L'Ucraina Sotto Assedio

Putin aveva rivelato nel 2008 le sue intenzioni ma nessuno ha voluto ascoltare

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"Capisci, George? L’Ucraina non è nemmeno uno Stato! Che cos’è l’Ucraina? Parte del suo territorio è Europa orientale. Ma l’altra parte, quella più importante, gliel’abbiamo regalata noi!", così Vladimir Putin diceva a George Bush durante il vertice nato del 2008, facendo già capire a tutti quali fossero le sue mire espansionistiche ma che poi tanto espansionistiche non erano, perché di fatto, l’ultranazionalista Putin, mirava e mira, visti la guerra mossa in queste ore, a riconnettere alla Federazione Russa, territori che appartenevano alla Russia e che sono abitati da russofoni e filorussi.

L’inimicizia tra Ucraina e Russia ha radici profonde e lontane. Quando l’Ucraina venne occupata dalle forze dell’asse durante la Campagna di Russia, decine di migliaia di ucraini si arruolarono nei reparti combattenti delle SS tedesche, spinti da una forte motivazione antibolscevica ed antirussa. Anche la guerra e l’annessione della Crimea, da parte della Russia nel 2014, ha radici antiche, si trattava di un territorio che apparteneva alla Russia ma che nel 1954 venne donato all’Ucraina dall’allora Segretario Nikita Sergeevič Chruščëv per festeggiare i 300 anni di amicizia tra Ucraina e Russia.

Il mondo Occidentale non può rimanere sbalordito o sconvolto dai gravissimi fatti che si stanno verificando in queste ore, l’Europa e gli Stati Uniti hanno calcato la mano, spingendo l’Ucraina, che filorussa non è, ad avvicinarsi gradualmente a loro, andando a stuzzicare l’Orso moscovita, spingendolo, o forse meglio, offrendogli su un piatto d’argento, l’occasione per riprendersi ciò che da tempo aveva desiderio di ricongiungere alla Russia.

NATO e Comunità Europea hanno accolto un po’ troppo candidamente le attenzioni dell’Ucraina di Kiev, ovvero della parte occidentale dello stato sovrano dichiaratosi tale nel 1991. Già allora si formò uno Stato che covava in sé forti contraddizioni e il germe degli accadimenti di oggi.

La guerra è spregevole, la guerra è fatta da persone che uccidono persone che non conoscono e lo fanno per persone che si conoscono bene tra loro ma che non vogliono combattere, la guerra è sangue e il sangue dovrebbe scorrere dentro e non fuori dalle vene, i bambini dovrebbero giocare spensierati ed aspettare il suono della campanella della scuola e non le sirene che preannunciano pioggia di bombe e missili. Le madri dovrebbero stringere i figli per amore e non per paura di perderli, i padri dovrebbero tornare dal lavoro e ritrovare una casa e non macerie.

La guerra non ha ragione, è solo un esercizio di violenza e forza bruta e non c’è mai un vincitore, se ne esce sempre sconfitti perché si è persa l’occasione di risolvere le cose con l’uso dell’intelligenza e della parola.

La guerra non scoppia all’improvviso ma si alimenta anno dopo anno di rancori, dispetti, bugie, incomprensioni che deflagrano all’improvviso.

Questa guerra poteva essere evitata se avessero parlato in questi anni le voci del giudizio e della mediazione, ma probabilmente queste cose a molti, ai potenti, non facevano comodo.

Alessio Capponi

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