Lazio-Rosenborg

In dieci contro undici per ottantacinque minuti, la Lazio avvicina la qualificazione battendo tra le mura amiche un Rosenborg che poteva fare sicuramente di più vista la superiorità numerica.

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In dieci contro undici per ottacinque minuti, la Lazio avvicina la qualificazione battendo tra le mura amiche un Rosenborg che poteva fare sicuramente di più vista la superiorità numerica. Olimpico sempre più fortezza inespugnata. Dove arrivano i demeriti dei norvegesi, però, iniziano i meriti dei romani grazie ad un atteggiamento attento agevolato dalla poco incisività in area di rigore degli ospiti, a tratti troppo prevedibili. La difesa anche stasera è andata  troppe volte in affanno contro una squadra che nel primo tempo ha colpito due legni al ridosso dell'intervallo. Mauricio ha commesso un'altra follia, in linea con un settore difensivo da calibrare nuovamente nell'attesa di fine Novembre – Dicembre con il recupero importante di tante pedine. Ai box i soliti nomi noti: Klose, De Vrij, Keita, Basta, Biglia, etc. I rincalzi avevano il dovere di far vedere qualcosa e di essere all'altezza dopo la prova scialba di Reggio Emilia contro il Sassuolo. La piazza chiedeva principalmente questo. Qualche miglioramento c'è stato ma rimangono le amnesie difensive di una squadra che deve ritrovare un determinato equilibrio in previsione delle prossime giornate. Se da un lato la difesa ha dato segnali di grande mediocrità, il centrocampo ha lavorato il triplo dopo l'ingenuità di Mauricio. Onazi la vittima sacrificale da Pioli per far posto a Gentiletti, altra prova non all'altezza soprattutto nella ripresa. Bene Candreva, altra prova di grande spessore e di Felipe Anderson che ha incanalato verso una maggiore sicurezza una gara in equilibrio precario grazie ad un goal “pratico”. Il Rosenborg, complice anche le ultime partite di una stagione vissuta a grandi livelli con il titolo ad un passo, fa il minimo sindacale. Nel finale Konko, perfetto sino a quel momento, commette un errore banale concedendo il rigore del possibile 3-2 parato magistralmente da Berisha. Il portiere albanese, spesso criticato o non apprezzato, anche quest'oggi ha dato prova di affidabilità. Il rigore non avrebbe cambiato l'esito della gara ma la parata è stata notevole. Altro riconoscimento dopo l'approdo della nazionale albanese ai prossimi Europei in Francia. Contro il Bologna parata a salvare il risultato, idem contro il Saint-Etiennè in 3-4 circostanze. In crescita visti gli alti e bassi di Marchetti.

Domenica si aspetta il ritorno di Miro Klose, una ciliegfina sulla torta per Pioli aspettando l'infermiera che si svuoti per poi giocarsela con tutte.

Tentare è un dovere.

La prima frazione di gioco si apre con la doppia occasione per la Lazio capitata sui piedi prima di Onazi chiuso in angolo da un intervento di un difensore e poi dal conseguente angolo il doppio legno colpito prima da Hoedt con un tiro e sulla ribattuta Mauri prende in pieno la traversa.

Tre minuti dopo la doccia gelata che ha cambiato per certi versi la partita: disastroso intervento in fase di impostazione di Mauricio, fallo da ultimo uomo e rosso diretto. I norvegesi prendono coraggio e al 9' si rendono pericolosi con una sortita di Do Lanlay. La partita vive di un leggero stallo: la Lazio cambia inserendo Gentiletti a coprire il posto vacante lasciato dall'ingenuo Mauricio e fuori Onazi tra gli applausi dell'Olimpico. Al 21' Midtsjo ma la conclusione termina largamente alta.

Nel periodo di maggiore spinta ospite arriva il vantaggio della Lazio al 27' grazie al tocco di Matri a scavalcare l'estremo difensore norvegese su assist in diagonale di Candreva. Due minuti dopo Skjelvik colpisce il palo dopo aver superato uno statico Hoedt e al 36' ancora un montante per i norvegesi con la conclusione di Do Lanlay a Berisha battuto.

In avvio di ripresa, da un cross dal fondo Candreva lascia scorrere pensando ad una conclusione di un proprio compagno in posizione migliore rispetto alla sua. Cinque minuti dopo il raddoppio della Lazio: grave indecisione difensiva norvegese, Mauri si invola a rete servendo l'accorrente Felipe Anderson a battere Hansen.

Al 24' il Rosenborg dimezza lo svantaggio grazie al colpo di testa di Soderlund su assist dell'onnipresente Skjelvik.

La Lazio al 30' cambia Mauri per Milinkovic- Savic, cambio che tatticamente cambia ben poco. Entra anche Lulic subito dopo la rete.

Al 33' calcio di rigore per la Lazio per l'atterraggio in area di Radu ad opera di Do Lanlay; dal dischetto Candreva in due tempi mette dentro per il 3-1.

Due minuti dopo il Rosenborg ci riprova a d aprire la partita con il tiro dall'ottima esecuzione di Midtsjo.

In chiusura di tempo ghiotta occasione sui piedi di Lulic che a porta praticamente vuota manca il bersaglio da due passi.

Nei minuti di recupero Konko atterra in area Konradsen ma Berisha si supera e salva il risultato.

Mirko Cervelli

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