo della legalità da parte dei notai».

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